vedi l'articolo su primonumero.it
Da poco meno di una settimana è inizata in alcuni quartieri di Termoli, Difesa Grande, Colle Macchiuzzo, Rio Vivo, la Zona Artigianale e quella industriale, la raccolta differenziata, in poco tempo questa realtà si estenderà all'intero comune potenziando il servizio e portandolo a pieno regime, una vera prova di maturità culturale dei cittadini termolesi.
Perchè riciclare?
Perchè noi a livello pro-capite produciamo quantità industriali di rifiuti, consciamente o inconsciamente, siamo abituati non preoccuparci di quel che gettiamo via, eppure facendo l'esempio di un pranzo per una sola persona ecco cosa potremmo gettare via:
poniamo l'esempio di un primo piatto, una comune pasta, è in una sua confezione che nel venire terminata viene gettata via, poi abbiamo un condimento, che possa essere del tonno o un barattolino di sugo preconfezionato, bene... altro rifito.
Poi non sazi vogliamo anche un secondo piatto, poniamo caso una bella spinacina, anche questa ha il suo incarto che dovremo gettar via, ed infine una mela, da sbucciare, altro rifiuto.
Così facendo siamo costretti a produrre scarti che dovranno essere smaltiti, certo non da noi ma da una società preposta che si occupa di togliere di mezzo ciò che non vogliamo più tra i piedi.
Poniamo questo piccolo esempio in grande scala, a livello famigliare, quindi almeno una coppia o più persone per tre pasti fondamentali al giorno, più altri spuntini durante l'arco della giornata, aggiungiamoci altri rifiuti dovuti ad attività quali uno sgombero di un box auto, giardinaggio, il semplice pulire casa, moltiplichiamo queste attività giornaliere per trecentosessantacinque giorni l'anno e consideriamo che sarà una produzione senza soluzione di continuità, praticamente siamo invasi da rifiuti che dovranno essere raccolti, gestiti selettivamente, e quindi smaltiti.
Ma attualmente gli smaltimenti più comuni sono solo due, ovvero:
incenerimento;
discarica.
Molte regioni e molte province puntano sui termovalorizzatori, ma prima di bruciare rifiuti misti si deve fare una opportuna selezione.
Il perchè è ovvio, le sostanze che compongono i materiali che maneggiamo giornalmente sono spesso tossiche, vengono prodotte con l'uso di solventi, resine plastiche, metalli pesanti, e molte sostanze che già di per se possono essere pericolose, immaginiamo cosa possono produrre se bruciate oltre alla diossina ed alle polveri sottili come il pm10 fino al pm1.
Che ciò abbia ricadute sulla salute dei cittadini credo sia abbastanza evidente, stiamo parlando di sostanze tossiche e cancerogene.
Le discariche sono il sistema decisamente più comune, ma allo stesso tempo costituiscono una sconfitta, una exterma ratio secondo la quale non avendo alternativa si decide di seppellire i panni sporchi, ma questi spesso rimangono lì in eterno e colmata una discarica bisogna crearne un'altra.
Questa operazione non è indolore e non la si può certo effettuare ovunque, servono aree geologicamente adatte, il rifiuto si ossida, ha dei liquami che possono percolare nel terreno e inquinare la falda acquifera,dalla quale estraiamo un elemento vitale.
E' evidente che esiste un pericolo più che fondato, senza contare che quel terreno non è più salubre e certonon potrà essere agricolo, tantomeno ad uso edile.
Come ovviare a tutto ciò? Semplicemente facendo due operazioni:
la prima è il riutilizzo o il riciclo, la seconda che si augura prenda a livello in graduatoria della prima, ovvero la drastica riduzione di rifiuti a livello pro-capite.
Quindi un vero taglio alla radice del problema.
Badiamo bene che i rifiuti sono la primaria fonte di inquinamento e la cultura italiana ha sempre dimostrato di essere attenta ai problemi solo quando questi ci stanno sommergendo, a differenza degli stati del nord europa, sicuramente più attenti di noi.
Questi stati fanno di tutto per accaparrarsi i rifiuti, perchè hanno scoperto che i rifiuti sono un bene prezioso, badate bene, il riciclo èuna fonte di materie prime a bassissimo costo impressionante.
Non hanno più bisogno di essere trattati, basta solo un piccolo trattamento per rimodellare plastica, metallo, vetro e rivenderli alle imprese che li utilizzano per contenere i loro prodotti, insomma tanti soldi.
un pò di normative in materia di rifiuti:
D.Lgs 152/2006 art. 178. La gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse al fine di assicurare un'elevata protezione dell'ambiente e controlli efficaci, tenendo conto della specificità dei rifiuti pericolosi nonché al fine di preservare le risorse naturali.
I rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la
salute dell'uomo e:
a) senza determinare rischi per l'acqua, l'aria, il suolo, nonché per la per la fauna e la flora;
b)senza causare inconvenienti da rumori o odori;
c) senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente.
La gestione dei rifiuti è effettuata conformemente ai principi di precauzione, di prevenzione, di proporzionalità, di responsabilizzazione e di cooperazione, e di … “chi inquina paga”.
A tal fine la gestione dei rifiuti è effettuata secondo criteri di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza.
art. 183
la GESTIONE dei rifiuti comprende:
la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti,compreso il controllo di queste operazioni, nonché il controllo delle discariche dopo la chiusura;
179, (c 1)
PRIORITA’
- favorire prioritariamente la prevenzione e la riduzione della produzione e della nocività,
- l'immissione sul mercato di prodotti concepiti in modo da non contribuire o da contribuire il meno possibile, per la loro fabbricazione, il loro uso o il loro smaltimento, ad incrementare la quantità o la nocività dei rifiuti e i rischi di inquinamento;
- sviluppo di tecniche appropriate per l'eliminazione di sostanze pericolose contenute nei rifiuti destinati ad essere recuperati.
179 (c 2)
le misure dirette al recupero dei rifiuti mediante riutilizzo, riciclo
o ogni altra azione diretta ad ottenere da essi materia prima secondaria sono adottate priorità rispetto all'uso dei rifiuti come fonte di energia.
180 (c1)
Agli strumenti di prevenzione tradizionali (eco-bilanci, sistemi di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti) vengono affiancati:
-Informazione e sensibilizzazione dei consumatori;
-Uso di sistemi di qualità;
-Sviluppo marchi ecologici di prodotto;
-previsione di clausole di gare d’appalto che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti;
-la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli d’intesa anche sperimentali finalizzati con
effetti migliorativi, alla prevenzione ed alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti.
art.181 Recupero attraverso:
a) il riutilizzo, il riciclo o le altre forme di recupero;
b) l'adozione di misure economiche e la determinazione di condizioni di appalto che prevedano l'impiego dei materiali recuperati dai rifiuti al fine di favorire il mercato dei materiali medesimi;
c) l'utilizzazione dei rifiuti come combustibile o come altro mezzo per produrre energia.
Oneri dei produttori, Priorità
a) autosmaltimento dei rifiuti;
b) conferimento dei rifiuti a terzi autorizzati;
c) conferimento dei rifiuti ai soggetti che gestiscono il servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani;
d) utilizzazione del trasporto ferroviario di rifiuti pericolosi per distanze superiori a 350 km quantità
eccedenti le 25 tonn;
e) esportazione transfrontaliere;
condizione per l’esclusione della responsabilità del produttore per il corretto smaltimento per conferimento
ad impianti diversi dal servizio pubblico di raccolta è il “certificato di avvenuto smaltimento”
L'autorità d'ambito
struttura dotata di personalità giuridica costituita in ciascun ambito territoriale ottimale delimitato dalla competente Regione, alla quale gli Enti locali partecipano obbligatoriamente ed alla quale è trasferito l'esercizio delle loro competenze in materia di gestione integrata dei rifiuti.
art. 205
misure per incrementare la raccolta differenziata.
In ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti:
a) almeno il 35% entro il 31 dicembre 2006;
b) almeno il 45% entro il 31 dicembre 2008;
c) almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012
Addizionale del 20% se obiettivi non raggiunti
Quindi, tutto questo discorso non è semplicemente legato al fatto che sono un inguaribile ambientalista, ma è una questione di legislazione a livello europeo in primis, e statale in conseguenza inoltre di coscenza civica che spesso latita e si dovrebbe notevolmente incrementare, capita invece che in molti si rivolgano a me dicendo: "a me non frega niente della raccolta differenziata, non la faccio perchè non mi interessa" oppure "è una scemenza", ecco bisogna smetterla di pensarla in questa maniera idiota e svegliarsi dal torpore letargico della noncuranza, visto che su questa palla che galleggia nel vuoto ci siamo tutti e la noncuranza dei pochi si riflette sul malessere dei molti, riflettiamoci e passiamo parola.
video realizzato per la campagna per la raccolta differenziata della regione lazio
venerdì 28 novembre 2008
venerdì 7 novembre 2008
tombe bizantine a Termoli
Fino a non molto tempo fa le prove di una Termoli bizantna erano ancora poche ed estremamente vaghe, se si contano solo due pergamene risalenti al 987 d.c. dette: Registrum Petri Diaconi e Oblatio Bonuzii De sancta trinitate de Termole
conservate nell'abbazia di montecassino.
Entrambi i documenti fanno riferimento all'imperatore Basilio, che fu a capo dell'impero bizantino fino al 1025, è proprio sotto il suo regno che l'impero romano d'oriente riconquistò gran parte dei territori in puglia ed a quanto pare anche più a nord lungo la costa adriatica.
oltre a questi due ci sono altri documenti, antecedenti e successivi che attestano la presenza bizantina in basso molise.
Uno di questi risale all'893, inoltre secondo i cronisti arabi Termoli intorno al 930 era sicuramente sotto il dominio bizantino.
ed è in questa cornice storica che finalmente giunge qualcosa di concreto, delle sepolture.
Diciotto tombe di epoca bizantina ritrovate tra contrada marinelle e Campomarino.
fonte primonumero.it
04/11/08 - RITROVAMENTO UNICO IN MOLISE: SCOPERTE 18 TOMBE BIZANTINE
Campomarino. Diciotto tombe di epoca bizantina sono venute alla luce a Campomarino: è il primo - e per ora unico - ritrovamento simile in Molise. Un risultato importante conseguito dagli scavi (finanziati dall'Assessore regionale alla Cultura Sandro Arco e dal Comune di Campomarino) effettuati nei pressi di Marinelle Vecchie dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici del Molise, in collaborazione con l'Università degli Sudi del Molise.
Non è escluso che, dopo le 18 tombe, altri resti archeologici significativi possano essere scoperti nel prosieguo dei lavori. «Grazie all’uso di moderne e sofisticate tecnologie, si pensa di poter individuare a breve un rilevante insediamento nei pressi della necropoli» dichiarano gli esperti.
05/11/08 - TOMBE BIZANTINE, ARCO: "SCOPERTA ARCHEOLOGICA IMPORTANTISSIMO"
Campomarino. L’Assessore regionale ai Beni Culturali, Sandro Arco, soddisfatto per il ritrovamento delle 18 tombe bizantine avvenuto nell’area di Martinelle Vecchie a Campomarino. «Questa importante scoperta si attesta tra le più importanti avvenute negli ultimi anni nella nostra Regione in ambito di rinvenimenti. Questo scavo, finanziato dalla Regione Molise, è stato aperto circa un anno fa a seguito di uno studio di individuazione durato circa sei anni. Ad esso hanno lavorato 4 operai e 12 studenti della facoltà di Beni Culturali dell’Università degli Studi del Molise». Arco sostiene che quanto scoperto sin ora potrebbe essere soltanto una piccola parte della necropoli bizantina che si immagina sia estesa notevolmente in quel sito.
«Rinvenendo un ricco insediamento bizantino andremmo a confermare i forti legami che la nostra Regione ha avuto con popolazioni cosiddette “di mare”, come quelle appartenenti all’ Impero Romano d’Oriente. Questi rapporti, infatti, sin ora sono stati soltanto ipotizzati, ma mai concretamente dimostrati.
Alcuni ritrovamenti avvenuti fino ad oggi nelle regioni limitrofe lasciavano credere che l’influsso bizantino fosse presente soltanto in altre regioni, ma la scoperta di questa necropoli sormonta quanto rinvenuto sin ora anche nelle nostre vicinanze.
Dopo la presenza Longobarda provata sul territorio molisano, troviamo forti testimonianze di quella bizantina sulla nostra costa”».
domenica 5 ottobre 2008
comunicato anticlericale N°1

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT - Il Papa Benedetto XVI dara' stasera l'avvio alla lettura continua della Bibbia per sette giorni e sette notti sulla Rai. Una 'singolare iniziativa' che, per il Pontefice permettera' alla parola di Dio 'di entrare nelle case, per accompagnarsi alla vita delle persone: un seme che, se ben accolto non manchera' di portare frutti abbondanti'. Il Papa leggera' stasera in diretta Tv, nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, il primo capitolo della Genesi.
MARATONA - Il Papa darà il via alla maratona, che continuerà con il rabbino capo di Roma. Poi la linea passerà a un sacerdote ortodosso, che la cederà a un pastore protestante e così via, coinvolgendo anche semplici fedeli che potranno prenotarsi attraverso un sito internet in corso di realizzazione. Testimonial dell’iniziativa l'arcivescovo Gianfranco Ravasi, insigne biblista e ministro della Cultura
12000 lettori si alterneranno nella lettura della bibbia, "l'evento" sarà trasmesso da rai edu 2 con una diretta ininterrota di 139 ore.
Il tutto con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali, e del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Scientifica, oltre agli enti locali.
Che l'italia sia in balia di una preoccupante deriva confessionalista si sà da tempo, molti italiani si stanno arroccando sempre più nelle file del più triste fondamentalismo, parlano degli islamici da una parte e negano i diritti civili dall'altra in nome dei dettami della loro religione.
ma chi se lo sarebbe aspettato che per rimarcare la religione di stato avrebbero addirittura trasmesso un libro considerato sacro, ma privo di qualsiasi storicità, scientificità ma soprattutto coerenza, per una settimana intera!
Se la bibbia fosse un testo ispirato da un dio dovrebbe essere corretto, coerente, veritiero, giusto e bello, ma nella realtà trabocca di assurdità scientifiche contraddizioni, falsità storiche e perversioni etiche...
Tra l'altro è un testo fortemente rimaneggiato nei secoli tanto perchè è stato tramandato oralmente prima di essere trascritto, tanto perchè doveva essere adattato alle esigenze prima ebraiche, poi clericali.
Insomma, è solo un libro, nulla di più, ma perchè leggere solo la bibbia e non altri testi sacri di altre religioni?
Alla faccia del pluralismo!
qui si fa un uso criminoso del servizio pubblico pagato dagli italiani!!!
Eh, già! Perchè in italia si fa di tutto per affossare ogni forma di pensiero libero, soprattutto se questo è anticlericale o cozza con la religione
Rendiamoci conto che l'intera genesi è da prendere e bruciare perchè mai avvenuta!
oggi sappiamo che esiste un processo naturale chiamato evoluzione, magistralmente affossato da decisioni politiche ed osteggiato dalla chiesa che lo critica aspramente.
E queste non sono opinioni, ma è scienza, stiamo parlando di fatti.
Eppure secondo la chiesa stiamo parlando della verità rivelata, neppure di fronte alle idiozzie scritte cala la testa, al massimo dice di contestualizzare, ma non specifica cosa!
chissà se ci saranno le fasce protette per perle bibliche come lo sverginamento delle figlie di lot da parte del loro stesso padre o isacco che fa passare sua moglie per sua sorella facendola trom...re da tutti per tutto l'egitto?
ma vogliamo farci mancare i passi sull'immondizia mestruale femminile? uno squisito esempio di disprezzo verso le donne, ma assolutamente no!
e le meravigliose scene di guerra degne dei migliori film d'azione, spero non vogliano privarci dei massacri compiuti dagli ebrei contro i popoli adiacenti rei di non credere nel loro dio e comunque anche se l'avessero fatto non sarebbero mai stati degni in quanto quello ebraico era l'unico popolo benedetto...
insomma, finalmente una maratona divertente da seguire in tv con frittatona di cipolle e rutto libero.
mi conforta il fatto che il passo più veloce per giungere l'ateismo è proprio leggere la bibbia, a fine maratona ci saranno più atei che credenti
sempre se non moriremo tutti al rogo come Giordano Bruno che fu brciato con un morso ficcato in bocca per evitare fino all'ultimo di bestemmiare le sue idee che non prevedevano alcun dio.
Spero di non fare la stessa fine ma prevedo a breve un mio simile epilogo.
Se veramente la lettura della Bibbia servisse a farla conoscere meglio e i cattolici cominciassero a porre domande serrate sull'intepretazione dei vari passi e sull'opinabilità di molti di essi allora la religione scomparirebbe, la realtà è che gli italiani in quanto bigotti rispettano così tanto la bibbia da non leggerla neppure.
Forse non è chiaro a tutti il motivo di questa meravigliosa maratona televisiva, NON vogliono che la Bibbia venga conosciuta e meno che mai comparata con altri testi, vogliono semplicemente fare ascoltare dei fini dicitori che recitano brani di un testo antico e senza commenti e spiegazioni(che spingerebbero i distratti spettatori a chiedersi il perchè delle assurdità appena ascoltate)
E' un'operazione di markenting e di immagine verso una chiesa despota ed ingerente.
Ancora oggi il papa si è duramente scagliato verso chi non crede perchè il semplice fatto di non credere è causa di tutti i mali dell'umanità.
mi auguro che a fine maratona ci sia una settimana di proiezione di documentari di stampo evolutivo, dopotutto sarebbe servizio pubblico e finanziato da un canone.
insomma l'italia è veramente uno stato laico, democratico e pluralista...
devo fare la scorta di pop corn.
sabato 23 agosto 2008
eutanasia
Vorrei discutere un attimo il caso di un uomo che ha deciso di morire per via delle sue condizioni fisiche.
Sto parlando di Giovanni Nuvoli, morto il 23 luglio 07 e malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica, che colpise i motoneuroni del midollo spinale, tuttora senza nessuna cura.
La SLA porta alla progressiva paralisi degli arti e di tutto l'apparato buccale, con impossibilità di parola o di deglutizione... è una malattia terificante, non uccide o meglio non dà menomazioni al cervello, ma lascia il malato cosciente di se e del suo stato, rinchiudendolo in un sarcofago crporeo che costringe il malato ad osservare impotente il mondo che lo circonda facendogli notare quanto sia diventato una parvenza di ciò che era.
Nuvoli in questo stato di sofferenza ha più volte dichiarato con un'estrema lucidià il suo desiderio di smettere di soffrire, di finirla con quell'inutile accanimento che lo teneva in vitaartificialmente, alla fine ha deciso di morie rifiutando il cibo dal 16 luglio... è stato costretto a lasciarsi morire di inedia.
A voi semba morire con dignità?
Purtroppo era l'unica strada per smetterla con le sofferenze intollerabili alle quali era costretto da anni.
questi i fatti, una soluzione ci sarebbe, a parte un vuoto legislativo imbarazzante, si chiama testamento biologico o dichiarazione anticipata di volontà, ma anche qualcosa di così semplice in italia tarda a diventare normativa... ci sarebbe da rifletterci sù.
già, perchè purtroppo nella religione cristiana c'è un elemento che giustifica tali atti: la sofferenza (degli altri)che viene elevata spiritualmente, rafforzerebbe lo spirito, beati i sofferenti... ma perchè?
siamo seriamente sicuri del fatto che soffrire sia un bene?
Secondo la religione il dolore purifica, ancora oggi ci sono asprissime resistenze da parte della casta ecclesiastica verso l'anestesia epidurale durante il parto, per un parto senza dolore... immaginate che bello sarebbe se il giorno cheuna donna considera tra i più belli dellasua vita non fosse martoriato dai dolori atroci del parto!
il fatto è che vengono osteggiate persino le cure palliative... questo dà da riflettere tantissimo, anche troppo, eppure nè il popolo, nè lo stato si muovono o meglio si smuovono dal torpore letargico dell'indifferenza... questo perchè finchè non capita a noi in prima persona poco ci frega, ma nel momento in cui ne siamo vittime èormai troppo tardi e siamo invischiati in un sistema di deficenze normative che ci spinge a soffrire l'inedia della società.
Uno stato civile DOVREBBE fornire ai suoi cittadini tutte le alternative di scelta e non imporne una dettata dall'etica o peggio dalla religione.
in italia non si può scegliere di evitare inutili cure mediche ovviando con la morte, badate bene che il tema è ben più ampio, ma chi sosterrebbe la vita accusa ciò di culto della morte, di omicidio... quando sarebbe solo puro e semplice buonsenso.
secondo coloro che inneggiano alla vita, malati come Nuvoli o Welby sarebbero potuti sopravvivere ancora a lungo, senza interventi così brutali sotto il punto di vista morale, che li hanno manipolati fino a fare la scelta
della morte... cioè che che la vita non gli appartiene e che non hanno il diritto di porvi fine.
Ma lo stesso nuvoli aveva dichiarato che non aveva alcuna intenzione di continuare a vivere a quel modo, quella non è vita, è una tortura fisica e ancor più brutalmente psicologica.
I malati che richiedono questa pratica non fanno campagne a favore dell'eutanasia, non vogliono essere strumentalizzati, vogliono solo smettere di soffrire psicologicamente vedendosi in quello stato.
Di conseguenza la legge dovrebbe fornire TUTTE le alternative possibili, infine anche la possibilità dell'eutanasia, e non solo quella, per carità.
Il guaio è che non hanno voce, tutti li sentono, nessuno li ascolta, al massimo se se ne parla in tv, la gente cambia canale perchè elisa di rivombrosa è più interessante, diciamocelo, noi italiani siamo da sempre poco attenti anzi assolutamente strafottenti nelle vitali questioni sociali, ci è più facile farci manipolare dalla religione o da chichessia, pur di non dover usare i nostri neuroni, troppo stancante...meglio la partita di calcio!
Serve che la politica smetta di essere serva della religione e che cominci a pensare seriamente a delle normative che sanciscono anche questi diritti, serve che gli italiani partecipino e siano informati, non plagiati, di modo che possano esprimere la loro opinione in piena coscienza.
Se la mia vita dovesse essere mortificata da una malattia incurabile che mi costringe in un corpo immobile e sofferente non potrei provare più nè gioia nè amore, ma solo rancore e risentimento.
Quando la chiesa tramite uno dei suoi vescovi disse durante una trasmissione televisiva alla moglie di Piergiorgio Welby che lei non le aveva dato abbastanza amore mi si è gelato il sangue, ho provato un brivido!
Come si può accusare e condannare una persona rimasta al capezzale del suo compagno per 10 anni vedendolo peggiorare giorno per giorno, che ha dato tutto per lui, di non essergli stata vicina?
L'ipocrisia velata di falso perbenismo di queste persone è agghiacciante.
Ci sono medici che preferiscono obiettare, per un medico rifiutare di svolgere il volere del malato sarebbe tutt'altro che buon senso, chiunque è libero di scegliere ciò che ritiene più giusto per sè e la sua vita, nessuno dovrebbe avere il diritto di azzardarsi a proferire parola riguardo a quella di un'altra persona, pecialmente se ciò deriva dal dettame di una dottrina religiosa, anzichè dalla semplice ragione.
eppure...
non si può sperare in un mircolo, non è una soluzione, ma solo un sotterfugio, un'illusione o come la vedono molti, un'inganno.
Permettetemi un'ultimo appunto:
troppo spesso combatto con persone che di eutanasia parlano tanto, a sproposito e la condannano senza aver mai capito di cosa stiano parlando, in molti sono addirittura convinti che sia un sistema di soppressione dei malati in maniera gratuita ed indiscriminata.
L'eutanasia in realtà non è altro che aiutare a porre fine al una vita di chi nel pieno delle proprie facoltà mentali non vuole più vivere perchè continuare a vivere sarebbe una tortura, ma fisicamente non è in grado di attuare il proprio desiderio.
Insomma porre fine alle sofferenze di un essere umano con dignità e rispetto per il suo volere.
Non ci si stupisce se un animale viene soppresso anche se pienamente curabile, si dice che è per farlo smettere di soffrire, ma allora perchè un uomo che chiede disperatamente di smettere di soffrire deve essere condannato alla sua sofferenza?
domenica 15 giugno 2008
Parco naturale del Mont Avic, escursione 11-14 giugno
Istituito nel 1989, il Parco naturale del Mont Avic si estende per 5747 ettari, a causa del suo isolamento e dalla sua orografia impervia si è conservato pressochè intatto senza essere particolarmente stato intaccato dall'uomo.
il versante Champdepraz presenta pareti rocciose particolarmente verticali ricoperte da foreste di latifoglie e conifere, il versante sud, quello di Champocher, invece ha un'orografia decisamente più dolce, che presenta praterie d'alta quota.
In quest'area la fauna è tipica degli ambienti alpini, si possono osservare marmotte, stambecchi e camosci, quanto all'avifauna sordoni, aquile reali e gipeti.
Dal punto di vista botanico è possibile osservare foreste di faggi, pini silvestri e pini uncinati, larici e soprattutto moltissime piante a portamento erbaceo che fanno del parco un paradiso per i botanici.
Interessante è anche l'idrografia del territorio, con numerosissimi laghi, a volte interrati divenuti torbiere, in altri casi ancora ghiacciati in alta quota, ed ancora fiumi e numerosissimi torrenti derivanti dalle acque di fusione della neve di alta quota.
Altro aspetto che fa del parco un'appetibile meta per i naturalisti è la geologia del territorio, composto esclusivamente da Ofioliti (rocce che componevano il fondale marino)quindi basalti che hanno subito metamorfosi a causa delle forti pressioni e temperature generate dall'innalzamento delle alpi dovuto alla collisione tra placca europea e placca asiatica.
Queste rocce scistose, generalmente serpentini gabbri e pteridotiti,sono percorse da filoni calcarei di calcescisti bianchissimi.
Gli effetti del modellamento glaciale sono estremamente evidenti, dalle morene ai numerosi massi erratici ai circhi glaciali.
Nel complesso un ambiente estremamente interessante.




























il versante Champdepraz presenta pareti rocciose particolarmente verticali ricoperte da foreste di latifoglie e conifere, il versante sud, quello di Champocher, invece ha un'orografia decisamente più dolce, che presenta praterie d'alta quota.
In quest'area la fauna è tipica degli ambienti alpini, si possono osservare marmotte, stambecchi e camosci, quanto all'avifauna sordoni, aquile reali e gipeti.
Dal punto di vista botanico è possibile osservare foreste di faggi, pini silvestri e pini uncinati, larici e soprattutto moltissime piante a portamento erbaceo che fanno del parco un paradiso per i botanici.
Interessante è anche l'idrografia del territorio, con numerosissimi laghi, a volte interrati divenuti torbiere, in altri casi ancora ghiacciati in alta quota, ed ancora fiumi e numerosissimi torrenti derivanti dalle acque di fusione della neve di alta quota.
Altro aspetto che fa del parco un'appetibile meta per i naturalisti è la geologia del territorio, composto esclusivamente da Ofioliti (rocce che componevano il fondale marino)quindi basalti che hanno subito metamorfosi a causa delle forti pressioni e temperature generate dall'innalzamento delle alpi dovuto alla collisione tra placca europea e placca asiatica.
Queste rocce scistose, generalmente serpentini gabbri e pteridotiti,sono percorse da filoni calcarei di calcescisti bianchissimi.
Gli effetti del modellamento glaciale sono estremamente evidenti, dalle morene ai numerosi massi erratici ai circhi glaciali.
Nel complesso un ambiente estremamente interessante.
lunedì 14 aprile 2008
dicono di lui:
nel giorno della disfatta o peggio dell'ennesima prova che gli italiani sono burattini nelle mani degli interessi forti inserisco un documentario che penso sia necessario vedere, si tratta di un programma televisivo americano che spiega la figura dell'uomo più ricco e potente d'italia
naturalmente programmi simili in italia sono impensabili, un ottimo sistema per scongiurare il rischio che gli italiani pensino con la propria testa che che lo caccino a calci nel fondoschiena
parte 1 di 5
parte 2 di 5
parte 3 di 5
parte 4 di 5
parte 5 di 5
naturalmente programmi simili in italia sono impensabili, un ottimo sistema per scongiurare il rischio che gli italiani pensino con la propria testa che che lo caccino a calci nel fondoschiena
parte 1 di 5
parte 2 di 5
parte 3 di 5
parte 4 di 5
parte 5 di 5
venerdì 7 marzo 2008
il ponte più bello...

L'EX ASSESSORE VITALE (FI): "VALORIZZARE IL PONTE SUL SINARCA"
Termoli. Valorizzare l'area del Sinarca. L'invito è rivolto all'amministarzione comunale dall'ex assessore ai lavori pubblici Nicola Vitale (Fi) che in una lunga nota scrive: «Il senso civico di un’amministrazione, al di là o meno del colore politico, si misura non solo per le capacità di saper gestire con serietà e consapevolezza il bene comune, ma anche nel saper individuare quella parte della memoria storica da non dimenticare. (...) Oggi si tende a valorizzare quegli elementi caratterizzanti un dato periodo storico che meglio si sono conservati nel tempo, sia essi manufatti sia essi momenti di vita sociale, politica e culturale». L'ex assessore spiega che è necessario proseguire sulla via della valorizzazione del patrimonio del quale a suo avviso fa parte il vecchio ponte del Sinarca, zona in cui è previsto l'ampliamento dell'attuale dpeuratore. Vitale dice infatti: «Dove si vuole andare a parare con questo ragionamento. Voglio arrivare nei pressi della Torretta sul lungomare nord dove fervono ancora i lavori di sistemazione, e tra rotonde e gimkane che si costruiscono e viadotti da demolire qualcosa c’è da salvare, sì c’è ancora qualcosa è “Il ponte sul Sinarca”, costruito dalla Cassa per il Mezzogiorno nel 1956 una delle opere strategiche di questa città, che se pur vecchio, bistrattato e mutilato nelle sue parti è ancora lì a svolgere la sua funzione, dove una lapide scolpita ne ricorda la nascita ma non la morte. I termolesi, quelli della termolesità, chissà quante volte lo hanno percorso negli anni 50 /60 e oltre, era uno dei segni del progresso, della civiltà, il ponte in cemento armato e non in muratura, segno che doveva durare ancor più nel tempo. Esso non contrasta con l’ambiente circostante come i super ponti costruiti dagli anni 70 in poi, ha resistito persino all’alluvione del 2003, Lui è là, non è ancora del tutto in pensione e seppur malato continua a svolgere il suo ruolo, magari aspetta qualcuno che si accorge di Lui, sì, perché egli può ancora dare tanto, non alle auto che sfrecciano veloci alle sue spalle, ma a tutte quelle persone che ci vogliono passeggiare, correre sopra. Rivalutarlo con un progetto che valorizzi quel tratto di costa, magari ricollegandolo con un percorso naturalistico al suo amato SIinarca che non vede più da tanti anni. Ecco forse il saggio e vecchio ponte ci dà l’idea per un progetto di più ampio respiro, magari strategico per la città di Termoli che valorizzi quel tratto di costa e la valle del Sinarca ancora libera da cementificazioni selvagge, il torrente Sinarca, con l’acqua se pur poca non ancora né rossa né color mattone nonostante il vecchio mattatoio e la case vicine».
fonte:www.primonumero.it
Come si può valorizzare una schifezza?
un ponte che è pura bruttezza, costruito a ridosso della torretta sul sinarca, un simbolo di Termoli, divenuto ristorante.
Ma cosa ci si può mai aspettare da una mentalità attenta alle bellezze ambientali e culturali come quella termolese?
Probabilmente l'abbattimento del castello per costruire un megaparcheggio? forse esagero,ma con gli interessi forti che predominano a scapito di noi cittadini che vorremmo godere del territorio e dell'ambiente della nostra regione,c'è da aspettarsi anche questo
infondo Termoli avrà a breve un museo aromatizzato al pesce marcio ed allietato dalle simpatiche urla di venditori ambulanti... un elemento culturale da non sottovalutare!anzi che tutti ci invidieranno, probabilmente anche il Louvre di Parigi
ed il Bitish museum di Londra(che ci deve un san sebastiano della cattedrale)stanno meditando un mercatino rionale al loro interno con diffusione di aromi naturali...
come si può sperare di valorizzare a livello ambientale un'area fortemente inquinata?
la scorsa estate ho osservato e fotografato quintali di rifiuti di vario tipo trasportati dalle onde e dai bagnanti lungo le dune che di trovano lungo il litorale nord... sarebbe bello ma è troppo per noi, non siamo in grado di capire cos'è l'ambiente e lanaturalità di un territorio.
Perchè non valorizzare il piccolo bosco che si trova tra le contrade colle macchiuzzo e San pietro?
Sentieri attrezzati ed eventuali guide oltre a dei vincoli ambientali su tutta l'estensione dell'area boschiva sarebbero un buon inizio, se poi i termolesi fossero istruiti fin da piccoli a rapportarsi all'ambiente sarebbe anche meglio.
mercoledì 20 febbraio 2008
sono schifato

fonte: primonumero.it
20/02/08 - LAVORI AL MERCATO, ESERCENTI INFURIATI: 'VENDIAMO MOLTO MENO'
Termoli. Esercenti del pesce infuriati per le impalcature che hanno ingabbiato i box del mercato di Corso Fratelli Brigida. Gli ambulanti lamentano una riduzione dell'80 per cento delle vendite: «Sono solo due giorni che sono cominciati i lavori di ristrutturazione delle facciate e già la clientela si è ridotta al minimo. Molti hanno paura della caduta dei calcinacci, siamo penalizzati perché diversi clienti non si avvicinano più ai box». I commercianti chiedono che si trovi una soluzione al più presto anche perchè i lavori necessari per realizzare il museo archeologico - che sarà ospitato al secondo piano dell'edificio - andranno avanti per quattro mesi per quanto riguarda le pareti esterne.
Ecco la conferma, solo il secondo piano diverrà museo, al di sotto del quale sarà ancora possibile vendere il pesce.
pongo solo una semplice domanda:
Non vi sembra dannatamente, incredibilmente, assurdamente squallido?
Ma come si può costruire un museo archeologico sopra ad un mercato ittico? è vergognoso, sembrerebbe una barzelletta, una storiella raccontata per prendere in giro la popolazione di una città, ed invece è la triste realtà.
ma dopotutto cosa ci si può aspettare dai termolesi che hanno fatto in modo che lo scavo dal quale proviene la maggioranza dei reperti che verranno esposti sia la PIU' INUTILE PIAZZA/PARCHEGGIO AL MONDO usato solo per tristissimi mercatini.
mi vergogno di essere termolese, perchè ho, seppur minimamente, compreso l'importanza della cultura e non riesco a rimanere impassibile di fronte ad una situzione così vergognosa.
domenica 17 febbraio 2008
sono commosso... parte seconda
Fonte: www.primonumero.it 6/02/08
MUSEO NEL MERCATO DEL SECONDO CORSO, PARTE LA RISTRUTTURAZIONE
Termoli. Lunedì 18 febbraio l'Assessorato ai Lavori Pubblici avvierà i lavori per la risistemazione dell'edificio dell'ex mercato di Piazza S. Timoteo (Corso F.lli Brigida), che sarà ristrutturato per ospitare il nuovo Museo Archeologico di Termoli. Il cantiere, la cui organizzazione è stata concordata con gli operatori del mercato antistante al fine di limitare i disagi, partirà con i lavori di sistemazione delle facciate esterne, che dureranno circa quattro mesi. Dopo la ristrutturazione esterna, si procederà alla riorganizzazione degli spazi interni alla struttura, che sarà trasformata nel nuovo Museo Archeologico, dotato di tutti gli standard di sicurezza e di accessibilità, con il conseguente superamento delle barriere architettoniche. Con l'apertura dei cantieri nella zona, inoltre, sarà introdotto il divieto di sosta con rimozione forzata sul tratto di Via Cairoli interessato ai lavori. La strada sarà sottoposta a divieti, limitazioni o interdizioni temporanee in base alle esigenze operative della ditta esecutrice dei lavori, ad eccezione dei veicoli e dei mezzi di cantiere e di proprietà dei commercianti e ambulanti del mercato di Piazza S. Timoteo.
fonte primonumero.it18/02/08 - MUSEO ARCHEOLOGICO, AL VIA I LAVORI
Termoli. Sono iniziati questa mattina i lavori di ristrutturazione della facciata dell'edificio dell'ex mercato in piazza San Timoteo dove sorgerà il Museo Archeologico.
L'intera facciata dello stabile è stata avvolta dalle impalcature che, secondo quanto previsto, rimarranno lì per quattro mesi. Poi si procederà alla ristrutturazione interna dell'edificio e alla messa in sicurezza dello stesso.
Goodnews,
finalmente i lavori cominceranno e Termoli avrà un museo, una splendida notizia.
Eppure continuo a chiedermi se sia davvero il luogo più adatto per un museo, lo spazio è davvero poco, un corridoio tanto al piano terra quanto a quello superiore, senza contare quella scalinata laterale che attuamente fa invidia alle discariche campane per come è conciata.
I miei dubbi riguardano soprattutto l'entità dei lavori, mi spiego meglio, dall'articolo si evince che una certa attività legata al commercio ambulante sarà ancora possibile durante la ristrutturazione, non si chiarisce se riferita alla piazza o anche ai locali interni del piano terra.
A questo punto mi chiedo: una volta terminato il museo ci sarà ancora gente che venderà il pesce e la verdura nel piazzale dello stesso?
Immaginate di osservare in una bacheca una Coppa monoansata di argilla della tomba 56 - VI secolo a.C. proveniente dalla necropoli di Termoli :coppa
fonte www.sanniti.info, ed ascoltare fuori dall'edificio:"Signò ste patane sò buonissime, le faccio a 5 euri al chilo!..."
Davvero non c'erano altre alternative come ad esempio l'attrezzare le stanze del castello attualmente covo di muffe e polveri, o anche un palazzo ottocentesco come quelli che costituiscono il primo corso fratelli Brigida?
E' davvero giusto accontentarsi di un "meglio i niente"?
venerdì 18 gennaio 2008
Bioetica nostrana, siamo sicuri sia la strada giusta?

Dal dicembre 2006 l'Italia ha un nuovo Comitato Nazionale di Bioetica, emanazione della presidenza del consiglio dei Ministri, il suo scopo è interpretare il pluralismo delle visioni bioetiche nel nostro stato e come si vuole indirizzarne il dibattito.
Alla luce dell'annuncio ufficiale esecutivo, questo nuovo comitato è stato selezionato in base a quattro criteri fondamentali:
la riduzione dei membri (da 52 a 40)
un maggior numero di donne presenti (15)
l'abbassamento dell'età media
un ricambio nella composizione dell'organismo
fin qui nulla di contestabile, se non fosse che stride in maniera clamorosa la totale assenza di un requisito fondamentale che per quanto i 4 criteri possano essere condivisibili e positivi, li invalida tutti; manca la competenza nel merito.
La riduzione del numero non garantisce certo il pluralismo, al contrario diminuisce le opinioni, un fondamentalista intollerante può benissimo essere giovane, e può essere una donna o può apparire come ricambio rispetto a chi va a sostituire.
Se poi andiamo a scorrere i nomi dei membri ci rendiamo conto del fatto che si presenta una realtà affatto neutrale, ma schierata, viene da chiedersi se i criteri di scelta dei membri siano stati solo quelli citati finora.
Dall'osservazione dei singoli membri in base al lavoro che svolgono, curriculum, a ciò che hanno dichiarato o pubblicato (i diritti dei conviventi, lo statuto dell'embrione, il controllo delle nascite...)si evince che il numero dei rappresentanti del mondo cattolico ammonta a 24, ventiquattro individui.
Che su 40 di per se già superano il quorum ovvero il 50%+1, un numero perfetto per avere la maggioranza assoluta.
Nei passati comitati di bioetica la presenza di questa linea di pensiero è sempre stata preponderante,in un certo senso fa parte dell'Italia, della sua storia non scritta e sicuramente mai seriamente discussa, come appare evidente che il presidente sia un fervente ed intransigente cattolico.
Alla maggioranza assoluta quindi và aggiunto l'ex presidente della corte costituzionale ed attuale presidente dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Francesco Paolo Casavola, professore di diritto romano, che eserciterà la sua influenza di cattolico democratico in quanto presidente del comitato.
Nella maggioranza troviamo quindi rappresentanti della CEI, sacerdoti, cattolici più o meno conservatori, giuristi, medici oltre ad intellettuali di tutto rispetto, il problema è che in questo momento storico l’aggressività e l’intransigenza d’oltretevere fanno sì che si verifichi sempre lo stesso iter nel momento in cui viene chiesto di prendere decisioni cruciali.
La dinamica è: lasciar proliferare il dialogo, almeno apparentemente, fatto salvo che non appena si tocca un tema caro alla chiesa arriva il richiamo a voce alta dei porporati.
A quel punto la distinzione tra cattolici più o meno maturi si scioglie come neve in un forno acceso, bloccando di fatto il dialogo.
Tra questi membri appaiono quindi anche alcuni tra i più agguerriti di quel cattolicesimo conservatore ed antiscientifico che ha trasformato i dibattiti in campagne ideologiche violente ed intolleranti, oltre che sicuramente poco informate in ambito scientifico, ne è un esempio è il turpiloquio scurrile riguardante l’eugenetica nazista, oppure quello della scienza della morte, la tirannia della tecnica o la manipolazione della vita.
Insomma nella maggioranza schiacciante si annida lo zoccolo duro degli oltranzisti mai visto finora.
I laici sono i rimanenti 16 membri, tra cui alcuni elementi di spicco della scienza italiana, Alberto Piazza, Elena Cattaneo e Silvio Garattini, al loro fianco i rappresentanti di altre religioni.
Infine uno sparuto gruppo di rappresentanti della bioetica laica italiana storica.
Il loro ruolo è far un po’ di rumore tanto per far vedere che ci sono altri punti di vista, il laico tutto d’un pezzo ha potuto dire la sua nonostante le decisioni siano state prese “democraticamente” con tanto di stupore da parte dei 24… il pluralismo è salvo!
Insomma i laici sono e devono essere in minoranza, devono fare rumore, protestare e sbraitare, possibilmente litigando tra loro e senza dote di dialogo, non sono utili.
Nel CNB inoltre se indaghiamo scopriamo che i membri di formazione umanista e che quindi non hanno una formazione scientifica sono ben 24, una maggioranza schiacciante che si esprime su temi di attinenza scientifica e sperimentale
Per contro si contano 8 medici ed 8 scienziati che comunque restano in minoranza.
Nei paesi civili ed avanzati la comunità scientifica viene principalmente ascoltata, nell’eventualità controllata, perché si tratta di un prezioso interlocutore, l’obiettivo è fornire alla politica gli strumenti necessari per far evolvere la sfera dei diritti civili e condividere l’etica della comunità.
Non accade assolutamente che vengano visti come una minaccia che diffonde la cultura della morte, per carità i fanatici religiosi che additano la scienza come un male supremo esistono ovunque, solo che in genere si vedono per strada… non in sedi di governo o peggio in comitati che decidono come deve comportarsi la ricerca.
In Italia il CNB si esprime attraverso pareri censori e moralistici, oltre a venire consultato sporadicamente.
La comunità scientifica non viene presa in considerazione nei dibattiti pubblici, viene strumentalizzata e messa in caricatura, ne abbiamo avuto un triste esempio durante il referendum sulla legge 40/2004 del giugno 2005, un singolo scienziato(un addetto ai lavori con una cultura adatta a comprendere e divulgare in quest’ambito) quindi viene messo sullo stesso piano di qualsiasi altra persona.
La ricerca sulle cellule staminali embrionali in Italia
Un altro punto fondamentale è la libertà di ricerca:
negli ultraconservatori Stati Uniti nel 2004 si è deciso che la ricerca sulle cellule staminali embrionali non doveva essere finanziata da fondi pubblici, ovvero l’amministrazione si assume le responsabilità politiche di fronte agli elettori di una scelta vincolante per la ricerca statale, ma questo non vieta ai privati di finanziare studi in tale direzione, nel nostro stato invece la decisione è vincolante perché la legge stabilisce un divieto che se violato porta a sanzioni.
Più semplicemente è proibita.
Insomma il Comitato Nazionale di Bioetica decide sia le linee guida della ricerca, favorendone una piuttosto che un’altra, ma decide cosa è lecito o illecito fare, diritti o crimini.
Il nostro stato punta tutto sulle cellule staminali adulte e fetali, si ritiene che siano la linea di studio di maggior successo, l’intera stampa cattolica le loda e dice che “sarebbe eticamente inaccettabile orientarsi diversamente”, intervistando giornalmente i ricercatori che le studiano, sottacendo rischi e fallimenti per una questione ideologica.
Le staminali embrionali invece sono ritenute peccato, non curano nulla, gli studiosi che si concentrano su di loro creano facili illusioni nei pazienti.
Però questa è una decisione di Stato, non ha nulla a che fare con la reale situazione della ricerca a livello mondiale.
Il buon senso suggerisce di orientare gli studi in tutte le direzioni e non concentrarsi solo in un senso, escludendo per ragioni che di scientifico hanno ben poco possibilità irripetibili.
Entrambe le linee i ricerca hanno tanti vantaggi quanti svantaggi, inoltre uno studio può avere benefici sull’altro, la posta in gioco è notevole, non solo vi è la medicina rigenerativa capace di risolvere problemi oggi insormontabili, ma anche un’opportunità di comprensione di quei meccanismi naturali che portano alla formazione di tessuto oppure le cause di malattie che oggi ignoriamo.
Insomma qualcosa da non sottovalutare assolutamente, eppure un pregiudizio scientifico si trasforma in una legge restrittiva che sancisce cosa si può conoscere e cosa no.
Nel frattempo tutti i fondi pubblici finiscono a chi si occupa di staminali adulte e parte dei ricercatori che ne usufruiscono si sono battuti profondamente per il fallimento del referendum sulla legge 40.
Pura ideologia? Evitiamo le dietrologie inutili e torniamo ai fatti, è possibile comunque una scappatoia, studiare le staminali embrionali già predisposte in coltura prima del divieto di produzione di nuove linee cellulari, perfetto! Basterebbero semplicemente i fondi ma questi non vengono elargiti dallo stato, quindi non si può fare.
Non sarebbe proibito, ma di fatto è negato.
Da qualche tempo una proposta di legge del ministro Rutelli propone la destinazione di decine di milioni di euro verso lo studio delle staminali adulte, nel prologo della legge si evince che “sono le più promettenti”, questo sulla base di un caso clinico montato ad hoc (no esistono staminali del pancreas, o almeno non sono state ancora scoperte finora)sl quale legiferare e stanziare fondi pubblici su una non conoscenza della scienza, queste le parole di una requisitoria di Carla Cattaneo.
Ma nella proposta di legge vi è un ulteriore stanziamento di fondi pubblici, tre milioni di euro per informare i cittadini sulle straordinarie possibilità terapeutiche delle staminali adulte, insomma pura propaganda unilaterale.
Rimane comunque un paradosso il fatto che in Italia la ricerca debba avere a che fare con ristrettezze economiche, ostacoli legislativi, conflitti di interessi e scelte di divieti del tutto arbitrarie da parte di quell’ortodossia che risiede in parlamento e nella commissione di Bioetica.
Per chi volesse visitare il sito governativo questo è il link
http://www.palazzochigi.it/bioetica/index.html
Etichette:
dove andremo a finire... in malora,
storia e cultura
mercoledì 16 gennaio 2008
Il papa e l'università

Alla luce di quel che è accaduto nei giorni scorsi all'università La Sapienza trovo aberrante che il Capo di uno Stato teocratico
che non ha conoscenze in campo scientifico, possa liberamente pronunciarsi con anatemi lanciati verso la scienza e verso la ricerca con cadenza giornaliera
Già in italia la scienza e la ricerca sono mortificate da una politica che non ha mai seriamente puntato su di loro, ma aggiungere Un papa che umilia continuamente la scienza e la maltratta (a prescindere dalle dichiarazioni su Galilei, non fossilizziamoci su quello ma analizziamo ciò che viene detto giornalmente)trovo pacifico il pensiero che non possa pretendere di poter fare ciò che vuole senza una giusta e sacrosanta libertà di dissenso, soprattutto se la chiesa muove i fili della politica.
Il fatto è che finchè lo fa dal vaticano e dai suoi house organs, ovvero giornali, riviste e radio, posso anche tollerarlo, ma quando lo fa dal tempio della conoscienza, ovvero un'università, che non è privata e soprattutto non è della chiesa, ma è statale e LAICA(ci tengo a precisarlo)allora qualcosa non và ed assistiamo inermi ad una prevaricazione bella e buona.
Benedetto XVI certo non soffre di censura, può dire ciò che vuole comunque e se non lo fa personalmente ci sono schiere di porporati e non che lo fanno per lui, allora dov'è il problema?
il problema è che non si vuole colpire l'uomo, ma il simbolo che rappresenta, La scelta del papa di andare dove si studia e si fa ricerca è una scelta politica, una provocazione. Percui la protesta legata alla sua visita in quanto simbolo è una scelta altrettanto politica e ideologica, per questo si tratta di una visita totalmente fuopri luogo.
Ricordiamoci che l'italia è uno stato laico e dovrebbe comportarsi come tale, cioè prendere le decisioni al di fuori di un credo religioso piuttosto che un altro, uno per non scontentare nessuno, due per evitare che qualcuno abbia troppo potere, come purtroppo succede.
Gli scienziati non vanno alle messe a tenere lezioni di chimica o di fisica, con quale autorità il papa dovrebbe poter tenere un discorso in una libera università statale?
"Libera chiesa in libero stato", ok... ma se lo stato non è libero qualcosa non và, quello che lascia più interdetti però è la totale mancanza di rispetto nei confronti del mondo accademico tenuto dall'informazione che ha dato spazio solo ad una campana, è da un paio di giorni che seguo tutti i telegiornali e tutti i giornali on-line, le uniche dichiarazioni sono dei politici e della chiesa, nessuno che abbia chiesto le reali ragioni di questa protesta, ovvero l'ennesima ingerenza della chiesa nella vita e nell'istruzione degli italiani.
Al contrario gli attacchi verso i 67 dissidenti sono furibondi, verso loro e verso gli studenti, nel frattempo passa in sordina il tentativo di revisione della legge 194.
Credo si tratti di un pugno allo stomaco alla laicità ed alla libertà dell'italia
una conquista sociale rimessa in discussione da un clima di totale regressione sociale a favore di un fondamentalismo religioso diviene di un tale stridente anacronismo che mi viene da chiedermi se siamo nel 2008 o nel 1908
Uno stato deve poter forniore alternative ed assistenza alle giovani ragazze che restano incinte, anzichè imporre gravidanze indesiderate o peggio dannose sotto il punto di vista medico.
Come si è sempre fatto queste pesone abortiranno comunque, in maniera totalmente fuorilegge, con ovvie conseguenze cliniche, ma lo faranno... io non capisco quanto possa tornare indietro l'italia, quanto possa ancora sprofondare nel baratro dell'incoscenza prima di rendersi conto di quanto ha perso per un immobilismo inutile ed imbecille così grande.
il guaio è che so cosa pensare e farlo mi fa male, in nessun altro stato potrebbe succedere nulla di simile, solo in italia.
giovedì 8 novembre 2007
veleni & veleni
Cronache
Puzza al Nucleo, cresce il sospetto: “E se l’aria fosse malata?”
Mentre gli organismi preposti al controllo delle sostanze che fuoriescono dalle fabbriche ammettono la difficoltà a individuare le origini di quei miasmi, i lavoratori e i cittadini hanno sempre più paura. Martedì 6 novembre un incontro in Comune per affrontare il problema. “Alcuni operai si sentono male inalando quegli odori – ha detto il rappresentante sindacale – Ma non lo segnalano perchè hanno paura”.
di Stefano Di Leonardo
L'incontro di questa mattina in Municipio
Termoli. Il problema lo avvertono principalmente gli operai che tutti i giorni vanno al nucleo industriale di Termoli per lavorare. La puzza, in quella zona, raggiunge spesso livelli insostenibili. Ma anche interi quartieri della città (soprattutto Difesa Grande) e comuni come Portocannone e Campomarino non sono immuni dal fenomeno. Che, a parte il fastidio per il naso e qualche volta anche per la gola che brucia, comincia a diventare un insopportabile sospetto. E se quell’odore nauseabondo fosse la spia di qualcosa che non va nell’aria del BassoMolise, la cartina di tornasole di un livello di inquinamento superiore al tetto stabilito per legge? Un sospetto strettamente collegato con i casi – frequenti – di malattie neoplastiche e di leucemie infantili. Così i cittadini sono assaliti dal dubbio, e dalla paura. Ma le risposte alle domande non ci sono, perchè mentre le segnalazioni sulla puzza proveniente dal nucleo industriale si fanno sempre più insistenti, le Istituzioni cercano generalmente di essere rassicuranti, nonostante l’assenza di dati scientifici e dell’atteso – e sempre rinviato – Registro dei Tumori. Cominciare a discuterne seriamente e affrontare di petto il problema è un modo per cominciare a dare risposte. Questo lo spirito dell’incontro che questa mattina – 6 novembre - si è svolto nella sala giunta del Comune di Termoli.
L’incontro, presieduto dall’assessore all’Ambiente Emanuela Lattanzi, ha visto la partecipazioni di varie categorie interessate, ma non tutte. «Stigmatizziamo l’assenza dei rappresentanti dell’Asrem, mentre noto con piacere la presenza di esponenti del sindacato» ha dichiarato in apertura la Lattanzi. Erano invece presenti l’ingegner Perla in rappresentanza del Nucleo Industriale e alcuni tecnici dell’Arpam. La ‘tavola rotonda’ è stata fortemente sollecitata dalle continue lamentele dei cittadini, lavoratori e residenti della zona, che di continuo puntano il dito contro i persistenti e nauseabondi odori provenire dal Nucleo.
Sia i rappresentanti Arpam che quelli del Consorzio però hanno ammesso la grande difficoltà di riuscire a individuare la reale provenienza di determinati odori a causa delle numerose variabili esistenti. «Gli odori possono provenire dalle sostanze utilizzate, dagli scarichi, dalle emissioni e non dimentichiamoci della grande quantità di possibili sorgenti di odori» ha affermato la dottoressa Esposito, in qualità di tecnico dell’Arpam. «Noi eseguiamo controlli da 10 anni» gli ha fatto eco il dottor Del Torto, anche lui tecnico dell’Arpa Molise. Lo stesso Del Torto ha portato poi l’esempio dello Zuccherificio del Molise, azienda che per anni é stata ritenuta responsabile di emissioni di odori sgradevoli. «Dopo alcune nostre verifiche sono intervenuti con delle sostanze esistenti sul mercato che hanno notevolmente ridotto l’emissione di questi odori».
L’ingegner Perla ha invece fatto leva sulla possibilità di «portare avanti un approccio più sistematico nella rilevazione dei dati » rilevando poi come sia «già partito uno studio in questo senso in collaborazione con l’Enea e che coinvolgerà anche l’amministrazione comunale».
«Lo studio dovrà servire per sistematicizzare la verifica della provenienza e del successivo abbattimento degli odori» ha aggiunto l’assessore Lattanzi.
I rappresentanti sindacali della Fim-Cisl hanno invece puntato il dito su episodi concreti di persone che hanno avuto problemi di salute a causa della puzza. «Conosco lavoratori che si sono sentite mali a causa di quei miasmi che prendono alla gola» ha dichiarato il sindacalista Manes, aggiungendo che «Molti di loro sono convinti che la puzza provenga dalle industrie chimiche». E’ un fatto che a essere messe sotto accusa sono proprio i tre impianti chimici presenti nella zona industriale di Termoli e, negli ultimi tempi, anche la centrale Turbogas. Secondo il racconto del sindacalista i lavoratori se ne lamentano, ma spesso hanno paura di esporsi in prima persona. «Molti lavoratori pur avvertendo problemi di salute, non li segnalano all’Asrem» ha rivelato Manes. I problemi sono tanti e l’incontro di oggi ha tentato di chiarirli e di individuare le possibili strategie per dare delle risposte alle preoccupazioni dei cittadini, sempre più allarmati per la propria salute. Ora si spera che alle tante parole, seguano fatti concreti. Oggi stesso intanto, i lavoratori del Nucleo hanno dovuto fare i conti con una puzza insistente. Un’altra giornata di lavoro con quel tarlo in testa: e se la puzza fosse solo la punta di un iceberg?
(Pubblicato il 06/11/2007)fonte primonumero
Tre industrie chimiche che riversano costantemente nell'aria del nucleo polveri sottili di ogni dimensione e sostanze chimiche allo stato gassoso sono certamente un campanello d'allarme non di poco conto, m chiedo perchè la questione non sia mai stata presa in considerazione finora da chi è preposto ad effettuare i relativi controlli, ad esempio l'ARPA
arpa molise
eppure si tratta di un fatto di enorme gravità,la ragione credo sia risaputa, un velo di omertà che circonda da sempre i poteri forti e chi mngia dai loro piatti
Puzza al Nucleo, cresce il sospetto: “E se l’aria fosse malata?”
Mentre gli organismi preposti al controllo delle sostanze che fuoriescono dalle fabbriche ammettono la difficoltà a individuare le origini di quei miasmi, i lavoratori e i cittadini hanno sempre più paura. Martedì 6 novembre un incontro in Comune per affrontare il problema. “Alcuni operai si sentono male inalando quegli odori – ha detto il rappresentante sindacale – Ma non lo segnalano perchè hanno paura”.
di Stefano Di Leonardo
L'incontro di questa mattina in Municipio
Termoli. Il problema lo avvertono principalmente gli operai che tutti i giorni vanno al nucleo industriale di Termoli per lavorare. La puzza, in quella zona, raggiunge spesso livelli insostenibili. Ma anche interi quartieri della città (soprattutto Difesa Grande) e comuni come Portocannone e Campomarino non sono immuni dal fenomeno. Che, a parte il fastidio per il naso e qualche volta anche per la gola che brucia, comincia a diventare un insopportabile sospetto. E se quell’odore nauseabondo fosse la spia di qualcosa che non va nell’aria del BassoMolise, la cartina di tornasole di un livello di inquinamento superiore al tetto stabilito per legge? Un sospetto strettamente collegato con i casi – frequenti – di malattie neoplastiche e di leucemie infantili. Così i cittadini sono assaliti dal dubbio, e dalla paura. Ma le risposte alle domande non ci sono, perchè mentre le segnalazioni sulla puzza proveniente dal nucleo industriale si fanno sempre più insistenti, le Istituzioni cercano generalmente di essere rassicuranti, nonostante l’assenza di dati scientifici e dell’atteso – e sempre rinviato – Registro dei Tumori. Cominciare a discuterne seriamente e affrontare di petto il problema è un modo per cominciare a dare risposte. Questo lo spirito dell’incontro che questa mattina – 6 novembre - si è svolto nella sala giunta del Comune di Termoli.
L’incontro, presieduto dall’assessore all’Ambiente Emanuela Lattanzi, ha visto la partecipazioni di varie categorie interessate, ma non tutte. «Stigmatizziamo l’assenza dei rappresentanti dell’Asrem, mentre noto con piacere la presenza di esponenti del sindacato» ha dichiarato in apertura la Lattanzi. Erano invece presenti l’ingegner Perla in rappresentanza del Nucleo Industriale e alcuni tecnici dell’Arpam. La ‘tavola rotonda’ è stata fortemente sollecitata dalle continue lamentele dei cittadini, lavoratori e residenti della zona, che di continuo puntano il dito contro i persistenti e nauseabondi odori provenire dal Nucleo.
Sia i rappresentanti Arpam che quelli del Consorzio però hanno ammesso la grande difficoltà di riuscire a individuare la reale provenienza di determinati odori a causa delle numerose variabili esistenti. «Gli odori possono provenire dalle sostanze utilizzate, dagli scarichi, dalle emissioni e non dimentichiamoci della grande quantità di possibili sorgenti di odori» ha affermato la dottoressa Esposito, in qualità di tecnico dell’Arpam. «Noi eseguiamo controlli da 10 anni» gli ha fatto eco il dottor Del Torto, anche lui tecnico dell’Arpa Molise. Lo stesso Del Torto ha portato poi l’esempio dello Zuccherificio del Molise, azienda che per anni é stata ritenuta responsabile di emissioni di odori sgradevoli. «Dopo alcune nostre verifiche sono intervenuti con delle sostanze esistenti sul mercato che hanno notevolmente ridotto l’emissione di questi odori».
L’ingegner Perla ha invece fatto leva sulla possibilità di «portare avanti un approccio più sistematico nella rilevazione dei dati » rilevando poi come sia «già partito uno studio in questo senso in collaborazione con l’Enea e che coinvolgerà anche l’amministrazione comunale».
«Lo studio dovrà servire per sistematicizzare la verifica della provenienza e del successivo abbattimento degli odori» ha aggiunto l’assessore Lattanzi.
I rappresentanti sindacali della Fim-Cisl hanno invece puntato il dito su episodi concreti di persone che hanno avuto problemi di salute a causa della puzza. «Conosco lavoratori che si sono sentite mali a causa di quei miasmi che prendono alla gola» ha dichiarato il sindacalista Manes, aggiungendo che «Molti di loro sono convinti che la puzza provenga dalle industrie chimiche». E’ un fatto che a essere messe sotto accusa sono proprio i tre impianti chimici presenti nella zona industriale di Termoli e, negli ultimi tempi, anche la centrale Turbogas. Secondo il racconto del sindacalista i lavoratori se ne lamentano, ma spesso hanno paura di esporsi in prima persona. «Molti lavoratori pur avvertendo problemi di salute, non li segnalano all’Asrem» ha rivelato Manes. I problemi sono tanti e l’incontro di oggi ha tentato di chiarirli e di individuare le possibili strategie per dare delle risposte alle preoccupazioni dei cittadini, sempre più allarmati per la propria salute. Ora si spera che alle tante parole, seguano fatti concreti. Oggi stesso intanto, i lavoratori del Nucleo hanno dovuto fare i conti con una puzza insistente. Un’altra giornata di lavoro con quel tarlo in testa: e se la puzza fosse solo la punta di un iceberg?
(Pubblicato il 06/11/2007)fonte primonumero
Tre industrie chimiche che riversano costantemente nell'aria del nucleo polveri sottili di ogni dimensione e sostanze chimiche allo stato gassoso sono certamente un campanello d'allarme non di poco conto, m chiedo perchè la questione non sia mai stata presa in considerazione finora da chi è preposto ad effettuare i relativi controlli, ad esempio l'ARPA
arpa molise
eppure si tratta di un fatto di enorme gravità,la ragione credo sia risaputa, un velo di omertà che circonda da sempre i poteri forti e chi mngia dai loro piatti
giovedì 18 ottobre 2007
sono commosso
18/10/07 - MUSEO ARCHEOLOGICO NELL'EX MERCATO: PROGETTO DA 550MILA EURO
Termoli. Il vecchio mercato di via Fratelli Brigida diventerà un Museo Archeologico. I lavori costeranno circa 550mila euro, fondi reperiti dal Cipe (comitato Interministeriale di Programmazione economica) e i parte, per 150mila euro, con finanziamento comunale. La Giunta di Termoli ha approvato il progetto esecutivo di ristrutturazione del “Fabbricato ex mercato di Via F.lli Brigida” redatto dai tecnici del Settore Lavori Pubblici. Il progetto esecutivo prevede il cambiamento di destinazione d’uso dell’immobile da Mercato a Museo Archeologico. «Nello specifico – dice il Comune - gli interventi consistono in: lavori rifacimento intonaco e tinteggiatura dell’esterno, sostituzione di tutti gli infissi, demolizione e rifacimento pavimentazione interna in parquet, intonaco e tinteggiatura delle pareti interne, nuovi impianti igienici, ascensore, nuove ringhiere, impianto aria climatizzata, impianti anti-intrusione, rilevazione fumo, sorveglianza e controllo, audio per evacuazione, rete telefonica e dati e alimentazione privilegiata». Ora sarà avviata la gara di concorso per individuare il soggetto contraente prima della scadenza dei termini previsti dalla disposizione di finanziamento (31 dicembre 2007) e con l’obbligo della stipula del contratto d’appalto subordinatamente al trasferimento della risorsa finanziaria di cui al Decreto del Presidente della Regione Molise n. 43 del 22 luglio 2005.
fonte www.primonumero.it
Che dire, sno ancora scioccato, frastornato dalla meravigliosa notizia, Termoli, una cittadina che ha alle spalle quasi 3000 anni di storia che finalmente sposa la cultura, questa sconoscuta...
Solo un dubbio mi pervade, ma se la villa romana continua a rimanere sotto terra in zona difesa grande, le terme minacciate dalla cementificazione al parco comunale, la necropoli...idem con patate che giace ancora sotto un parcheggio inutile, cosa esporranno? le cassette del pesce?
Perchè sì di roba ne è stata trovata, ma tutta nei dintorni, a termoli non esistono nè scavi, nè studi, nè pubblicazioni... rimane un mistero
Termoli. Il vecchio mercato di via Fratelli Brigida diventerà un Museo Archeologico. I lavori costeranno circa 550mila euro, fondi reperiti dal Cipe (comitato Interministeriale di Programmazione economica) e i parte, per 150mila euro, con finanziamento comunale. La Giunta di Termoli ha approvato il progetto esecutivo di ristrutturazione del “Fabbricato ex mercato di Via F.lli Brigida” redatto dai tecnici del Settore Lavori Pubblici. Il progetto esecutivo prevede il cambiamento di destinazione d’uso dell’immobile da Mercato a Museo Archeologico. «Nello specifico – dice il Comune - gli interventi consistono in: lavori rifacimento intonaco e tinteggiatura dell’esterno, sostituzione di tutti gli infissi, demolizione e rifacimento pavimentazione interna in parquet, intonaco e tinteggiatura delle pareti interne, nuovi impianti igienici, ascensore, nuove ringhiere, impianto aria climatizzata, impianti anti-intrusione, rilevazione fumo, sorveglianza e controllo, audio per evacuazione, rete telefonica e dati e alimentazione privilegiata». Ora sarà avviata la gara di concorso per individuare il soggetto contraente prima della scadenza dei termini previsti dalla disposizione di finanziamento (31 dicembre 2007) e con l’obbligo della stipula del contratto d’appalto subordinatamente al trasferimento della risorsa finanziaria di cui al Decreto del Presidente della Regione Molise n. 43 del 22 luglio 2005.
fonte www.primonumero.it
Che dire, sno ancora scioccato, frastornato dalla meravigliosa notizia, Termoli, una cittadina che ha alle spalle quasi 3000 anni di storia che finalmente sposa la cultura, questa sconoscuta...
Solo un dubbio mi pervade, ma se la villa romana continua a rimanere sotto terra in zona difesa grande, le terme minacciate dalla cementificazione al parco comunale, la necropoli...idem con patate che giace ancora sotto un parcheggio inutile, cosa esporranno? le cassette del pesce?
Perchè sì di roba ne è stata trovata, ma tutta nei dintorni, a termoli non esistono nè scavi, nè studi, nè pubblicazioni... rimane un mistero
martedì 22 maggio 2007
evoluzioneo creazione?
Temo che uno tra i temi socialmente più importanti per la società sia quello che io ritengo decisamente il più banale.
Sull'evento della creazione si basa un corollario di culti ovviamente originatisi da quello ebraico, citato nel genesi e poi raccolto nella bibbia, il fatto è che nessuno con almeno un pò di sale in zucca prenderebbe per scientifico ciò che è riportato in un libro scritto male, pieno di errori, anche grammaticali, sintattici e soprattutto contraddizioni.
Eccetto la chiesa che si eleva (su qeste basi)ad unico ed ultimo eco della ragione, a dir loro, contro un mondo che non la vuole usare più, la ripudia ed abusa della scienza come il peggior male possibile, oltre al materialismo che la pervade.
Ora, da ateo militante ammetto di provare un certo risentimento verso una chiusura mentale di tale livello ma preferisco trattenermi, il cristianesimo non è stato assolutamente il motore della ragione e della filosofia del mondo, solo un freno che ne ha blccato lo sviluppo civile e morale(per dirla alla Oddifreddi).
Per queste ragioni convengo con chi sostiene l'anticlericalismo perchè è l'unica difesa nei confronti della laicità di uno stato, non un attacco ad una chiesa che per quanto mi riguarda ha fatto il suo tempo.
C'è chi sostiene che si cerchi ad ogni costo di promuovere il nuovo culto laico, l'ateismo... il materialismo, ebbene queste simpatiche "immense menti ristrette" non hanno capito assolutamente nulla, l'essere atei si basa semplicemente su una questione fondamentale, il buon senso.
Poichè quest'ultimo è l'unico che ci costringe a cercare risposte ponendoci domande, al contrario di quello che la stessa chiesa professa, avere una risposta per ogni domanda mai posta!
E veniamo alla parte tecnica:
in ambito creazionistico si critica l'evoluzione in quanto semplice teoria, bè l'evoluzione non è una semplice teoria, ma un fatto e siamo di fronte a due cose ben diverse...
l'evoluzione è un dato di fatto, ormai l'uso smodato della parola teoria è stato più che chiarito, dato he è un tema ricorrente da parte creazionista, in ambito scientifico, teoria e fatto sono due cose ben distinte, i fatti sono dati del mondo ed in quanto tali non si dissolvono quando gli scienziati dibattono le teorie, strutture concettuali atte a spiegarli.
e questa è una precisazione fondamentale da fare, come ho già detto, l'evoluzione è un fatto, come l'evoluzione avviene, invece, è una teoria.
In primis c'è quella di Sir Charles Robert Darwin espressa in The origin of the species by means of natural selection,un testo di tutto rispetto, ma pur sempre pubblicato nel 1859... non so se mi spiego.
Ad oggi la teoria evoluzionistica non è stata semplicemente rivisitata, ma si è arricchita di talmente tanti ambiti di studio che vanno oltre la semplice zoologia,o la paleontologia(che Darwin non prese nemmeno troppo in considerazione basandosi solo su forme a lui contemporanee), oggi ci si avvale di biologia evoutiva, istologia, embriologia ed anatomia comparate, ecologia, eccetera.
badate bene che tutti i fattori ambientali, geografici, comportamentali, climatici sono il frutto di selezione dei geni che poi verranno trasmessi ad una generazione successiva, e questi in seguito subiranno un'ulteriore selezione, stiamo parlando di tempi geologici, non di 3 o 4 generazioni, quindi ragioniamo nell'ordine di 2-3 milioni di anni alla volta!
I FOSSILI
Non sempre i fossili si conservano... che novita, eh?
e invece i fossili stessi sono un'eccezione alla regola! in ambiente marino più precisamente bentonico, la sedimentazione di fossili e la loro conservazione è davvero buona, non impeccabile, ma ci consente di avere rocce sedimentarie calcaree costituite da fossili come coralli, ammoniti, brachiopodi... e chi ne ha più ne metta, al contrario però l'ambiente continentale è ostile alla conservazione di ossa formate da carbonato di calcio! il calore del sole le distrugge, l'acqua le gonfia e le deforma, l'umidità ed il calore favoriscoo il deterioamento mediante processi chimici, le pressioni geologiche, anche apparentemente lievi, in realtà enormi per materiali fragilissimi come i fossili le distruggono.
Ed infine l'ossigeno, il peggior nemico della conservazione di tutte le molecole organiche, non è un caso che si mettano i cibi stotovuoto!
Insomma quel che ci arriva è l'1%, forse anche meno di quello che ci potrebbe arrivare e talvolta conosciamo una specie da un solo reperto o addirittura da pochi frammenti riconducibili a questo.
Ma secondo i creazionisti dovremmo, se l'evoluzione fosse una realtà, essere ripoperti dalla quantità abnorme di fossili... insomma non se ne esce da questa quantità abnorme di stupidaggini atta a screditare ciò che si è capito con la ricerca.
Non sapremo MAI nulla di una infinità di specie proprio perchè le loro condizioni di morte non ci hanno fornito alcun fossile...
più si va indietro nel tempo più questo fattore aumenta vertiginosamente, la geologia è poco clemente verso i reperti, frammentandoli e talvolta distruggendoli...
però, osservando l'attuale varietà delle forme di vita è ovvio concludere che la situazione fosse altrettanto varia in passato.
L'EVO-DEVO (evolutionary developing biology, biologia dello sviluppo evolutivo)
innanzitutto questa disciplina biologica afferma che
-i geni che controllano lo sviluppo embrionale hanno un ruolo chiave nell'evoluzione
-le mutazioni di tali geni(come ho già scritto)possono rapidamente generare novità fenotipiche
-tra queste novità fenotipiche alcune hanno la possibilità di adattamento evolutivo(le altre sono falciate dalla selezione naturale)
il problema è che si perde di vista l'evoluzione come fattore comune con cause esterne al fenotipo concentrandosi solo sul genotipo(fenotipo-espressione dei geni, genotipo-codice genetico dell'individuo)
ovvero le forze che producono variazioni nel codice genetico dell'individuo, dato che un codice genetico è ridondante(turnover genomico)n composizione ed organizzazione, questo a causa di movimenti di frammenti di dna in altre aree del filamento, così avendo trasposizione, conversione genica, crossingover ed infine, in qualche modo il convertire in mutazione, ovvero di rispondere a stimoli ambientali, il genoma.
(è in atto uno studio che cerca di dimostrare se e come l'ambiente esterno è in grado di pilotare in qualche modo le mutazioni)
Da questa branca della biologia è emerso un dato fondamentale, ovvero che tutti gli organismi conservano a livello evolutivo i geni che determinano le strutture e le proprietà funzionali ritenute evolutivamente indipendenti, mi spiego meglio con degli esempi quali la segmentazione di artropodi che si ritrova in qualche modo anche nei cordati (codice Hox), o la formazione di arti ed appendici come in vertebrati ed artropodi.
Osserviamo quindi che vi è un alto grado di conservazione di porzioni di genoma e quindi che le risposte evolutive sono da cercare nei meccanismi che regolano l’espressione dei geni e non solo la composizione genica .
Quel che deve far riflettere quindi è la somiglianza di intere famiglie geniche e l’espressione di esse in determinati momenti dell’accrescimento in stadio embrionale o adulto, cioè la gran parte della vita animale impiega la stessa serie basica di geni per produrre organismi molto differenti
Tra loro! E scusate se è poco…
Bene, detto questo analizziamo il resto del genoma, ovvero quello che fino a poco fa era chiamato dna spazzatura…Nel genoma umano, visto che la cosa ci interessa, circa l’1,5% è DNA genico, il restante 98% il Dna ha scopi sconosciuti ed oggi viene definito regolativo, che ha la natura di DNA ripetitivo.
Quel che preme comprendere ora, è come si attuano i riarrangiamenti nel corso dell’evoluzione, forse mediante un meccanismo di equilibri punteggiali come ha suggerito Stephen J. Gould?
O forse in una maniera del tutto graduale, personalmente credo che l’evoluzione contempli entrambe le ipotesi, dato il mutare continuo dell’habitat in cui certe forme i trovano a vivere.
E’ probabile che questo DNA ripetitivo abbia lo scopo di pezzo di ricambio nel caso in cui si debba modificare un gene per un determinato fenotipo adatto ad un ambiente preciso, le sequenze di DNA ripetitivo potranno sicuramente spiegarci come si collegano gli elementi intranucleari ed extranucleari nella cellula.
Ora parliamo di ecologia e di paleoecologia, innanzitutto ogni organismo occupa una nicchia ecologica precisa, ovvero ha un preciso modo di vita nel nutrirsi e riprodursi, difficilmente due specie occupano una precisa nicchia ecologica, a meno che il nutrimento non sia così abbondante da sostenere entrambe le popolazioni, ma si sa che condizioni altamente favorevoli comportano anche un maggiore accrescimento di popolazione, su entrambi i fronti, sfociando rapidamente in una situazione di carenza di nutrimento per tutti… A quel punto ci sarà una competizione interspecifica che tenderà a selezionare la specie più adatta condannando ad un bivio quella perdente: estinzione o evoluzione quale movimento verso una nuova nicchia ecologica libera.
Lo stesso discorso è rapportabile se la carenza di nutrimento non è in grado di sostentare un’ unica popolazione specifica, portando dunque in competizione interspecifica che avrà un significato di selezione dei geni degli organismi più forti e più adatti, i quali verranno espressi a seconda dell’apporto generazionale di un individuo(fitness) ai suoi discendenti.
Ora analizziamo le nicchie ecologiche, sappiamo che queste sono fortemente dinamiche e non statiche, perché? Per una ragione semplicissima, la terra stessa è un sistema dinamico, cambia la geologia e la geografia di un territorio, ne muta il clima e quindi seleziona o sposta specie e quindi se non ci fosse stata evoluzione, in caso di alta specializzazione di specie, si sarebbe arrivati solo ed esclusivamente all’estinzione, se questi cambiamenti sono repentini, poi, l’esinzione è di massa!
Ne contiamo ben 5, ma suddividiamo le ere geologiche a causa di una profonda mutazione climatica e faunistica nelle stratificazioni.
Il meccanismo di speciazione è estremamente complesso, per questo ci sono evoluzioni di classe a(darwinismo classico)e classe b, più veloce ed apparentemente incomprensibile, mai senito parlare di collo di bottiglia?
una piccola popolazione di una determinata specie, se isolata è costretta a generare mutanti, finchè non si arriverà ad una nuova specie, ciò è stato visto, dimostrato ed è tutt'ora tangibile.
PANSPERMIA
La questione riguardante la panspermia è abbastanza seria, può essere un'ipotesi, noi sappiamo o supponiamo dai fossili che la vita sia comparsa intorno al miliardo e mezzo di anni, lo sappiamo grazie ai red beds, cosa sono? sono letti di ossido di ferro, ovviamente comparsi grazie alla liberazione dell'ossigeno da parte di cellule che praticavano la fotosintesi e che separavano carbonio da ossigeno.
Ci tengo a precisare che dagli esperimenti non è scaturito che il dna è stato creato dal "brodo primordiale" bensì si è visto, riprducendo le condizioni più simili possibile, che quello che era osservabile era una serie di amminoacidi, le basi per creare poi le proteine, da una catena proteica, poi si può benissimo essere sviluppata una membrana cellulare, solo in seguito è nato il dna o la sua forma primordiale, forse con solo 2 basi azotate, oppure con 8 , 6, o direttamente 4... non si può scoprire dai fossili, purtroppo.
sta di fatto che sono tutti elementi già presenti in natura che devono essere combinati, e di tempo ne hanno avuto.
Che poi questo sia avvenuto sulla terra o su un'altro pianeta e la vita unicellulare sia arrvata così fino alla terra è un'altro discorso... ovvero proprio la panspermia.
DIO?
Se si parte dal presupposto dell’esistenza di un dio, dovuto al perpetuarsi dell’ideologia religiosa di una cultura, non si arriverà mai ad una spiegazione obiettiva, perché si cercherà sempre di dimostrare qualcosa in base all’esistenza “innegabile” di quel dio stesso, così è stato in passato e così continua ad avvenire tutt’oggi, avere fede significa, credere e basta, senza porsi domande, “è così e ci devo credere!”. la fede tende, mediante il suo deus ex machina a risolverci tutti i nostri problemi, questo a causa di una scarsa conoscenza di base, tipica del passato. In maniera totalmente differente agisce e deve agire la scienza, che, non deve fornire certezze, ma domande.
Porsi un quesito in termini scientifici, invece, significa seguire una serie di ragionamenti logici e rivedere tutte quelle convinzioni relegate ad un passato di conoscenze di base molto scarne per confutarle e tentare di capire ciò che ci circonda.
INTELLIGENT DESIGN, disegno intelligente... sì ma scarsamente!
Recentemente è arrivato dall’america un nuovo tentativo volto a screditare l’evoluzionismo: l’intelligent design. C’è chi vede nell’evoluzione un attacco alla cultura umana, ed alla sua dignità, al suo mondo di valori, e soprattutto alle religioni, è per queste ragioni che alcuni scienziati o presunti tali, hanno cominciato a sostenere teorie atte a dimostrare “l’errore di Darwin”. Ritengo il problema abbastanza serio, durante lo scorso agosto ho passato un’intera nottata sintonizzato sulla CNN seguendo un dibattito che mi ha davvero scosso, non certo per le teorie per nulla dimostrabili presentate come dati di fatto da sedicenti studiosi e da uomini di chiesa, ma per il frastuono che è nato attorno a ciò. L’intelligent design (ovviamente appoggiato dal presidente Bush) sostiene la creazione ad opera di un programmatore ignoto basandosi sia su una lettura più ortodossa dei testi sacri, sia sulla non matematicità delle logiche dell’evoluzione, a differenza della fisica e della chimica. L’evoluzione, non è una semplice teoria, bensì un dato di fatto, non è una convenzione, ma qualcosa di ampiamente dimostrabile, basta osservare la natura. L’istologia, la biologia evolutiva, la paleontologia, la biologia cellulare, l’embriologia ci dimostrano ciò, quello che ipotizziamo e come ciò avvenga. Qui subentra il buon vecchio Charles che a metà ‘800 pubblica the “origin of the species” sommando mutazioni casuali del patrimonio genetico alla selezione naturale, niente di più logico… mi spiego meglio: il dna o acido desossiribonucleico è composto da 4 basi azotate che si accoppiano 2 a 2 in maniere ben definite, (Watson & Crick), queste sequenze poste su due emieliche complementari formano un nucleotide, più nucleotidi formano una informazione, un gene, (Mendel). Ogni organismo ha un suo codice genetico, una sorta di progetto di costruzione dell’organismo stesso, talvolta, causa duplicazione errata o patologie, avvengono nei geni delle mutazioni, degli errori di copiatura, accentuati dal fattore riproduttivo sessuato che mescola metà dei geni dell’organismo padre con quelli della madre, qualora non avvenga una riproduzione asessuata o partenogenesi. Cosa accade? Talvolta l’organismo potrà avere dei seri problemi a causa di questa sua diversità fisica dovuta alla mutazione, altre volte, un corpo più lungo, grande o anche più piccolo o una vista differente e così via, saranno favorevoli alla sua esistenza, fornendo un vantaggio enorme per la sua sopravvivenza rispetto a delle condizioni che, altrimenti, risulterebbero proibitive per i suoi simili. Questo si tradurrà in una maggiore “fitness”ovvero potenzialità riproduttiva e alla diffusione del gene mutato che da regressivo avrà la possibilità di diventare dominante ed in seguito tipico del genoma di quell’organismo.Ripetete questo fattore per milioni e milioni di anni, immaginate i mutamenti climatici che sono avvenuti in tutta la storia del nostro pianeta ed alla relativa selezione naturale, pensate a quanti tentativi non si sono rivelati vincenti e a quanti altri, invece, è andata “di lusso” per via di un adattamento evolutivo, ed avrete un quadro abbastanza completo dell’evoluzione con la spiegazione di una buona parte delle forme di vita che ci circondano. Perché buona parte, perché in altri casi il meccanismo è leggermente se non totalmente più complesso, si parla di evoluzioni di classe B o C, in cui le condizioni ambientali sono nettamente differenti e spingono ad evoluzioni più repentine ed estreme, alcune di esse ancora in fase di studio. Tornando al creazionismo i due fautori dell’intelligent design sono: Michael Behe, biochimico della Lehigh University, che sostiene la irriducibile complessità delle strutture cellulari, ovvero la perdita di funzionalità qualora si rimuovesse un elemento, anche il più insignificante. Il tutto si tradurrebbe in una complessità troppo elaborata per essere opera della semplice evoluzione, ma le argomentazioni di Behe sono entrate immediatamente in crisi, chi ci dice che tutte le strutture cellulari oggi vitali agli inizi non fossero solo accessorie?o addirittura che avessero tutt’altra funzione, prima di divenire quello che sono oggi? Abbiamo prove su prove di questi meccanismi, basti pensare all’origine dei mitocondri. Il secondo neocreazionista è William A. Dembski, Matematico e filosofo, ma soprattutto teologo, egli sostiene che un oggetto complesso deve essere il risultato dell’intelligenza, se non prodotto dal caso, quindi l’estrema complessità specifica non può essere prodotta dal caso. Le tesi di Dembski sono subito state accolte a mani aperte dai ceazionisti, ma si sono rivelate totalmente fuori luogo perché gli organismi non combaciano con nessun disegno prestabilito, ma se una determinata struttura fisica come un arto o un occhio possono aumentare la possibilità di avere discendenti e perpetuare la vita, allora l’evoluzione porterà a queste strutture complesse… se si prende in esame la coevoluzione, ovvero l’evoluzione di una o più specie in funzione di altre ci si rende conto di quanto sia errata la visione di dembski.
Tutto ciò ha portato Behe e Dembski a ritrattare e a fare un netto passo indietro, proprio perché non hanno spiegato nulla, anzi… nonostante tutto ciò negli stati uniti l’I.D. dilaga e se ne prevede l’arrivo anche qui in Italia che non molto tempo fa ha cercato di abolire l’insegnamento delle teorie Darwiniste nelle scuole.
I sostenitori del creazionismo spesso sono restii a manifestare le loro differenze di opinione, ingigantendo quelle che avvengono tra i biologi evoluzionisti, quindi è difficile vedere l’I.D. come un movimento coerente, più che altro come una semplice e grossa polemica. Quello che allarma i biologi è l’arrivo di questa spazzatura scientifica, non l’attacco al loro materialismo ateistico, sta di fatto che più dell’80% della popolazione americana crede nella creazione dell’uomo da parte di Dio e quando mesi fa una serie di sostenitori del disegno intelligente si sono presentati al consiglio scolastico dello stato del Kansas c’è stato da chiedersi se c’entrasse qualcosa la coerenza scientifica o solamente la semplice fede che è stata la fautrice di tutto questo movimento.
Come si vede per l’intelligent design questo atteggiamento contrario all’evoluzione sembra procedere senza disporre di un disegno intelligente.
E con questo al momento chiudo perchè mi sono dilungato abbastanza...
alla prossima, Nicola
Sull'evento della creazione si basa un corollario di culti ovviamente originatisi da quello ebraico, citato nel genesi e poi raccolto nella bibbia, il fatto è che nessuno con almeno un pò di sale in zucca prenderebbe per scientifico ciò che è riportato in un libro scritto male, pieno di errori, anche grammaticali, sintattici e soprattutto contraddizioni.
Eccetto la chiesa che si eleva (su qeste basi)ad unico ed ultimo eco della ragione, a dir loro, contro un mondo che non la vuole usare più, la ripudia ed abusa della scienza come il peggior male possibile, oltre al materialismo che la pervade.
Ora, da ateo militante ammetto di provare un certo risentimento verso una chiusura mentale di tale livello ma preferisco trattenermi, il cristianesimo non è stato assolutamente il motore della ragione e della filosofia del mondo, solo un freno che ne ha blccato lo sviluppo civile e morale(per dirla alla Oddifreddi).
Per queste ragioni convengo con chi sostiene l'anticlericalismo perchè è l'unica difesa nei confronti della laicità di uno stato, non un attacco ad una chiesa che per quanto mi riguarda ha fatto il suo tempo.
C'è chi sostiene che si cerchi ad ogni costo di promuovere il nuovo culto laico, l'ateismo... il materialismo, ebbene queste simpatiche "immense menti ristrette" non hanno capito assolutamente nulla, l'essere atei si basa semplicemente su una questione fondamentale, il buon senso.
Poichè quest'ultimo è l'unico che ci costringe a cercare risposte ponendoci domande, al contrario di quello che la stessa chiesa professa, avere una risposta per ogni domanda mai posta!
E veniamo alla parte tecnica:
in ambito creazionistico si critica l'evoluzione in quanto semplice teoria, bè l'evoluzione non è una semplice teoria, ma un fatto e siamo di fronte a due cose ben diverse...
l'evoluzione è un dato di fatto, ormai l'uso smodato della parola teoria è stato più che chiarito, dato he è un tema ricorrente da parte creazionista, in ambito scientifico, teoria e fatto sono due cose ben distinte, i fatti sono dati del mondo ed in quanto tali non si dissolvono quando gli scienziati dibattono le teorie, strutture concettuali atte a spiegarli.
e questa è una precisazione fondamentale da fare, come ho già detto, l'evoluzione è un fatto, come l'evoluzione avviene, invece, è una teoria.
In primis c'è quella di Sir Charles Robert Darwin espressa in The origin of the species by means of natural selection,un testo di tutto rispetto, ma pur sempre pubblicato nel 1859... non so se mi spiego.
Ad oggi la teoria evoluzionistica non è stata semplicemente rivisitata, ma si è arricchita di talmente tanti ambiti di studio che vanno oltre la semplice zoologia,o la paleontologia(che Darwin non prese nemmeno troppo in considerazione basandosi solo su forme a lui contemporanee), oggi ci si avvale di biologia evoutiva, istologia, embriologia ed anatomia comparate, ecologia, eccetera.
badate bene che tutti i fattori ambientali, geografici, comportamentali, climatici sono il frutto di selezione dei geni che poi verranno trasmessi ad una generazione successiva, e questi in seguito subiranno un'ulteriore selezione, stiamo parlando di tempi geologici, non di 3 o 4 generazioni, quindi ragioniamo nell'ordine di 2-3 milioni di anni alla volta!
I FOSSILI
Non sempre i fossili si conservano... che novita, eh?
e invece i fossili stessi sono un'eccezione alla regola! in ambiente marino più precisamente bentonico, la sedimentazione di fossili e la loro conservazione è davvero buona, non impeccabile, ma ci consente di avere rocce sedimentarie calcaree costituite da fossili come coralli, ammoniti, brachiopodi... e chi ne ha più ne metta, al contrario però l'ambiente continentale è ostile alla conservazione di ossa formate da carbonato di calcio! il calore del sole le distrugge, l'acqua le gonfia e le deforma, l'umidità ed il calore favoriscoo il deterioamento mediante processi chimici, le pressioni geologiche, anche apparentemente lievi, in realtà enormi per materiali fragilissimi come i fossili le distruggono.
Ed infine l'ossigeno, il peggior nemico della conservazione di tutte le molecole organiche, non è un caso che si mettano i cibi stotovuoto!
Insomma quel che ci arriva è l'1%, forse anche meno di quello che ci potrebbe arrivare e talvolta conosciamo una specie da un solo reperto o addirittura da pochi frammenti riconducibili a questo.
Ma secondo i creazionisti dovremmo, se l'evoluzione fosse una realtà, essere ripoperti dalla quantità abnorme di fossili... insomma non se ne esce da questa quantità abnorme di stupidaggini atta a screditare ciò che si è capito con la ricerca.
Non sapremo MAI nulla di una infinità di specie proprio perchè le loro condizioni di morte non ci hanno fornito alcun fossile...
più si va indietro nel tempo più questo fattore aumenta vertiginosamente, la geologia è poco clemente verso i reperti, frammentandoli e talvolta distruggendoli...
però, osservando l'attuale varietà delle forme di vita è ovvio concludere che la situazione fosse altrettanto varia in passato.
L'EVO-DEVO (evolutionary developing biology, biologia dello sviluppo evolutivo)
innanzitutto questa disciplina biologica afferma che
-i geni che controllano lo sviluppo embrionale hanno un ruolo chiave nell'evoluzione
-le mutazioni di tali geni(come ho già scritto)possono rapidamente generare novità fenotipiche
-tra queste novità fenotipiche alcune hanno la possibilità di adattamento evolutivo(le altre sono falciate dalla selezione naturale)
il problema è che si perde di vista l'evoluzione come fattore comune con cause esterne al fenotipo concentrandosi solo sul genotipo(fenotipo-espressione dei geni, genotipo-codice genetico dell'individuo)
ovvero le forze che producono variazioni nel codice genetico dell'individuo, dato che un codice genetico è ridondante(turnover genomico)n composizione ed organizzazione, questo a causa di movimenti di frammenti di dna in altre aree del filamento, così avendo trasposizione, conversione genica, crossingover ed infine, in qualche modo il convertire in mutazione, ovvero di rispondere a stimoli ambientali, il genoma.
(è in atto uno studio che cerca di dimostrare se e come l'ambiente esterno è in grado di pilotare in qualche modo le mutazioni)
Da questa branca della biologia è emerso un dato fondamentale, ovvero che tutti gli organismi conservano a livello evolutivo i geni che determinano le strutture e le proprietà funzionali ritenute evolutivamente indipendenti, mi spiego meglio con degli esempi quali la segmentazione di artropodi che si ritrova in qualche modo anche nei cordati (codice Hox), o la formazione di arti ed appendici come in vertebrati ed artropodi.
Osserviamo quindi che vi è un alto grado di conservazione di porzioni di genoma e quindi che le risposte evolutive sono da cercare nei meccanismi che regolano l’espressione dei geni e non solo la composizione genica .
Quel che deve far riflettere quindi è la somiglianza di intere famiglie geniche e l’espressione di esse in determinati momenti dell’accrescimento in stadio embrionale o adulto, cioè la gran parte della vita animale impiega la stessa serie basica di geni per produrre organismi molto differenti
Tra loro! E scusate se è poco…
Bene, detto questo analizziamo il resto del genoma, ovvero quello che fino a poco fa era chiamato dna spazzatura…Nel genoma umano, visto che la cosa ci interessa, circa l’1,5% è DNA genico, il restante 98% il Dna ha scopi sconosciuti ed oggi viene definito regolativo, che ha la natura di DNA ripetitivo.
Quel che preme comprendere ora, è come si attuano i riarrangiamenti nel corso dell’evoluzione, forse mediante un meccanismo di equilibri punteggiali come ha suggerito Stephen J. Gould?
O forse in una maniera del tutto graduale, personalmente credo che l’evoluzione contempli entrambe le ipotesi, dato il mutare continuo dell’habitat in cui certe forme i trovano a vivere.
E’ probabile che questo DNA ripetitivo abbia lo scopo di pezzo di ricambio nel caso in cui si debba modificare un gene per un determinato fenotipo adatto ad un ambiente preciso, le sequenze di DNA ripetitivo potranno sicuramente spiegarci come si collegano gli elementi intranucleari ed extranucleari nella cellula.
Ora parliamo di ecologia e di paleoecologia, innanzitutto ogni organismo occupa una nicchia ecologica precisa, ovvero ha un preciso modo di vita nel nutrirsi e riprodursi, difficilmente due specie occupano una precisa nicchia ecologica, a meno che il nutrimento non sia così abbondante da sostenere entrambe le popolazioni, ma si sa che condizioni altamente favorevoli comportano anche un maggiore accrescimento di popolazione, su entrambi i fronti, sfociando rapidamente in una situazione di carenza di nutrimento per tutti… A quel punto ci sarà una competizione interspecifica che tenderà a selezionare la specie più adatta condannando ad un bivio quella perdente: estinzione o evoluzione quale movimento verso una nuova nicchia ecologica libera.
Lo stesso discorso è rapportabile se la carenza di nutrimento non è in grado di sostentare un’ unica popolazione specifica, portando dunque in competizione interspecifica che avrà un significato di selezione dei geni degli organismi più forti e più adatti, i quali verranno espressi a seconda dell’apporto generazionale di un individuo(fitness) ai suoi discendenti.
Ora analizziamo le nicchie ecologiche, sappiamo che queste sono fortemente dinamiche e non statiche, perché? Per una ragione semplicissima, la terra stessa è un sistema dinamico, cambia la geologia e la geografia di un territorio, ne muta il clima e quindi seleziona o sposta specie e quindi se non ci fosse stata evoluzione, in caso di alta specializzazione di specie, si sarebbe arrivati solo ed esclusivamente all’estinzione, se questi cambiamenti sono repentini, poi, l’esinzione è di massa!
Ne contiamo ben 5, ma suddividiamo le ere geologiche a causa di una profonda mutazione climatica e faunistica nelle stratificazioni.
Il meccanismo di speciazione è estremamente complesso, per questo ci sono evoluzioni di classe a(darwinismo classico)e classe b, più veloce ed apparentemente incomprensibile, mai senito parlare di collo di bottiglia?
una piccola popolazione di una determinata specie, se isolata è costretta a generare mutanti, finchè non si arriverà ad una nuova specie, ciò è stato visto, dimostrato ed è tutt'ora tangibile.
PANSPERMIA
La questione riguardante la panspermia è abbastanza seria, può essere un'ipotesi, noi sappiamo o supponiamo dai fossili che la vita sia comparsa intorno al miliardo e mezzo di anni, lo sappiamo grazie ai red beds, cosa sono? sono letti di ossido di ferro, ovviamente comparsi grazie alla liberazione dell'ossigeno da parte di cellule che praticavano la fotosintesi e che separavano carbonio da ossigeno.
Ci tengo a precisare che dagli esperimenti non è scaturito che il dna è stato creato dal "brodo primordiale" bensì si è visto, riprducendo le condizioni più simili possibile, che quello che era osservabile era una serie di amminoacidi, le basi per creare poi le proteine, da una catena proteica, poi si può benissimo essere sviluppata una membrana cellulare, solo in seguito è nato il dna o la sua forma primordiale, forse con solo 2 basi azotate, oppure con 8 , 6, o direttamente 4... non si può scoprire dai fossili, purtroppo.
sta di fatto che sono tutti elementi già presenti in natura che devono essere combinati, e di tempo ne hanno avuto.
Che poi questo sia avvenuto sulla terra o su un'altro pianeta e la vita unicellulare sia arrvata così fino alla terra è un'altro discorso... ovvero proprio la panspermia.
DIO?
Se si parte dal presupposto dell’esistenza di un dio, dovuto al perpetuarsi dell’ideologia religiosa di una cultura, non si arriverà mai ad una spiegazione obiettiva, perché si cercherà sempre di dimostrare qualcosa in base all’esistenza “innegabile” di quel dio stesso, così è stato in passato e così continua ad avvenire tutt’oggi, avere fede significa, credere e basta, senza porsi domande, “è così e ci devo credere!”. la fede tende, mediante il suo deus ex machina a risolverci tutti i nostri problemi, questo a causa di una scarsa conoscenza di base, tipica del passato. In maniera totalmente differente agisce e deve agire la scienza, che, non deve fornire certezze, ma domande.
Porsi un quesito in termini scientifici, invece, significa seguire una serie di ragionamenti logici e rivedere tutte quelle convinzioni relegate ad un passato di conoscenze di base molto scarne per confutarle e tentare di capire ciò che ci circonda.
INTELLIGENT DESIGN, disegno intelligente... sì ma scarsamente!
Recentemente è arrivato dall’america un nuovo tentativo volto a screditare l’evoluzionismo: l’intelligent design. C’è chi vede nell’evoluzione un attacco alla cultura umana, ed alla sua dignità, al suo mondo di valori, e soprattutto alle religioni, è per queste ragioni che alcuni scienziati o presunti tali, hanno cominciato a sostenere teorie atte a dimostrare “l’errore di Darwin”. Ritengo il problema abbastanza serio, durante lo scorso agosto ho passato un’intera nottata sintonizzato sulla CNN seguendo un dibattito che mi ha davvero scosso, non certo per le teorie per nulla dimostrabili presentate come dati di fatto da sedicenti studiosi e da uomini di chiesa, ma per il frastuono che è nato attorno a ciò. L’intelligent design (ovviamente appoggiato dal presidente Bush) sostiene la creazione ad opera di un programmatore ignoto basandosi sia su una lettura più ortodossa dei testi sacri, sia sulla non matematicità delle logiche dell’evoluzione, a differenza della fisica e della chimica. L’evoluzione, non è una semplice teoria, bensì un dato di fatto, non è una convenzione, ma qualcosa di ampiamente dimostrabile, basta osservare la natura. L’istologia, la biologia evolutiva, la paleontologia, la biologia cellulare, l’embriologia ci dimostrano ciò, quello che ipotizziamo e come ciò avvenga. Qui subentra il buon vecchio Charles che a metà ‘800 pubblica the “origin of the species” sommando mutazioni casuali del patrimonio genetico alla selezione naturale, niente di più logico… mi spiego meglio: il dna o acido desossiribonucleico è composto da 4 basi azotate che si accoppiano 2 a 2 in maniere ben definite, (Watson & Crick), queste sequenze poste su due emieliche complementari formano un nucleotide, più nucleotidi formano una informazione, un gene, (Mendel). Ogni organismo ha un suo codice genetico, una sorta di progetto di costruzione dell’organismo stesso, talvolta, causa duplicazione errata o patologie, avvengono nei geni delle mutazioni, degli errori di copiatura, accentuati dal fattore riproduttivo sessuato che mescola metà dei geni dell’organismo padre con quelli della madre, qualora non avvenga una riproduzione asessuata o partenogenesi. Cosa accade? Talvolta l’organismo potrà avere dei seri problemi a causa di questa sua diversità fisica dovuta alla mutazione, altre volte, un corpo più lungo, grande o anche più piccolo o una vista differente e così via, saranno favorevoli alla sua esistenza, fornendo un vantaggio enorme per la sua sopravvivenza rispetto a delle condizioni che, altrimenti, risulterebbero proibitive per i suoi simili. Questo si tradurrà in una maggiore “fitness”ovvero potenzialità riproduttiva e alla diffusione del gene mutato che da regressivo avrà la possibilità di diventare dominante ed in seguito tipico del genoma di quell’organismo.Ripetete questo fattore per milioni e milioni di anni, immaginate i mutamenti climatici che sono avvenuti in tutta la storia del nostro pianeta ed alla relativa selezione naturale, pensate a quanti tentativi non si sono rivelati vincenti e a quanti altri, invece, è andata “di lusso” per via di un adattamento evolutivo, ed avrete un quadro abbastanza completo dell’evoluzione con la spiegazione di una buona parte delle forme di vita che ci circondano. Perché buona parte, perché in altri casi il meccanismo è leggermente se non totalmente più complesso, si parla di evoluzioni di classe B o C, in cui le condizioni ambientali sono nettamente differenti e spingono ad evoluzioni più repentine ed estreme, alcune di esse ancora in fase di studio. Tornando al creazionismo i due fautori dell’intelligent design sono: Michael Behe, biochimico della Lehigh University, che sostiene la irriducibile complessità delle strutture cellulari, ovvero la perdita di funzionalità qualora si rimuovesse un elemento, anche il più insignificante. Il tutto si tradurrebbe in una complessità troppo elaborata per essere opera della semplice evoluzione, ma le argomentazioni di Behe sono entrate immediatamente in crisi, chi ci dice che tutte le strutture cellulari oggi vitali agli inizi non fossero solo accessorie?o addirittura che avessero tutt’altra funzione, prima di divenire quello che sono oggi? Abbiamo prove su prove di questi meccanismi, basti pensare all’origine dei mitocondri. Il secondo neocreazionista è William A. Dembski, Matematico e filosofo, ma soprattutto teologo, egli sostiene che un oggetto complesso deve essere il risultato dell’intelligenza, se non prodotto dal caso, quindi l’estrema complessità specifica non può essere prodotta dal caso. Le tesi di Dembski sono subito state accolte a mani aperte dai ceazionisti, ma si sono rivelate totalmente fuori luogo perché gli organismi non combaciano con nessun disegno prestabilito, ma se una determinata struttura fisica come un arto o un occhio possono aumentare la possibilità di avere discendenti e perpetuare la vita, allora l’evoluzione porterà a queste strutture complesse… se si prende in esame la coevoluzione, ovvero l’evoluzione di una o più specie in funzione di altre ci si rende conto di quanto sia errata la visione di dembski.
Tutto ciò ha portato Behe e Dembski a ritrattare e a fare un netto passo indietro, proprio perché non hanno spiegato nulla, anzi… nonostante tutto ciò negli stati uniti l’I.D. dilaga e se ne prevede l’arrivo anche qui in Italia che non molto tempo fa ha cercato di abolire l’insegnamento delle teorie Darwiniste nelle scuole.
I sostenitori del creazionismo spesso sono restii a manifestare le loro differenze di opinione, ingigantendo quelle che avvengono tra i biologi evoluzionisti, quindi è difficile vedere l’I.D. come un movimento coerente, più che altro come una semplice e grossa polemica. Quello che allarma i biologi è l’arrivo di questa spazzatura scientifica, non l’attacco al loro materialismo ateistico, sta di fatto che più dell’80% della popolazione americana crede nella creazione dell’uomo da parte di Dio e quando mesi fa una serie di sostenitori del disegno intelligente si sono presentati al consiglio scolastico dello stato del Kansas c’è stato da chiedersi se c’entrasse qualcosa la coerenza scientifica o solamente la semplice fede che è stata la fautrice di tutto questo movimento.
Come si vede per l’intelligent design questo atteggiamento contrario all’evoluzione sembra procedere senza disporre di un disegno intelligente.
E con questo al momento chiudo perchè mi sono dilungato abbastanza...
alla prossima, Nicola
Iscriviti a:
Post (Atom)

