lunedì 12 marzo 2007

Termolesi, audiolesi, cerebrolesi…

Dopo tanto tempo torno serio, è molto che rimugino su questo intervento perché sono argomenti che mi stanno davvero a cuore e questo si preannuncia un post che sfoga tutta la mia rabbia e la mia frustrazione fin dal titolo (volutamente offensivo) che ho scelto.
Di cosa parlo? Dei problemi di Termoli, la mia città di nascita, sicuramente non il luogo della mia morte, perché il mio rancore ormai è davvero incontenibile.
Bando ad inutili giri di parole, tra l’altro completamente sterili, vengo subito al dunque:
Termoli ha una storia millenaria e questa sua caratteristica, se valorizzata potrebbe essere un vanto culturale non indifferente ma è ignorata dalla quasi totalità della popolazione che a quanto pare convive benissimo con la propria ignoranza caprina.
Nel mio caso, invece, sono viola dall’inquietudine, totalmente fuori di me, poiché tutto questo si ripercuote in scavi archeologici mai aperti, in aree di fortissimo interesse… lasciate al più totale disinteresse e quel poco che per forza di cose è già sotto gli occhi di tutti, non è visitabile per varie ragioni, insomma una situazione a dir poco paradossale, decisamente surreale e nessuno è disposto a cambiarla!
Ma andiamo nel dettaglio seguendo la cronologia, un po’ di storia è d’obbligo, dei principali luoghi che intendo citare,
Le testimonianze più antiche di insediamenti su territorio termolese risalgono all'età preistorica e pre-romana e sono documentate dai ritrovamenti di necropoli preistoriche in contrada Porticone e Difesa Grande, nonché, in quest'ultima, da ritrovamenti di resti di ville romane(scavi mai portati avanti, se ne conosce solo la presenza).
La Termoli primitiva è da situarsi in un sito non identificabile con l'attuale, come ho già detto, in prossimità della zona attualmente denominata "Difesa Grande"(strano che a nessuno questo nome abbia mai suggerito qualcosa), in questo luogo sono venuti alla luce, in periodi diversi e per il lavoro dell'uomo, muri, mosaici, tegole, tasselli, anfore, monetine e quanto possa testimoniare l'esistenza di un centro abitato antico.
A cavallo tra il 6° ed il 4° secolo l’intera costa molisana era popolata dai Frentani, popolo navigatore ed agricolo, alleato con i sanniti e facente parte della lega sannitica, c’è chi identifica Termoli con la città di Buca.
Strabone scrive: "Dopo l'Aterno vi é Ortona, porto dei Frentani e Buca, anch'essa dei Frentani, confinante con Teano Apulo", e ancora: "Dopo del lago (di Lesina) si naviga ai Frentani e a Buca: dall'una e dall'altra parte del lago, sia fino a Buca che fino al Gargano vi sono duecento stadi".
Strabone e Tolomeo avevano situato questo centro abitato tra il fiume Tiferno (Biferno) e Istonio (odierna Vasto), anche lo storico tedesco Momsen pone la città di Buca nel sito dove oggi sorge Termoli.
Vi è la presenza concreta di insediamenti antichi, ad esempio: il Prof. Luigi Ragni, nel suo studio sulla origine di Termoli scrive al riguardo di sorgenti termali(da cui probabilmente il nome): "A poca distanza dall'abitato di Termoli, a cinquecento metri o giù di lì con leggero pendio verso il mare si estende la incantevole spiaggia di Rio Vivo, detta così dal nome di un ruscelletto che ivi scorre senza interruzione. Sotto il letto arenoso di esso, e sotto un ponte, ivi costruito per la ferrovia, si trovano nascoste delle piccole terme (thermulae); e a pochi passi, lungo il lido un pavimento di mattonelle ben connesse. Quando il ruscelletto in piena e il mare in tempesta portano via l'arena, restano scoperte a fior di terra e si possono ammirare. Parecchi anni dietro le ho viste io, e, per quanto la memoria mi sarà fedele, cercherò di descriverle”.
Continuando con le dichiarazioni del Prof. Ragni: "Io stesso coi miei occhi in una tenuta dei fratelli Graziani sita in Difesa Grande, osservai un bellissimo pavimento a mosaico; e molto più giù, nella stessa direzione, in un campo dei fratelli Candela, una gran quantità di pezzi di tegoloni, di cui alcuni interi, e di doli scavati dall'aratro e accumulati sotto alberi o davanti a siepi o serviti per fare strade da un punto a un altro".
Inoltre, il Pollidori aveva asserito che nel borgo antico sorgeva un tempio dedicato ad Esculapio, dio della medicina, ma non solo, ne è stato individuato e scoperto l’altare con un serpente di bronzo recante l’iscrizione: "Aesculapio et saluti Sacrum ex voto Callixtus D.".
Peccato sia stato portato a Napoli e deposto nel museo della Famiglia Picchiatti…
Insomma non farebbe male cercare di risaltare tali testimonianze storiche, anche a fini turistici, promuovere scavi, attività culturali, tutto ciò che è possibile per dare ai termolesi ed ai visitatori questo patrimonio…
Direi che già questo è abbastanza, ma voglio farmi ancora del male nello scrivere e nel ricordare, sempre nel possedimento dei fratelli Graziani, a difesa grande, di tanto in tanto vengono rivoltate dall’aratro mattonelle facenti parte di una pavimentazione, muri, ed appunto mosaici.
Tra l’altro nella zona in cui sorge la Piazza Giovanni Paolo secondo, costruita durante una visita del defunto pontefice, nei primissimi anni ’80, a due passi dalla mia vecchia abitazione, sarebbe presente una necropoli, la cosa strana è che all’epoca il comune decise di concedere un solo mese per saggiare il sito, qualsiasi fosse stato l’esito… comunque si sarebbe dovuto inesorabilmente ricoprire il tutto, che difatti oggi giace al di sotto di uno strato di cemento ed asfalto, in quella che è la più inutile piazza dell’intero pianeta, utile solo al mercato rionale del primo sabato del mese ed alle bancarelle dei polacchi, le poche volte in cui vengono a vendere qualcosa in città.
Dimenticavo le giostre della festa patronale, ma non è un motivo così importante da giustificare la piazza, rispetto alle bancarelle dei polacchi intendo.
La certezza sull’ubicazione e sul periodo mi è stata data dalla conferma da parte di uno degli operai specializzati che insieme agli archeologi scavò in quel sito, l’ho conosciuto qualche anno fa durante una campagna di scavo presso il sito preistorico di Isernia la pineta, alla quale ho partecipato in due anni consecutivi e che porto ancora nel cuore.
La cosa triste è che in comune ancora oggi c’è chi sostiene “meno male che abbiamo ricoperto tutto!”, queste incomprensibili parole mi sono state riferite da un consigliere comunale che conosco verso il quale sto facendo pressioni per tentare di svegliare la giunta sull’importanza de questi siti… ma con risultati scarsi, anzi praticamente nulli… E’ più importante riempire il comune di rotatorie, alcune talmente vicine che se si percorre Termoli per 10 minuti in auto, si finisce con l’avere un senso di stordimento, nemmeno si fossero fatti 10 giri su se stessi, almeno con il semaforo ci si riposava…
Potrei finirla qui, ma ho ancora qualcosa da aggiungere alla lista delle tante scempiaggini che vedo ogni volta che torno a casa, parliamo un pò del castello“svevo”.
Termoli ha un piccolo castello, quasi un torrione di pianta quadrata che si fonde alle fortificazioni del borgo antico, l’edificazione del castello si attribuisce storicamente agli inizi del ‘200 grazie all’imperatore del regno di Sicilia Federico secondo di Svevia, colto, discusso ed enigmatico personaggio storico, da qui il soprannome attribuito alla costruzione.
Bene, il castello si presenta sfigurato da una struttura di cemento sulla sua sommità che è più di un pugno nell’occhio, decisamente più doloroso di un calcio in uno stinco, uno sul sedere, un pugno alla bocca dello stomaco e due dita negli occhi! Praticamente un rovinoso esempio di mancanza di rispetto istituzionale per la storia ed i beni architettonici.
Per precisare la struttura è una stazione meteorologica di proprietà del 32°stormo di Foggia-Amendola dell’aeronautica militare.
Tralasciando le condizioni alle quali una stazione di questo tipo deve sottostare, che rendono appetibile l’ubicazione dell’installazione, è comunque uno scempio il fatto di averla collocata proprio su uno dei pochi beni architettonici che la città possiede.
Se io volessi visitarlo, dovrei aspettare una mostra, dato che in altri momenti non è possibile, tra l’altro tutti i piani superiori sono off limits, data la proprietà dell’aeronautica, e non sappiamo quanto questi siano stati modificati rispetto alla pianta originale per la posa di tutte le attrezzature, va bene, rimane ancora dell’altro da vedere, no? …Bè insomma, le segrete sono di proprietà della chiesa, quindi perennemente off limits! Tra l’altro dalle segrete si snodano, o almeno così sembra, dei cunicoli che corrono l’ungo l’intera penisola fortificata, sfociando al porto ed in altre zone della Termoli vecchia (più di una volta mi è stato riferito da subacquei che le hanno visitate, perlomeno nel tratto sommerso).
E va bene, mi rimane almeno il piano terra… si ma questo è formato da due stanze ed un corridoio che le circonda, le due stanze sono permanentemente chiuse quindi in occasioni di mostre di pittura o fotografiche posso visitare solamente lo stretto corridoio…
Recentemente è comparso un cartellone che riporta la storia del castello, ricordo che quando l’ho notato ho pensato: “era ora cos’aspettavano in comune?... ma, ma quel logo?” ,Residenza sveva è un bed and breakfast sparso per l’intero borgo antico, di proprietà della famiglia Vincitorio, un cartellone privato…
Lungo buona parte della costa del sud adriatico è possibile osservare delle torrette di avvistamento, il castello, seppur di moli decisamente maggiori era una di queste, mi sono preso la briga di cercare quelle che si trovano in territorio termolese, ne ho trovate cinque: la prima, quella più a nord quasi in territorio di Petacciato, giace in condizioni pessime, è completamente diroccata, ne rimane ben poco.
Tralasciando l’orribile ponte in calcestruzzo che si trova di fronte ecco la seconda, è conosciuta come “la torretta” ristorante e lido balneare, un bene architettonico come quello reso un ristorante privato? Ebbene sì, succede anche questo, la terza è più che un rudere ai piedi del muraglione del borgo antico, più che una torretta è una guardiola all’accesso al mare da quel lato, perennemente chiuso da un’inferriata.
La quarta ospita l’archivio di stato, era una guardiola di fronte alla porta di pietra dell’antico borgo, è così piccola che dentro c’è solo una scrivania ed una scaffalatura polverosa piena di volumi, una persona con il poco spazio a disposizione fa fatica ad entrare, sarà per questo che in 25 anni non l’ho mai vista aperta? Boh credo sia quasi un privilegio concesso a pochi entrare, ci non andato più volte in orari di apertura ma nulla… L’ultima è una chicca, si trova lungo la discesa verso il lungomare sud di “rio vivo”è sulla destra scendendo dal centro, è nascosta tra leabitazioni, questo mi ha subito messo insospettito, difatti cercando di visitarla mi sono accorto che ... era in un giardino privato!
Spontaneamente mi sorge la domanda: sono l’unico a pensare che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato in tutto ciò?
Temo proprio di sì, come mi rende furibondo il fatto che i termolesi non si incazzino come delle iene nei confronti di chi lo ha permesso, dato che in ogni caso sono proprio loro (me compreso) a rimetterci.
Nell’ottobre 1943 gli alleati sbarcarono a Termoli, per prima cosa bombardarono il paese vecchio, un colpo distrusse un seminario di fronte alla cattedrale, da allora quella è una piazza con una linea scura sulla pavimentazione che ne ricalca la planimetria, oggi territorio di bar che si contendono lo spazio per i tavolini, il secondo colpo colpì in pieno il rosone in alabastro, che oggi è rimpiazzato alla bene meglio da uno in metallo che ha lo stesso effetto della costruzione in cima al castello, ricordate?
Stranamente da quel periodo, che volete farci, il parapiglia del secondo conflitto modiale, gli inglesi con il generale Montgomery per la città, i tedeschi in ritirata verso la linea Gustav, qualcuno si è preso un souvenir… se si osserva la cattedrale, infatti si nota che sul frontone ci sono 2 statuine, anzi, una sola, l’altra è stata vista al british museum…se prima ce l’avevo con gli inglesi, oggi non li posso vedere…
Se si cammina con un metal detector in direzione Guglionesi si possono trovare ancora numerosi residuati bellici, dai bossoli ad armi e chissà quant’altro.
Ebbene a Termoli non c’è nulla da offrire, nemmeno un museo, neanche il più idiota tipo il museo delle ciabatte usate, nemmeno un museo dedicato a Benito Jacovitti (che ho sempre odiato, mi chiedo come si possa firmare un fumetto con un salame con i piedi e la faccia)…nulla, l’unico che c’è ospita mostre temporanee di arte contemporanea.
E tutti i reperti che sono stati ritrovati? Monete, anfore, mosaici, reperti bronzei, armi frentane, armi della seconda guerra mondiale, utensili, oggetti medievali, ?… insomma, tutta quella mole di materiale che è sicuramente contenuta in polverosi sottoscala dei tanti uffici comunali o rivendute a termolesi che ne fanno bella mostra in casa? Non sarebbe il caso di creare un museo per ampliare il patrimonio culturale del comune?
Torno a ribadire, sono l’unico a trovare che in tutto ciò ci sia qualcosa che non va?
Nei pressi di casa mia, Termoli si snoda su colline e vallate che assomigliano alle dita di una mano poggiata su di un piano, c’è un piccolo bosco all’interno del quale nella parte più bassa sul fondovalle, si trova un torrentello, il rio vivo che continua attraverso il paco comunale, alcuni chilometri più in avanti fino a sfociare nell’area omonima, lo stesso nel quale il prof.Ragni ha visto le mattonelle che appaiono se si sposta un po’ il sedimento, questa è una delle poche aree verdi ancora non toccate dall’antropizzazione, anche se minacciata ogni giorno dalle ruspe e dai cantieri edili, non sarebbe il caso di farne una piccola are protetta da vincoli ambientali? NESSUNO SI SOGNA DI FARE UNA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE COME SANCISCE L’ARTICOLO 4 DELLA LEGGE 348/86?
Evidentemente no, come nessuno si è ricordato di farlo quando il vecchio sindaco ha venduto il terreno alla sorgenia per costruire la turbogas, già perché se vogliamo parlare di Remo di Giandomenico, possiamo dire che il suo “sistema” rende in paragone quello di Moggi un fantacalcio… Qell’uomo controllava tutte le assunzioni, sia negli enti statali della zona che nelle aziende private che controllava, la moglie, che non è da meno controllava l’intero ospedale…
Un bel giorno, quasi 2 anni fa, scomparve come per magia un costosissimo macchinario dall’ospedale, subito la polizia cominciò le indagini, si venne a scoprire che era finito(guarda il caso) proprio nello studio privato della mogli del sindaco, sia le iene che striscia la notizia si occuparono del caso, ricordo ancora il servizio di Sortino. le iene
Questa donna un giorno è riuscita anche ad inforchettare il marito Remo, evidentemente non avendo coltelli a portata di mano, ormai sono esiliati a campomarino dopo alcuni mesi di carcere, avrei sperato anni, ma stranamente sono fuori ed il marito medita un ritorno in politica! Anche qui noto un qualcosa che non va, ma sembra che sia il solo.
Secondo me i termolesi sono masochisti, le cose sono due: o sono assuefatti a queste prese in giro, o ne sono totalmente ignari.
Il problema è che Termoli è culturalmente sterile, non ha cultura, nel senso che ha la storia, ma non ne è consapevole e non la valorizza affatto, ne ignora tutti i risvolti.
Punta sul turismo, ma il turismo non è solo mare, se oltre ad esso ed agli scempi ambientali, alla cementificazione selvaggia, ai prezzi da capogiro che non si ritrovano neanche nel raggio di 50 km ed all’ignoranza dei termoesi non si offre nulla, non si può parlare di turismo, perché non ci viene nessuno!Perchè non ha nulla da offrire!
Termoli ha uno splendido lungomare, disseminato di lidi che potrebbero rimanere aperti la sera, tra l’altro consentendo l’accesso alla spiaggia successivamente al tramonto, ma non è possibile. nemmeno pensare di sfruttarne la passeggiata estiva, perché non vi sono gli interessi a farlo! Interessi di pochi che si coalizzano per stroncare ogni minimo tentativo di valorizzazione dell’area, nemmeno un bar, una gelateria, un lido aperto che fornisca ai giovani un po’ di divertimento, già perché anche sotto questo punto di vista la città non ha nulla da offrire.
Qualcuno tempo fa propose di costruire un villaggio vacanze ed ebbe in risposta la più disarmante delle frasi: “ma che devi fare?” naturalmente detto in dialetto ed inteso come non dire scemenze… Già, perché il lungomare nord è disseminato di case private, le licenze le danno solo ai costruttori edili che poi hanno un guadagno, naturalmente chi è sopra di loro riceve qualcosa, in quel caso la speculazione edilizia ha vinto, Termoli ha perso e ci ha rimesso.
Oltre il danno la beffa, a Termoli c’è la facoltà di economia del turismo che io vedo quasi come un nonsenso, paragonabile alla scena di un papa che elogia l’ateismo.
Turismo? E dov’è il turismo? Io vedo al massimo quel pullman di tedeschi che si vede trattare a pesci in faccia e giura solennemente di non tornare mai più in quel luogo maledetto.
Oppure tutto quel transito per le Diomedee (Tremiti)che non si ferma nemmeno per un caffé, ma viene comunque contato tra i dati ufficiali, barando e prendendo in giro chi a Termoli ci vive ed è convinto sia un’ambita meta turistica.
Giusto perché poco fa ho citato la questione energetica, soffermiamoci un attimo sulla turbogas:
doveva, dopo ritardi su ritardi, essere consegnata lo scorso febbraio, ma con un colpo di coda la sorgenia ha stupito tutti completandola entro settembre, bene, da allora le nubi anomale, giusto per la precisione, la turbogas riversa nell’atmosfera come sottoprodotto del vapore acqueo quindi nulla di strano se sono nuvole, ma ci si allarma se sono nere o marroni! I casi registrati da settembre sono parecchi, seguiti da casi di irritazione delle vie respiratorie e degli occhi degli abitanti limitrofi al nucleo industriale anche nei comuni di Campomarino e Portocannone.
Per non parlare degli scarichi in mare di acque nere, qui lo spunto per parlare dell’acqua, la turbogas ha bisogno di una quantità di litri d’acqua abominevole, non riporto cifre perché non mi fido dei dati, ma sono sicuro siano decisamente superiori, fin qui nulla di male… se non fosse che per colpa di questo ciucciatore a scrocco l’intero basso Molise è quasi a secco, se si unisce ciò al fatto che siamo in un anno di precipitazioni scarse si intuisce quanto l’invaso del “lisciane” non abbia acqua a sufficienza per l’intera utenza se si aggiunge per l’appunto la turbogas.
La Molise acque è corsa subito ai ripari per una soluzione che accontentasse tutti… il decalogo del risparmio dell’acqua: ok va bene risparmiare risorse, è importante, ma perché sta maledetta turbogas continuerà a fregarsi l’acqua e saranno i poveri cittadini, che non giovano nemmeno di quell’energia perché destinata a livello nazionale, a rimanere a secco?
Se fa caldo e sudo posso asciugarmi l’ascella col phon, tanto non ho problemi energetici… ma io gradirei lavarmi se puzzo come una capra, posso mandare per protesta dei fogli di carta intrisi del sudore delle mie ascelle dopo giorni senza lavarmi alla sorgenia? Anzi spero qualcuno si unisca a me in questa anomala protesta.
Se arrivano dei turisti cosa gli diciamo? Lavatevi in mare?
A proposito di mare, negli ultimi giorni è comparso il tormentone eolico sull’adriatico, in pratica al largo del tratto di mare tra Termoli e Petacciato dovrebbe essere costruito un parco eolico, di lì una valanga di dissensi per l’unica fonte di energia ecosostenibile e rinnovabile che può davvero aiutarci in caso di crisi energetica, ma a quanto pare sono visibili dalla costa e deturpano il paesaggio(???)dopotutto sono mete turistiche(turistiche?siamo sicuri?).
Eppure ogni volta che passo sull’adriatico vedo una marea di piattaforme petrolifere, con i loro fiammoni di metano sempre accesi(eh sì, quelle non deturpano e non inquinano, vedeste poi quando ci sono le petroliere che lavano le stive al largo e l’acqua puzza di petrolio…)mi viene da chiedere quale sia il male minore, dei semplici pali che ci danno energia lontano dalla costa o una turbogas che ci lascia a secco e ci asfissia e delle piattaforme che ci sporcano acqua aria e panorama?
Aspettarmi che si smuova l’opinione pubblica è un’utopia, quindi ho perso le speranze, non che ne abbia mai avute, la mia generazione è all’ 89% convinta che leggere dei libri sia qualcosa di cui sfottere, è convinta che sia giusto perdere tempo nei bar a dire idiozie piuttosto che cercare una Forma mentis adeguata, è assolutamente convinta che l’avere delle conoscenze sia da idioti!
Se me ne sono accorto io di tutto ciò, io che mi vergogno come un ladro della mia ignoranza, significa che la situazione è davvero al limite.
Sono sicuro che queste “direttive” derivino in primis dalla famiglia, quindi mi chiedo quanto sia mentalmente marcia la mia città natale, incapace di riflettere, di comprendere di porre rimedio a ciò che è stato.
Ma scrivere ciò nel blog meno frequentato della rete non credo possa essere di aiuto per nessuno, al massimo per il sottoscritto nel trovare un piccolo sfogo.
Mi piacerebbe visitare aree archeologiche, musei, centri culturali a Termoli, peccato non ci sia nulla di concreto, eppure basterebbe poco.
Se si volesse creare un museo storico e multidisciplinare, collaborerei anche volentieri all’allestimento di qualche stanza, dato che la mia specializzazione come naturalista sarà la museologia, tra l’altro dispongo di una modesta ma varia collezione di minerali e fossili, con le mie conoscenze modellistiche posso realizzare preparati didattici, diorami, raffigurazioni pittoriche… Sarebbe un sogno ed un contributo che darei volentieri, ma temo che rimarrà tale con mio grande rammarico.
Chissà quando qualcuno si sveglierà dal torpore letargico dell’apatia e deciderà di fare qualcosa? Spero di essere ancora vivo per quell’epoca lontana.
Con ciò mi congedo per il momento, augurandomi di aver donato a qualcuno almeno uno spunto di riflessione, confido di trovare altri che condividono il mio punto di vista.

19 commenti:

Vincenzo Petrucci ha detto...

E' un problema di Termoli ma ancor di più è un problema molisano, poi è un problema nazionale ed infine un problema mondiale.
Non è la cultura ed essere dei fessi, ma la sua ricerca.
Da che mondo è mondo c'è sempre stato un 1% della popolazione che "ucciderebbe" l'altro 99% anche solo per il loro esprimersi peggio di "babbuini dislessici".
Già il conoscere tutte queste informazioni sulla tua e sulla mia città ti pone su un gradino superiore da cui guardare le mosche andare a sbattere contro le finestre.
Da come la vedo io le aberrazioni della società moderna sono ciò che queste mosche meritano.

nicola ha detto...

E noi ce lo meritiamo?
voglio dire, meritiamo di vivere in un posto simile con gente simile?
per farti capire l'approccio sodomita dei termolesi alla loro storia ti cito l'incendio del castello: il saccheggio da parte dei turchi di Pjalì Pascià il 2 agosto 1566
tutti festeggiano la respinta dell'assedio turco,noi il 15 agosto festeggiamo il fatto che ci hanno fatto un c..o così...
L'orgoglio è finito ben sotto la suola delle scarpe, tra l'altro sono state uccise e deportate tantissime persone, mi viene da chiedermi se esista nel vocabolario termolese la parola rispetto.
Tra l'altro a Termoli, nel paese vecchio c'è un'enoteca, si chiama "Pjalì Pascià"... un pò come se in Israele intitolassero un locale ad Adolf Hitler!
Non solo, già che ci siamo, anche i Longobardi nel 557 hanno saccheggiato la città, non sono stati gli unici, perchè si sono susseguiti i saraceni, Lotario III eccetera...
Oh, guarda il caso, ecco la "cala dei longobardi"! è una sorta di perversione?
Io personalmente sono stanco, preferisco camminare schiena al muro, se è un problema di mentalità è bene provare a cambiarla fin dalle scuole fin che si è in tempo con l'età.
Ti ricordi di un professore, di un maestro, di qualcuno che ti abbia detto qualcosa di simile?
Io no, e mi piacerebbe che a Termoli qualcuno si smuovesse, almeno con un passaparola divulgando le idee di qualcuno, ma come al solito l'unica cosa che circola sono le chiacchiere, inutili, sterili, stupide chiacchiere.
Ciò mi pone su un gradino più alto? ma io non voglio essere su un gradino più alto, perchè così rischio di odiare quella società, alienandomi... quando vorrei che si svegliasse.
Inutile dire ce sono solo desideri.

Unknown ha detto...

Dammi retta, abbandona ogni attaccamento alle tue radici termolesi e destina la tua volitività altrove, magari all'estero, perché in Italia e soprattutto nel Centro-Sud non c'è proprio speranza di lavorare per il bene collettivo, né per il progresso scientifico, né per la salvaguardia dei beni culturali.
A consigliartelo è un tuo conoscente che vive in un posto dove sta giusto per essere edificata una Turbogas della Sorgenia, dove ci si ostina a puntare sul turismo senza la minima serietà, dove il pronto soccorso ospedaliero è mortalmente inefficiente da un decennio, e via dicendo.
Questa rabbia che adesso provi utilizzala per emanciparti dalle tue radici, da quella cultura che appartiene un po' anche al TUO modo di essere e di vivere (in altri ambiti della vita, lo so perché ci conosciamo e tu stesso in passato hai seminato questo tipo di rabbia in me e sicuramente anche in altri). Il naturalista museologo credo che potrai farlo benissimo lontano da Termoli, in luoghi dove le tue conoscenze ed idee in materia hanno possibilità di venire messe a frutto.

Vincenzo Petrucci ha detto...

Purtroppo o ti alieni ed odi tutti oppure impari a conviverci e ad andare avanti per la tua strada, cercando, per quanto possibile, di essere noncurante verso tutto ciò.
Poi parlando di professori cosa vuoi aspettarti da quelli di Termoli, giusto l'altro giorno uno che si spaccia per tale mi ha rifatto la fiancata della macchina mentre era parcheggiata (facendo retromarcia) ed è scappato come un ladro.
Cosa cazzo vuoi che insegnino ai ragazzi persone così, poi si lamentano se i ragazzi escono idioti e mettono le mani sul culo alle professoresse.
Mha, che dirti, io il mio disgusto lo reprimo ogni giorno, il consiglio che posso darti è di fare lo stesso.

nicola ha detto...

Ritroso, ci sono delle leggi che salvaguardano l'ambiente e:
- stabiliscono l'obbligatorietà di una valutazione di impatto ambientale,
nel caso della turbogas ci sono vari aspetti di turbazione ambientale, aria, territorio, acque e non solo che rischiano...
- stabiliscono referendum locali

se c'è un minimo di serietà e se qualcuno avverte la magistratura non si fa una seconda termoli.

Enzo, io come ho già detto voglio provare almeno un pò ad inculcare, anche con la forza, un pò di serietà nei termolesi, non nelle istituzioni.
perchè presi uno per uno possono anche capire, è la massa che li frega...

il fatto è che sarebbe il caso di girare per le scuole, teoricamente io potrei come stage per insegnamento, se mi mettessi daccordo con la massimo potrrei che sò... insegnare paleontologia ed intanto "inquinare" le povere menti degli alunni.
non sarebbe una cattiva idea, ed in più ci guadagnerei anche crediti!

Unknown ha detto...

Sull'impatto ambientale delle centrali Turbogas però ci sono anche pareri di discreta sostenibilità, una ad esempio proviene dall'autorevole Mario Tozzi (sto leggendo il suo libro "L'Italia a secco"), altre le ho trovate in internet, e un parere diretto l'ho avuto recentemente da uno studente di ingegneria dell'ambiente e del territorio (lo studentello però sembrava poco ferrato riguardo agli effetti sul microclima zonale, che invece Tozzi non trascura di segnalare).
Inoltre nella mia regione l'ok alla Turbogas viene nientemeno che da un difensore (o EX-difensore?) dei cittadini come Piero Marrazzo, neo-governatore ed evidentemente convinto da esperti (...o da affaristi?).
Qui comunque una parte dei cittadini si è mobilitata ed è agguerritissima, ma purtroppo è un'esigua minoranza; il resto della popolazione è come la massa degli italiani, cioè pronta ad indignarsi soltanto al bar e davanti alla tv.

nicola ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
nicola ha detto...

Ehm, io diffido fortemente degli ingegneri ambientali, non per cattiveria o per competizione, ma perchè di ambientale il loro corso di laurea ha ben poco, il fatto è che poi LORO vengono tenuti in considerazione mentre Noi naturalisti che badiamo anche al lombrico che è sotto terra(perchè l'abbiamo studiato sia nel suo habitat che in quanto ad anatomia)che studiamo valutazione di impatto ambientale, le bioturbazioni e i vari tipi di popolazioni animali in ecologia, che studiamo la geobotanica, insomma che ci facciamo un culo così... non esistiamo.
Tempo fa parlai con un ragazzo di ingegneria ambientale, a parte l'arroganza dell'ingegnere, non mi sembrò una questione puramente soggettuale, mi espose il suo corso di laurea, facendomi notare le spaventose lacune che avrebbe dovuto, ma che sicuramente non avrebbe mai colmato.
Tanto che conclusi la discussione con la frase "scusa tanto, ma di ambientale nella tua laurea, cosa c'è?"
questi sono gli ingegneri voluti dai costruttori per cementificare l'italia!
un pò come i bioingegneri che fanno solo un sacco di matematica e quant'altro e non sanno nemmeno cos'è un ciclo di Krebs...
insomma mai quanto ora sarebbe il caso di dire e ribadire ad ogniuno il suo compito.
ad ogni modo hai ragione nel dire che sono tutti capaci di indignarsi
solo di fronte alla tv, ma per l'esito del grande fratello o delle eliminazioni nei programmi della de filippi.
che sia questa la fuga di cervelli?
o ne è l'assenza?...

p.s. ti consiglio un bel libro di tozzi: gaia, viaggio nel cuore d'italia, a me è piaciuto moltissimo, tanto che appena posso mi organizzo per visitare alcuni dei luoghi in cui è stato.

Unknown ha detto...

Ti aggiungo un dato che può esserti utile per le scelte di vita in relazione a quanto detto fin qui: si tratta degli ascolti (Auditel) di "Gaia il pianeta che vive", ripreso proprio ieri e in calo inesorabile da ormai qualche anno, esattamente in linea col calo di popolarità che sta interessando ogni tema legato ad ambiente e natura a meno che non si leghi direttamente al profitto & sviluppo economico oppure a tematiche rilassanti e rassicuranti, insomma l'opposto di Tozzi che purtroppo, con il suo programma un po' ansiogeno e apocalittico viene etichettato sempre più come un terrorista, al pari di tutti gli ambientalisti. L'Italia, almeno per il presente e per il prossimo futuro, non ha speranze, perché non è soltanto immobile ma addirittura prevenuta e diffidente; ecco perché l'educazione ambientale non serve, l'educazione e l'istruzione possono sradicare l'immobilismo ma non la diffidenza che riesce a screditare persino le cognizioni scientifiche.

Anonimo ha detto...

che la televisione si sia totalmente "imbastardita", purtroppo lo sappiamo tutti, siamo l'unico paese occidentale che anzichè dare le notizie nei telegiornali parla d'altro, cerca i tormentoni mediatici, propone fessereie come oro colato... e gli italiani? abboccano come idioti, quali sono...
non mi stupisce, ma non credo che canellerano il programma troppo presto, dopotutto quando si parlò di chiudere quark, l'intera comunità scientifica insorse, anche in questo caso, spero ci possa essere una tale reazione.

sezione-9

Anonimo ha detto...

se gli italiani sono diffidenti o peggio prevenuti lo si deve anche ad un piccolo stato all'interno di roma che pretende di controllarne un'altro, quando non ne avrebbe minimamente il diritto.
eppure accade, la scienza è demonizzata, è materialista, vuole cose contro natura(per quanto questa gente non sia in grado di capire cosa sia la natura e come agisca), che ci vuoi fare... la situazione è questa, chi manipola le menti ne ha il controllo.
meno male che una piccla cerchia di persone con il cervello continua a sopravvivere.

Unknown ha detto...

Ma infatti neanch'io credo che il programma verrà chiuso, semmai potrà venir ridotto alle sue rubriche tipo "Gaia files" collocate in orari di minore ascolto, il problema però rimane ovunque venga dirottato perché consiste nel fatto che quelle cose vengono viste sempre da meno persone e interessano sempre meno persone, a meno che - ma dubito molto che sia così - il pubblico perduto scelga di non guardarlo perché si è già istruito o documentato su quegli argomenti. E se l'opinione pubblica diviene maleinformata o disinteressata, scienziati e ambientalisti avranno meno voce in ambito istituzionale, meno finanziamenti per le ricerche ecc., insomma non riusciranno a fare nulla d'importante; non a caso, i tentativi di arginare la cosiddetta "fuga di cervelli", com'è stato documentato ad esempio da "Report" sempre su Raitre l'anno scorso, stanno fallendo miseramente, perché gli scienziati invitati da ministri e decreti politici provano a tornare ma poi si scontrano con burocrazia e con muri di clientelismo avverso, cosicché entro breve vanno via nuovamente dall'Italia.

nicola ha detto...

ad essere pessimisti ci vuole poco... ad essere ottimisti, tanta pazienza.
io come sempre mi faccio venire un'ulcera per i nervi, ma spero che qualcosa, seppur utopicamente possa cambiare, il fatto che ormai l'italiano medio sia bombardato da una tv spazzatura in maniera pressochè costante fa sì, per forza, che ne divenga assuefatto, a scapito di qualcosa di sicuramente più serio ed intelligente.
il dramma non è solo quello della fuga dei cervelli, ma è quello, tristissimo, di una classe dirigente al limite della deconposizione che non si schioda dai propri ruoli lasciando spazio ai giovani.
anche nelle università dove l'80% dei docenti e dei ricercatori è già in età da pensione... gli altri sono buoni per il becchino, ma si ostinano a restare lì... togliendo il posto ai giovani.
in queste condizioni, come si può pretendere che un ricercatore trovi un posto devente se non ce ne sono?

nicola ha detto...

il motivo per cui la tv è così "generalista", anche se io la definirei stomachevole, è che con la concorrenza bisogna cercare di accontentarne di più... con quello che si può.
quasi dieci anni fa, facciamo 15, su rai uno nel primo pomeriggio c'era quark, oggi c'è cocuzza con quello schifo di programma.
cos'è cambiato?
comunque rai tre qualcosa la trasmette sempre, da tg leonardo ad ambiente italia, un pò di cultura c'è, anche legata all'ambiente ed al territorio, sono gli orari ad essere spesso infausti, logiche di mercato... questo è il male dell'umanità

Unknown ha detto...

In verità io intravedo nei giovani "cervelli" (e aspiranti ricercatori) un'arroganza ancora maggiore dei loro dirigenti & colleghi anziani, anzi spesso in loro la vedo accompagnata da uno smaliziato sprezzo della correttezza e del senso civico, quindi dubito molto che la situazione migliorerà quando i cosidetti "baroni" della politica e della ricerca universitaria saranno estinti.
Per questo motivo, anche la tv è spazzatura non per i programmi che propone bensì per il materiale umano cui si trova ad attingere: "La vita in diretta" sarebbe un buon programma se lo star-system italiano non pullulasse di gente ignorante e ipocrita, "Amici di Maria De Filippi" sarebbe un ottimo talent-show se i ragazzi d'oggi non fossero talmente fragili e diffidenti da trasformare ogni stage in un teatrino di pianti e polemiche; guardacaso, nell'autunno scorso c'è stato "La pupa e il secchione", dove i protagonisti maschili erano generalmente più maturi rispetto alla media dei loro coetanei e hanno offerto contenuti di buon livello nei momenti in cui non dovevano rapportarsi con le ragazze.

nicola ha detto...

bè, si... eccetto quando non dovevano seguire le indicazioni degli autori, in quel caso si raschiava davvero il fondo del barile della decenza.
infondo se le nuove generazioni sono così inutili il merito o la colpa è da attribuirsi proprio alla tv spazzatura-dipendenza degli ultimi 15 anni...

nicola ha detto...

Ti dirò, frequentando l'ambiente universitario di persone ne vedo di tutti i colori, da quelli che come me credono fortemente in alcuni valori a scapito di altri, a quelli più spocchiosi, però preparati.
Il modo di rapportarsi varia da individo ad individuo, non credo si possa generalizzare anche perchè pessime persone producono pessimi studenti che raramente divengono pessimi ricercatori.

Anonimo ha detto...

accidenti!!!!!!!ma quante chiacchiere cari termolesi!Non si può parlare di"risveglio di una conscienza culturale" da parte della popolazione....se poi i primi ke non si muovono CONCRETAMENTE a favore dell'INFORMAZIONE siamo noi!!!perchè uso il noi?ah!mi ci metto di mezzo pure io(Alessia..piacere)perchè ankio ho voglia di+attività,+aria artistica,+mentalità aperta,+ sana concorrenza turistica,+valorizzazione della nostra cultura...ma invece di additare gli altri...guardiamo noi stessi!cosa faccio io xkè questo sia possibile?cosa è in mio potere?quali idee possono migliorare la mia città??E sopratutto...imitiamo i grandi della nostra termoli!come Cannarsa ke ha dedicato la vita a trasmettere conoscenze,detti,saggezza popolare...come ki sta dietro alla schiaffett(non so se l'ho scritto bene)ke coinvolge i giovani in questo!
Insomma...dobbiamo ESSERE il mondo in cui vogliamo vivere:)

nicola ha detto...

è un pò tardi per scrivere su questo post perchè ormai sorpassatissimo, ma ti rispondo comunque...
innanzitutto benvenuta Alessia e grazie per avermi letto.
quanto al fare qualcosa, critca giusta, bè proprio con le mani in mano non me ne sto, nonostante studio a Ferrara e torno a Termoli 30-40 giorni l'anno(al massimo)
ho messo su un'associazione di modellismo, che promuove mostre, quindi eventi che attirano genete, come da un paio d'anni facciamo e come faremo anche quest'estate.
Rimanendo in tema, stiamo organizzando una mostra permanente che riguardi la storia della città e della regione, in modo da dare almeno qualcosa da vedere a chi visita il castello svevo.
è poco, ma siamo 5 persone in tutto e questo è il nostro campo, per il resto la campagna di sensibilizzazione dei termo-lesi và avanti.
ma con risultati scarsi, erchè mi sento dire sempre più spesso "ma che me ne frega a me?".
un pò disarmante, non credi?