Temo che uno tra i temi socialmente più importanti per la società sia quello che io ritengo decisamente il più banale.
Sull'evento della creazione si basa un corollario di culti ovviamente originatisi da quello ebraico, citato nel genesi e poi raccolto nella bibbia, il fatto è che nessuno con almeno un pò di sale in zucca prenderebbe per scientifico ciò che è riportato in un libro scritto male, pieno di errori, anche grammaticali, sintattici e soprattutto contraddizioni.
Eccetto la chiesa che si eleva (su qeste basi)ad unico ed ultimo eco della ragione, a dir loro, contro un mondo che non la vuole usare più, la ripudia ed abusa della scienza come il peggior male possibile, oltre al materialismo che la pervade.
Ora, da ateo militante ammetto di provare un certo risentimento verso una chiusura mentale di tale livello ma preferisco trattenermi, il cristianesimo non è stato assolutamente il motore della ragione e della filosofia del mondo, solo un freno che ne ha blccato lo sviluppo civile e morale(per dirla alla Oddifreddi).
Per queste ragioni convengo con chi sostiene l'anticlericalismo perchè è l'unica difesa nei confronti della laicità di uno stato, non un attacco ad una chiesa che per quanto mi riguarda ha fatto il suo tempo.
C'è chi sostiene che si cerchi ad ogni costo di promuovere il nuovo culto laico, l'ateismo... il materialismo, ebbene queste simpatiche "immense menti ristrette" non hanno capito assolutamente nulla, l'essere atei si basa semplicemente su una questione fondamentale, il buon senso.
Poichè quest'ultimo è l'unico che ci costringe a cercare risposte ponendoci domande, al contrario di quello che la stessa chiesa professa, avere una risposta per ogni domanda mai posta!
E veniamo alla parte tecnica:
in ambito creazionistico si critica l'evoluzione in quanto semplice teoria, bè l'evoluzione non è una semplice teoria, ma un fatto e siamo di fronte a due cose ben diverse...
l'evoluzione è un dato di fatto, ormai l'uso smodato della parola teoria è stato più che chiarito, dato he è un tema ricorrente da parte creazionista, in ambito scientifico, teoria e fatto sono due cose ben distinte, i fatti sono dati del mondo ed in quanto tali non si dissolvono quando gli scienziati dibattono le teorie, strutture concettuali atte a spiegarli.
e questa è una precisazione fondamentale da fare, come ho già detto, l'evoluzione è un fatto, come l'evoluzione avviene, invece, è una teoria.
In primis c'è quella di Sir Charles Robert Darwin espressa in The origin of the species by means of natural selection,un testo di tutto rispetto, ma pur sempre pubblicato nel 1859... non so se mi spiego.
Ad oggi la teoria evoluzionistica non è stata semplicemente rivisitata, ma si è arricchita di talmente tanti ambiti di studio che vanno oltre la semplice zoologia,o la paleontologia(che Darwin non prese nemmeno troppo in considerazione basandosi solo su forme a lui contemporanee), oggi ci si avvale di biologia evoutiva, istologia, embriologia ed anatomia comparate, ecologia, eccetera.
badate bene che tutti i fattori ambientali, geografici, comportamentali, climatici sono il frutto di selezione dei geni che poi verranno trasmessi ad una generazione successiva, e questi in seguito subiranno un'ulteriore selezione, stiamo parlando di tempi geologici, non di 3 o 4 generazioni, quindi ragioniamo nell'ordine di 2-3 milioni di anni alla volta!
I FOSSILI
Non sempre i fossili si conservano... che novita, eh?
e invece i fossili stessi sono un'eccezione alla regola! in ambiente marino più precisamente bentonico, la sedimentazione di fossili e la loro conservazione è davvero buona, non impeccabile, ma ci consente di avere rocce sedimentarie calcaree costituite da fossili come coralli, ammoniti, brachiopodi... e chi ne ha più ne metta, al contrario però l'ambiente continentale è ostile alla conservazione di ossa formate da carbonato di calcio! il calore del sole le distrugge, l'acqua le gonfia e le deforma, l'umidità ed il calore favoriscoo il deterioamento mediante processi chimici, le pressioni geologiche, anche apparentemente lievi, in realtà enormi per materiali fragilissimi come i fossili le distruggono.
Ed infine l'ossigeno, il peggior nemico della conservazione di tutte le molecole organiche, non è un caso che si mettano i cibi stotovuoto!
Insomma quel che ci arriva è l'1%, forse anche meno di quello che ci potrebbe arrivare e talvolta conosciamo una specie da un solo reperto o addirittura da pochi frammenti riconducibili a questo.
Ma secondo i creazionisti dovremmo, se l'evoluzione fosse una realtà, essere ripoperti dalla quantità abnorme di fossili... insomma non se ne esce da questa quantità abnorme di stupidaggini atta a screditare ciò che si è capito con la ricerca.
Non sapremo MAI nulla di una infinità di specie proprio perchè le loro condizioni di morte non ci hanno fornito alcun fossile...
più si va indietro nel tempo più questo fattore aumenta vertiginosamente, la geologia è poco clemente verso i reperti, frammentandoli e talvolta distruggendoli...
però, osservando l'attuale varietà delle forme di vita è ovvio concludere che la situazione fosse altrettanto varia in passato.
L'EVO-DEVO (evolutionary developing biology, biologia dello sviluppo evolutivo)
innanzitutto questa disciplina biologica afferma che
-i geni che controllano lo sviluppo embrionale hanno un ruolo chiave nell'evoluzione
-le mutazioni di tali geni(come ho già scritto)possono rapidamente generare novità fenotipiche
-tra queste novità fenotipiche alcune hanno la possibilità di adattamento evolutivo(le altre sono falciate dalla selezione naturale)
il problema è che si perde di vista l'evoluzione come fattore comune con cause esterne al fenotipo concentrandosi solo sul genotipo(fenotipo-espressione dei geni, genotipo-codice genetico dell'individuo)
ovvero le forze che producono variazioni nel codice genetico dell'individuo, dato che un codice genetico è ridondante(turnover genomico)n composizione ed organizzazione, questo a causa di movimenti di frammenti di dna in altre aree del filamento, così avendo trasposizione, conversione genica, crossingover ed infine, in qualche modo il convertire in mutazione, ovvero di rispondere a stimoli ambientali, il genoma.
(è in atto uno studio che cerca di dimostrare se e come l'ambiente esterno è in grado di pilotare in qualche modo le mutazioni)
Da questa branca della biologia è emerso un dato fondamentale, ovvero che tutti gli organismi conservano a livello evolutivo i geni che determinano le strutture e le proprietà funzionali ritenute evolutivamente indipendenti, mi spiego meglio con degli esempi quali la segmentazione di artropodi che si ritrova in qualche modo anche nei cordati (codice Hox), o la formazione di arti ed appendici come in vertebrati ed artropodi.
Osserviamo quindi che vi è un alto grado di conservazione di porzioni di genoma e quindi che le risposte evolutive sono da cercare nei meccanismi che regolano l’espressione dei geni e non solo la composizione genica .
Quel che deve far riflettere quindi è la somiglianza di intere famiglie geniche e l’espressione di esse in determinati momenti dell’accrescimento in stadio embrionale o adulto, cioè la gran parte della vita animale impiega la stessa serie basica di geni per produrre organismi molto differenti
Tra loro! E scusate se è poco…
Bene, detto questo analizziamo il resto del genoma, ovvero quello che fino a poco fa era chiamato dna spazzatura…Nel genoma umano, visto che la cosa ci interessa, circa l’1,5% è DNA genico, il restante 98% il Dna ha scopi sconosciuti ed oggi viene definito regolativo, che ha la natura di DNA ripetitivo.
Quel che preme comprendere ora, è come si attuano i riarrangiamenti nel corso dell’evoluzione, forse mediante un meccanismo di equilibri punteggiali come ha suggerito Stephen J. Gould?
O forse in una maniera del tutto graduale, personalmente credo che l’evoluzione contempli entrambe le ipotesi, dato il mutare continuo dell’habitat in cui certe forme i trovano a vivere.
E’ probabile che questo DNA ripetitivo abbia lo scopo di pezzo di ricambio nel caso in cui si debba modificare un gene per un determinato fenotipo adatto ad un ambiente preciso, le sequenze di DNA ripetitivo potranno sicuramente spiegarci come si collegano gli elementi intranucleari ed extranucleari nella cellula.
Ora parliamo di ecologia e di paleoecologia, innanzitutto ogni organismo occupa una nicchia ecologica precisa, ovvero ha un preciso modo di vita nel nutrirsi e riprodursi, difficilmente due specie occupano una precisa nicchia ecologica, a meno che il nutrimento non sia così abbondante da sostenere entrambe le popolazioni, ma si sa che condizioni altamente favorevoli comportano anche un maggiore accrescimento di popolazione, su entrambi i fronti, sfociando rapidamente in una situazione di carenza di nutrimento per tutti… A quel punto ci sarà una competizione interspecifica che tenderà a selezionare la specie più adatta condannando ad un bivio quella perdente: estinzione o evoluzione quale movimento verso una nuova nicchia ecologica libera.
Lo stesso discorso è rapportabile se la carenza di nutrimento non è in grado di sostentare un’ unica popolazione specifica, portando dunque in competizione interspecifica che avrà un significato di selezione dei geni degli organismi più forti e più adatti, i quali verranno espressi a seconda dell’apporto generazionale di un individuo(fitness) ai suoi discendenti.
Ora analizziamo le nicchie ecologiche, sappiamo che queste sono fortemente dinamiche e non statiche, perché? Per una ragione semplicissima, la terra stessa è un sistema dinamico, cambia la geologia e la geografia di un territorio, ne muta il clima e quindi seleziona o sposta specie e quindi se non ci fosse stata evoluzione, in caso di alta specializzazione di specie, si sarebbe arrivati solo ed esclusivamente all’estinzione, se questi cambiamenti sono repentini, poi, l’esinzione è di massa!
Ne contiamo ben 5, ma suddividiamo le ere geologiche a causa di una profonda mutazione climatica e faunistica nelle stratificazioni.
Il meccanismo di speciazione è estremamente complesso, per questo ci sono evoluzioni di classe a(darwinismo classico)e classe b, più veloce ed apparentemente incomprensibile, mai senito parlare di collo di bottiglia?
una piccola popolazione di una determinata specie, se isolata è costretta a generare mutanti, finchè non si arriverà ad una nuova specie, ciò è stato visto, dimostrato ed è tutt'ora tangibile.
PANSPERMIA
La questione riguardante la panspermia è abbastanza seria, può essere un'ipotesi, noi sappiamo o supponiamo dai fossili che la vita sia comparsa intorno al miliardo e mezzo di anni, lo sappiamo grazie ai red beds, cosa sono? sono letti di ossido di ferro, ovviamente comparsi grazie alla liberazione dell'ossigeno da parte di cellule che praticavano la fotosintesi e che separavano carbonio da ossigeno.
Ci tengo a precisare che dagli esperimenti non è scaturito che il dna è stato creato dal "brodo primordiale" bensì si è visto, riprducendo le condizioni più simili possibile, che quello che era osservabile era una serie di amminoacidi, le basi per creare poi le proteine, da una catena proteica, poi si può benissimo essere sviluppata una membrana cellulare, solo in seguito è nato il dna o la sua forma primordiale, forse con solo 2 basi azotate, oppure con 8 , 6, o direttamente 4... non si può scoprire dai fossili, purtroppo.
sta di fatto che sono tutti elementi già presenti in natura che devono essere combinati, e di tempo ne hanno avuto.
Che poi questo sia avvenuto sulla terra o su un'altro pianeta e la vita unicellulare sia arrvata così fino alla terra è un'altro discorso... ovvero proprio la panspermia.
DIO?
Se si parte dal presupposto dell’esistenza di un dio, dovuto al perpetuarsi dell’ideologia religiosa di una cultura, non si arriverà mai ad una spiegazione obiettiva, perché si cercherà sempre di dimostrare qualcosa in base all’esistenza “innegabile” di quel dio stesso, così è stato in passato e così continua ad avvenire tutt’oggi, avere fede significa, credere e basta, senza porsi domande, “è così e ci devo credere!”. la fede tende, mediante il suo deus ex machina a risolverci tutti i nostri problemi, questo a causa di una scarsa conoscenza di base, tipica del passato. In maniera totalmente differente agisce e deve agire la scienza, che, non deve fornire certezze, ma domande.
Porsi un quesito in termini scientifici, invece, significa seguire una serie di ragionamenti logici e rivedere tutte quelle convinzioni relegate ad un passato di conoscenze di base molto scarne per confutarle e tentare di capire ciò che ci circonda.
INTELLIGENT DESIGN, disegno intelligente... sì ma scarsamente!
Recentemente è arrivato dall’america un nuovo tentativo volto a screditare l’evoluzionismo: l’intelligent design. C’è chi vede nell’evoluzione un attacco alla cultura umana, ed alla sua dignità, al suo mondo di valori, e soprattutto alle religioni, è per queste ragioni che alcuni scienziati o presunti tali, hanno cominciato a sostenere teorie atte a dimostrare “l’errore di Darwin”. Ritengo il problema abbastanza serio, durante lo scorso agosto ho passato un’intera nottata sintonizzato sulla CNN seguendo un dibattito che mi ha davvero scosso, non certo per le teorie per nulla dimostrabili presentate come dati di fatto da sedicenti studiosi e da uomini di chiesa, ma per il frastuono che è nato attorno a ciò. L’intelligent design (ovviamente appoggiato dal presidente Bush) sostiene la creazione ad opera di un programmatore ignoto basandosi sia su una lettura più ortodossa dei testi sacri, sia sulla non matematicità delle logiche dell’evoluzione, a differenza della fisica e della chimica. L’evoluzione, non è una semplice teoria, bensì un dato di fatto, non è una convenzione, ma qualcosa di ampiamente dimostrabile, basta osservare la natura. L’istologia, la biologia evolutiva, la paleontologia, la biologia cellulare, l’embriologia ci dimostrano ciò, quello che ipotizziamo e come ciò avvenga. Qui subentra il buon vecchio Charles che a metà ‘800 pubblica the “origin of the species” sommando mutazioni casuali del patrimonio genetico alla selezione naturale, niente di più logico… mi spiego meglio: il dna o acido desossiribonucleico è composto da 4 basi azotate che si accoppiano 2 a 2 in maniere ben definite, (Watson & Crick), queste sequenze poste su due emieliche complementari formano un nucleotide, più nucleotidi formano una informazione, un gene, (Mendel). Ogni organismo ha un suo codice genetico, una sorta di progetto di costruzione dell’organismo stesso, talvolta, causa duplicazione errata o patologie, avvengono nei geni delle mutazioni, degli errori di copiatura, accentuati dal fattore riproduttivo sessuato che mescola metà dei geni dell’organismo padre con quelli della madre, qualora non avvenga una riproduzione asessuata o partenogenesi. Cosa accade? Talvolta l’organismo potrà avere dei seri problemi a causa di questa sua diversità fisica dovuta alla mutazione, altre volte, un corpo più lungo, grande o anche più piccolo o una vista differente e così via, saranno favorevoli alla sua esistenza, fornendo un vantaggio enorme per la sua sopravvivenza rispetto a delle condizioni che, altrimenti, risulterebbero proibitive per i suoi simili. Questo si tradurrà in una maggiore “fitness”ovvero potenzialità riproduttiva e alla diffusione del gene mutato che da regressivo avrà la possibilità di diventare dominante ed in seguito tipico del genoma di quell’organismo.Ripetete questo fattore per milioni e milioni di anni, immaginate i mutamenti climatici che sono avvenuti in tutta la storia del nostro pianeta ed alla relativa selezione naturale, pensate a quanti tentativi non si sono rivelati vincenti e a quanti altri, invece, è andata “di lusso” per via di un adattamento evolutivo, ed avrete un quadro abbastanza completo dell’evoluzione con la spiegazione di una buona parte delle forme di vita che ci circondano. Perché buona parte, perché in altri casi il meccanismo è leggermente se non totalmente più complesso, si parla di evoluzioni di classe B o C, in cui le condizioni ambientali sono nettamente differenti e spingono ad evoluzioni più repentine ed estreme, alcune di esse ancora in fase di studio. Tornando al creazionismo i due fautori dell’intelligent design sono: Michael Behe, biochimico della Lehigh University, che sostiene la irriducibile complessità delle strutture cellulari, ovvero la perdita di funzionalità qualora si rimuovesse un elemento, anche il più insignificante. Il tutto si tradurrebbe in una complessità troppo elaborata per essere opera della semplice evoluzione, ma le argomentazioni di Behe sono entrate immediatamente in crisi, chi ci dice che tutte le strutture cellulari oggi vitali agli inizi non fossero solo accessorie?o addirittura che avessero tutt’altra funzione, prima di divenire quello che sono oggi? Abbiamo prove su prove di questi meccanismi, basti pensare all’origine dei mitocondri. Il secondo neocreazionista è William A. Dembski, Matematico e filosofo, ma soprattutto teologo, egli sostiene che un oggetto complesso deve essere il risultato dell’intelligenza, se non prodotto dal caso, quindi l’estrema complessità specifica non può essere prodotta dal caso. Le tesi di Dembski sono subito state accolte a mani aperte dai ceazionisti, ma si sono rivelate totalmente fuori luogo perché gli organismi non combaciano con nessun disegno prestabilito, ma se una determinata struttura fisica come un arto o un occhio possono aumentare la possibilità di avere discendenti e perpetuare la vita, allora l’evoluzione porterà a queste strutture complesse… se si prende in esame la coevoluzione, ovvero l’evoluzione di una o più specie in funzione di altre ci si rende conto di quanto sia errata la visione di dembski.
Tutto ciò ha portato Behe e Dembski a ritrattare e a fare un netto passo indietro, proprio perché non hanno spiegato nulla, anzi… nonostante tutto ciò negli stati uniti l’I.D. dilaga e se ne prevede l’arrivo anche qui in Italia che non molto tempo fa ha cercato di abolire l’insegnamento delle teorie Darwiniste nelle scuole.
I sostenitori del creazionismo spesso sono restii a manifestare le loro differenze di opinione, ingigantendo quelle che avvengono tra i biologi evoluzionisti, quindi è difficile vedere l’I.D. come un movimento coerente, più che altro come una semplice e grossa polemica. Quello che allarma i biologi è l’arrivo di questa spazzatura scientifica, non l’attacco al loro materialismo ateistico, sta di fatto che più dell’80% della popolazione americana crede nella creazione dell’uomo da parte di Dio e quando mesi fa una serie di sostenitori del disegno intelligente si sono presentati al consiglio scolastico dello stato del Kansas c’è stato da chiedersi se c’entrasse qualcosa la coerenza scientifica o solamente la semplice fede che è stata la fautrice di tutto questo movimento.
Come si vede per l’intelligent design questo atteggiamento contrario all’evoluzione sembra procedere senza disporre di un disegno intelligente.
E con questo al momento chiudo perchè mi sono dilungato abbastanza...
alla prossima, Nicola