domenica 15 giugno 2008

Parco naturale del Mont Avic, escursione 11-14 giugno

Istituito nel 1989, il Parco naturale del Mont Avic si estende per 5747 ettari, a causa del suo isolamento e dalla sua orografia impervia si è conservato pressochè intatto senza essere particolarmente stato intaccato dall'uomo.
il versante Champdepraz presenta pareti rocciose particolarmente verticali ricoperte da foreste di latifoglie e conifere, il versante sud, quello di Champocher, invece ha un'orografia decisamente più dolce, che presenta praterie d'alta quota.
In quest'area la fauna è tipica degli ambienti alpini, si possono osservare marmotte, stambecchi e camosci, quanto all'avifauna sordoni, aquile reali e gipeti.
Dal punto di vista botanico è possibile osservare foreste di faggi, pini silvestri e pini uncinati, larici e soprattutto moltissime piante a portamento erbaceo che fanno del parco un paradiso per i botanici.
Interessante è anche l'idrografia del territorio, con numerosissimi laghi, a volte interrati divenuti torbiere, in altri casi ancora ghiacciati in alta quota, ed ancora fiumi e numerosissimi torrenti derivanti dalle acque di fusione della neve di alta quota.
Altro aspetto che fa del parco un'appetibile meta per i naturalisti è la geologia del territorio, composto esclusivamente da Ofioliti (rocce che componevano il fondale marino)quindi basalti che hanno subito metamorfosi a causa delle forti pressioni e temperature generate dall'innalzamento delle alpi dovuto alla collisione tra placca europea e placca asiatica.
Queste rocce scistose, generalmente serpentini gabbri e pteridotiti,sono percorse da filoni calcarei di calcescisti bianchissimi.
Gli effetti del modellamento glaciale sono estremamente evidenti, dalle morene ai numerosi massi erratici ai circhi glaciali.
Nel complesso un ambiente estremamente interessante.




























lunedì 14 aprile 2008

dicono di lui:

nel giorno della disfatta o peggio dell'ennesima prova che gli italiani sono burattini nelle mani degli interessi forti inserisco un documentario che penso sia necessario vedere, si tratta di un programma televisivo americano che spiega la figura dell'uomo più ricco e potente d'italia

naturalmente programmi simili in italia sono impensabili, un ottimo sistema per scongiurare il rischio che gli italiani pensino con la propria testa che che lo caccino a calci nel fondoschiena

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venerdì 7 marzo 2008

il ponte più bello...


L'EX ASSESSORE VITALE (FI): "VALORIZZARE IL PONTE SUL SINARCA"
Termoli. Valorizzare l'area del Sinarca. L'invito è rivolto all'amministarzione comunale dall'ex assessore ai lavori pubblici Nicola Vitale (Fi) che in una lunga nota scrive: «Il senso civico di un’amministrazione, al di là o meno del colore politico, si misura non solo per le capacità di saper gestire con serietà e consapevolezza il bene comune, ma anche nel saper individuare quella parte della memoria storica da non dimenticare. (...) Oggi si tende a valorizzare quegli elementi caratterizzanti un dato periodo storico che meglio si sono conservati nel tempo, sia essi manufatti sia essi momenti di vita sociale, politica e culturale». L'ex assessore spiega che è necessario proseguire sulla via della valorizzazione del patrimonio del quale a suo avviso fa parte il vecchio ponte del Sinarca, zona in cui è previsto l'ampliamento dell'attuale dpeuratore. Vitale dice infatti: «Dove si vuole andare a parare con questo ragionamento. Voglio arrivare nei pressi della Torretta sul lungomare nord dove fervono ancora i lavori di sistemazione, e tra rotonde e gimkane che si costruiscono e viadotti da demolire qualcosa c’è da salvare, sì c’è ancora qualcosa è “Il ponte sul Sinarca”, costruito dalla Cassa per il Mezzogiorno nel 1956 una delle opere strategiche di questa città, che se pur vecchio, bistrattato e mutilato nelle sue parti è ancora lì a svolgere la sua funzione, dove una lapide scolpita ne ricorda la nascita ma non la morte. I termolesi, quelli della termolesità, chissà quante volte lo hanno percorso negli anni 50 /60 e oltre, era uno dei segni del progresso, della civiltà, il ponte in cemento armato e non in muratura, segno che doveva durare ancor più nel tempo. Esso non contrasta con l’ambiente circostante come i super ponti costruiti dagli anni 70 in poi, ha resistito persino all’alluvione del 2003, Lui è là, non è ancora del tutto in pensione e seppur malato continua a svolgere il suo ruolo, magari aspetta qualcuno che si accorge di Lui, sì, perché egli può ancora dare tanto, non alle auto che sfrecciano veloci alle sue spalle, ma a tutte quelle persone che ci vogliono passeggiare, correre sopra. Rivalutarlo con un progetto che valorizzi quel tratto di costa, magari ricollegandolo con un percorso naturalistico al suo amato SIinarca che non vede più da tanti anni. Ecco forse il saggio e vecchio ponte ci dà l’idea per un progetto di più ampio respiro, magari strategico per la città di Termoli che valorizzi quel tratto di costa e la valle del Sinarca ancora libera da cementificazioni selvagge, il torrente Sinarca, con l’acqua se pur poca non ancora né rossa né color mattone nonostante il vecchio mattatoio e la case vicine».
fonte:www.primonumero.it

Come si può valorizzare una schifezza?
un ponte che è pura bruttezza, costruito a ridosso della torretta sul sinarca, un simbolo di Termoli, divenuto ristorante.
Ma cosa ci si può mai aspettare da una mentalità attenta alle bellezze ambientali e culturali come quella termolese?
Probabilmente l'abbattimento del castello per costruire un megaparcheggio? forse esagero,ma con gli interessi forti che predominano a scapito di noi cittadini che vorremmo godere del territorio e dell'ambiente della nostra regione,c'è da aspettarsi anche questo
infondo Termoli avrà a breve un museo aromatizzato al pesce marcio ed allietato dalle simpatiche urla di venditori ambulanti... un elemento culturale da non sottovalutare!anzi che tutti ci invidieranno, probabilmente anche il Louvre di Parigi
ed il Bitish museum di Londra(che ci deve un san sebastiano della cattedrale)stanno meditando un mercatino rionale al loro interno con diffusione di aromi naturali...
come si può sperare di valorizzare a livello ambientale un'area fortemente inquinata?
la scorsa estate ho osservato e fotografato quintali di rifiuti di vario tipo trasportati dalle onde e dai bagnanti lungo le dune che di trovano lungo il litorale nord... sarebbe bello ma è troppo per noi, non siamo in grado di capire cos'è l'ambiente e lanaturalità di un territorio.
Perchè non valorizzare il piccolo bosco che si trova tra le contrade colle macchiuzzo e San pietro?
Sentieri attrezzati ed eventuali guide oltre a dei vincoli ambientali su tutta l'estensione dell'area boschiva sarebbero un buon inizio, se poi i termolesi fossero istruiti fin da piccoli a rapportarsi all'ambiente sarebbe anche meglio.

mercoledì 20 febbraio 2008

sono schifato


fonte: primonumero.it
20/02/08 - LAVORI AL MERCATO, ESERCENTI INFURIATI: 'VENDIAMO MOLTO MENO'
Termoli. Esercenti del pesce infuriati per le impalcature che hanno ingabbiato i box del mercato di Corso Fratelli Brigida. Gli ambulanti lamentano una riduzione dell'80 per cento delle vendite: «Sono solo due giorni che sono cominciati i lavori di ristrutturazione delle facciate e già la clientela si è ridotta al minimo. Molti hanno paura della caduta dei calcinacci, siamo penalizzati perché diversi clienti non si avvicinano più ai box». I commercianti chiedono che si trovi una soluzione al più presto anche perchè i lavori necessari per realizzare il museo archeologico - che sarà ospitato al secondo piano dell'edificio - andranno avanti per quattro mesi per quanto riguarda le pareti esterne.

Ecco la conferma, solo il secondo piano diverrà museo, al di sotto del quale sarà ancora possibile vendere il pesce.
pongo solo una semplice domanda:
Non vi sembra dannatamente, incredibilmente, assurdamente squallido?

Ma come si può costruire un museo archeologico sopra ad un mercato ittico? è vergognoso, sembrerebbe una barzelletta, una storiella raccontata per prendere in giro la popolazione di una città, ed invece è la triste realtà.
ma dopotutto cosa ci si può aspettare dai termolesi che hanno fatto in modo che lo scavo dal quale proviene la maggioranza dei reperti che verranno esposti sia la PIU' INUTILE PIAZZA/PARCHEGGIO AL MONDO usato solo per tristissimi mercatini.
mi vergogno di essere termolese, perchè ho, seppur minimamente, compreso l'importanza della cultura e non riesco a rimanere impassibile di fronte ad una situzione così vergognosa.

domenica 17 febbraio 2008

sono commosso... parte seconda



Fonte: www.primonumero.it 6/02/08
MUSEO NEL MERCATO DEL SECONDO CORSO, PARTE LA RISTRUTTURAZIONE
Termoli. Lunedì 18 febbraio l'Assessorato ai Lavori Pubblici avvierà i lavori per la risistemazione dell'edificio dell'ex mercato di Piazza S. Timoteo (Corso F.lli Brigida), che sarà ristrutturato per ospitare il nuovo Museo Archeologico di Termoli. Il cantiere, la cui organizzazione è stata concordata con gli operatori del mercato antistante al fine di limitare i disagi, partirà con i lavori di sistemazione delle facciate esterne, che dureranno circa quattro mesi. Dopo la ristrutturazione esterna, si procederà alla riorganizzazione degli spazi interni alla struttura, che sarà trasformata nel nuovo Museo Archeologico, dotato di tutti gli standard di sicurezza e di accessibilità, con il conseguente superamento delle barriere architettoniche. Con l'apertura dei cantieri nella zona, inoltre, sarà introdotto il divieto di sosta con rimozione forzata sul tratto di Via Cairoli interessato ai lavori. La strada sarà sottoposta a divieti, limitazioni o interdizioni temporanee in base alle esigenze operative della ditta esecutrice dei lavori, ad eccezione dei veicoli e dei mezzi di cantiere e di proprietà dei commercianti e ambulanti del mercato di Piazza S. Timoteo.

fonte primonumero.it
18/02/08 - MUSEO ARCHEOLOGICO, AL VIA I LAVORI
Termoli. Sono iniziati questa mattina i lavori di ristrutturazione della facciata dell'edificio dell'ex mercato in piazza San Timoteo dove sorgerà il Museo Archeologico.
L'intera facciata dello stabile è stata avvolta dalle impalcature che, secondo quanto previsto, rimarranno lì per quattro mesi. Poi si procederà alla ristrutturazione interna dell'edificio e alla messa in sicurezza dello stesso.


Goodnews,
finalmente i lavori cominceranno e Termoli avrà un museo, una splendida notizia.
Eppure continuo a chiedermi se sia davvero il luogo più adatto per un museo, lo spazio è davvero poco, un corridoio tanto al piano terra quanto a quello superiore, senza contare quella scalinata laterale che attuamente fa invidia alle discariche campane per come è conciata.
I miei dubbi riguardano soprattutto l'entità dei lavori, mi spiego meglio, dall'articolo si evince che una certa attività legata al commercio ambulante sarà ancora possibile durante la ristrutturazione, non si chiarisce se riferita alla piazza o anche ai locali interni del piano terra.
A questo punto mi chiedo: una volta terminato il museo ci sarà ancora gente che venderà il pesce e la verdura nel piazzale dello stesso?
Immaginate di osservare in una bacheca una Coppa monoansata di argilla della tomba 56 - VI secolo a.C. proveniente dalla necropoli di Termoli :coppa
fonte www.sanniti.info, ed ascoltare fuori dall'edificio:"Signò ste patane sò buonissime, le faccio a 5 euri al chilo!..."
Davvero non c'erano altre alternative come ad esempio l'attrezzare le stanze del castello attualmente covo di muffe e polveri, o anche un palazzo ottocentesco come quelli che costituiscono il primo corso fratelli Brigida?
E' davvero giusto accontentarsi di un "meglio i niente"?

venerdì 18 gennaio 2008

Bioetica nostrana, siamo sicuri sia la strada giusta?


Dal dicembre 2006 l'Italia ha un nuovo Comitato Nazionale di Bioetica, emanazione della presidenza del consiglio dei Ministri, il suo scopo è interpretare il pluralismo delle visioni bioetiche nel nostro stato e come si vuole indirizzarne il dibattito.
Alla luce dell'annuncio ufficiale esecutivo, questo nuovo comitato è stato selezionato in base a quattro criteri fondamentali:
la riduzione dei membri (da 52 a 40)
un maggior numero di donne presenti (15)
l'abbassamento dell'età media
un ricambio nella composizione dell'organismo

fin qui nulla di contestabile, se non fosse che stride in maniera clamorosa la totale assenza di un requisito fondamentale che per quanto i 4 criteri possano essere condivisibili e positivi, li invalida tutti; manca la competenza nel merito.
La riduzione del numero non garantisce certo il pluralismo, al contrario diminuisce le opinioni, un fondamentalista intollerante può benissimo essere giovane, e può essere una donna o può apparire come ricambio rispetto a chi va a sostituire.
Se poi andiamo a scorrere i nomi dei membri ci rendiamo conto del fatto che si presenta una realtà affatto neutrale, ma schierata, viene da chiedersi se i criteri di scelta dei membri siano stati solo quelli citati finora.
Dall'osservazione dei singoli membri in base al lavoro che svolgono, curriculum, a ciò che hanno dichiarato o pubblicato (i diritti dei conviventi, lo statuto dell'embrione, il controllo delle nascite...)si evince che il numero dei rappresentanti del mondo cattolico ammonta a 24, ventiquattro individui.
Che su 40 di per se già superano il quorum ovvero il 50%+1, un numero perfetto per avere la maggioranza assoluta.
Nei passati comitati di bioetica la presenza di questa linea di pensiero è sempre stata preponderante,in un certo senso fa parte dell'Italia, della sua storia non scritta e sicuramente mai seriamente discussa, come appare evidente che il presidente sia un fervente ed intransigente cattolico.
Alla maggioranza assoluta quindi và aggiunto l'ex presidente della corte costituzionale ed attuale presidente dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Francesco Paolo Casavola, professore di diritto romano, che eserciterà la sua influenza di cattolico democratico in quanto presidente del comitato.

Nella maggioranza troviamo quindi rappresentanti della CEI, sacerdoti, cattolici più o meno conservatori, giuristi, medici oltre ad intellettuali di tutto rispetto, il problema è che in questo momento storico l’aggressività e l’intransigenza d’oltretevere fanno sì che si verifichi sempre lo stesso iter nel momento in cui viene chiesto di prendere decisioni cruciali.
La dinamica è: lasciar proliferare il dialogo, almeno apparentemente, fatto salvo che non appena si tocca un tema caro alla chiesa arriva il richiamo a voce alta dei porporati.
A quel punto la distinzione tra cattolici più o meno maturi si scioglie come neve in un forno acceso, bloccando di fatto il dialogo.

Tra questi membri appaiono quindi anche alcuni tra i più agguerriti di quel cattolicesimo conservatore ed antiscientifico che ha trasformato i dibattiti in campagne ideologiche violente ed intolleranti, oltre che sicuramente poco informate in ambito scientifico, ne è un esempio è il turpiloquio scurrile riguardante l’eugenetica nazista, oppure quello della scienza della morte, la tirannia della tecnica o la manipolazione della vita.
Insomma nella maggioranza schiacciante si annida lo zoccolo duro degli oltranzisti mai visto finora.

I laici sono i rimanenti 16 membri, tra cui alcuni elementi di spicco della scienza italiana, Alberto Piazza, Elena Cattaneo e Silvio Garattini, al loro fianco i rappresentanti di altre religioni.
Infine uno sparuto gruppo di rappresentanti della bioetica laica italiana storica.
Il loro ruolo è far un po’ di rumore tanto per far vedere che ci sono altri punti di vista, il laico tutto d’un pezzo ha potuto dire la sua nonostante le decisioni siano state prese “democraticamente” con tanto di stupore da parte dei 24… il pluralismo è salvo!
Insomma i laici sono e devono essere in minoranza, devono fare rumore, protestare e sbraitare, possibilmente litigando tra loro e senza dote di dialogo, non sono utili.

Nel CNB inoltre se indaghiamo scopriamo che i membri di formazione umanista e che quindi non hanno una formazione scientifica sono ben 24, una maggioranza schiacciante che si esprime su temi di attinenza scientifica e sperimentale
Per contro si contano 8 medici ed 8 scienziati che comunque restano in minoranza.

Nei paesi civili ed avanzati la comunità scientifica viene principalmente ascoltata, nell’eventualità controllata, perché si tratta di un prezioso interlocutore, l’obiettivo è fornire alla politica gli strumenti necessari per far evolvere la sfera dei diritti civili e condividere l’etica della comunità.
Non accade assolutamente che vengano visti come una minaccia che diffonde la cultura della morte, per carità i fanatici religiosi che additano la scienza come un male supremo esistono ovunque, solo che in genere si vedono per strada… non in sedi di governo o peggio in comitati che decidono come deve comportarsi la ricerca.
In Italia il CNB si esprime attraverso pareri censori e moralistici, oltre a venire consultato sporadicamente.
La comunità scientifica non viene presa in considerazione nei dibattiti pubblici, viene strumentalizzata e messa in caricatura, ne abbiamo avuto un triste esempio durante il referendum sulla legge 40/2004 del giugno 2005, un singolo scienziato(un addetto ai lavori con una cultura adatta a comprendere e divulgare in quest’ambito) quindi viene messo sullo stesso piano di qualsiasi altra persona.

La ricerca sulle cellule staminali embrionali in Italia

Un altro punto fondamentale è la libertà di ricerca:
negli ultraconservatori Stati Uniti nel 2004 si è deciso che la ricerca sulle cellule staminali embrionali non doveva essere finanziata da fondi pubblici, ovvero l’amministrazione si assume le responsabilità politiche di fronte agli elettori di una scelta vincolante per la ricerca statale, ma questo non vieta ai privati di finanziare studi in tale direzione, nel nostro stato invece la decisione è vincolante perché la legge stabilisce un divieto che se violato porta a sanzioni.
Più semplicemente è proibita.
Insomma il Comitato Nazionale di Bioetica decide sia le linee guida della ricerca, favorendone una piuttosto che un’altra, ma decide cosa è lecito o illecito fare, diritti o crimini.

Il nostro stato punta tutto sulle cellule staminali adulte e fetali, si ritiene che siano la linea di studio di maggior successo, l’intera stampa cattolica le loda e dice che “sarebbe eticamente inaccettabile orientarsi diversamente”, intervistando giornalmente i ricercatori che le studiano, sottacendo rischi e fallimenti per una questione ideologica.
Le staminali embrionali invece sono ritenute peccato, non curano nulla, gli studiosi che si concentrano su di loro creano facili illusioni nei pazienti.
Però questa è una decisione di Stato, non ha nulla a che fare con la reale situazione della ricerca a livello mondiale.
Il buon senso suggerisce di orientare gli studi in tutte le direzioni e non concentrarsi solo in un senso, escludendo per ragioni che di scientifico hanno ben poco possibilità irripetibili.
Entrambe le linee i ricerca hanno tanti vantaggi quanti svantaggi, inoltre uno studio può avere benefici sull’altro, la posta in gioco è notevole, non solo vi è la medicina rigenerativa capace di risolvere problemi oggi insormontabili, ma anche un’opportunità di comprensione di quei meccanismi naturali che portano alla formazione di tessuto oppure le cause di malattie che oggi ignoriamo.
Insomma qualcosa da non sottovalutare assolutamente, eppure un pregiudizio scientifico si trasforma in una legge restrittiva che sancisce cosa si può conoscere e cosa no.
Nel frattempo tutti i fondi pubblici finiscono a chi si occupa di staminali adulte e parte dei ricercatori che ne usufruiscono si sono battuti profondamente per il fallimento del referendum sulla legge 40.
Pura ideologia? Evitiamo le dietrologie inutili e torniamo ai fatti, è possibile comunque una scappatoia, studiare le staminali embrionali già predisposte in coltura prima del divieto di produzione di nuove linee cellulari, perfetto! Basterebbero semplicemente i fondi ma questi non vengono elargiti dallo stato, quindi non si può fare.
Non sarebbe proibito, ma di fatto è negato.
Da qualche tempo una proposta di legge del ministro Rutelli propone la destinazione di decine di milioni di euro verso lo studio delle staminali adulte, nel prologo della legge si evince che “sono le più promettenti”, questo sulla base di un caso clinico montato ad hoc (no esistono staminali del pancreas, o almeno non sono state ancora scoperte finora)sl quale legiferare e stanziare fondi pubblici su una non conoscenza della scienza, queste le parole di una requisitoria di Carla Cattaneo.
Ma nella proposta di legge vi è un ulteriore stanziamento di fondi pubblici, tre milioni di euro per informare i cittadini sulle straordinarie possibilità terapeutiche delle staminali adulte, insomma pura propaganda unilaterale.

Rimane comunque un paradosso il fatto che in Italia la ricerca debba avere a che fare con ristrettezze economiche, ostacoli legislativi, conflitti di interessi e scelte di divieti del tutto arbitrarie da parte di quell’ortodossia che risiede in parlamento e nella commissione di Bioetica.



Per chi volesse visitare il sito governativo questo è il link
http://www.palazzochigi.it/bioetica/index.html

mercoledì 16 gennaio 2008

Il papa e l'università


Alla luce di quel che è accaduto nei giorni scorsi all'università La Sapienza trovo aberrante che il Capo di uno Stato teocratico
che non ha conoscenze in campo scientifico, possa liberamente pronunciarsi con anatemi lanciati verso la scienza e verso la ricerca con cadenza giornaliera
Già in italia la scienza e la ricerca sono mortificate da una politica che non ha mai seriamente puntato su di loro, ma aggiungere Un papa che umilia continuamente la scienza e la maltratta (a prescindere dalle dichiarazioni su Galilei, non fossilizziamoci su quello ma analizziamo ciò che viene detto giornalmente)trovo pacifico il pensiero che non possa pretendere di poter fare ciò che vuole senza una giusta e sacrosanta libertà di dissenso, soprattutto se la chiesa muove i fili della politica.
Il fatto è che finchè lo fa dal vaticano e dai suoi house organs, ovvero giornali, riviste e radio, posso anche tollerarlo, ma quando lo fa dal tempio della conoscienza, ovvero un'università, che non è privata e soprattutto non è della chiesa, ma è statale e LAICA(ci tengo a precisarlo)allora qualcosa non và ed assistiamo inermi ad una prevaricazione bella e buona.
Benedetto XVI certo non soffre di censura, può dire ciò che vuole comunque e se non lo fa personalmente ci sono schiere di porporati e non che lo fanno per lui, allora dov'è il problema?
il problema è che non si vuole colpire l'uomo, ma il simbolo che rappresenta, La scelta del papa di andare dove si studia e si fa ricerca è una scelta politica, una provocazione. Percui la protesta legata alla sua visita in quanto simbolo è una scelta altrettanto politica e ideologica, per questo si tratta di una visita totalmente fuopri luogo.
Ricordiamoci che l'italia è uno stato laico e dovrebbe comportarsi come tale, cioè prendere le decisioni al di fuori di un credo religioso piuttosto che un altro, uno per non scontentare nessuno, due per evitare che qualcuno abbia troppo potere, come purtroppo succede.
Gli scienziati non vanno alle messe a tenere lezioni di chimica o di fisica, con quale autorità il papa dovrebbe poter tenere un discorso in una libera università statale?
"Libera chiesa in libero stato", ok... ma se lo stato non è libero qualcosa non và, quello che lascia più interdetti però è la totale mancanza di rispetto nei confronti del mondo accademico tenuto dall'informazione che ha dato spazio solo ad una campana, è da un paio di giorni che seguo tutti i telegiornali e tutti i giornali on-line, le uniche dichiarazioni sono dei politici e della chiesa, nessuno che abbia chiesto le reali ragioni di questa protesta, ovvero l'ennesima ingerenza della chiesa nella vita e nell'istruzione degli italiani.
Al contrario gli attacchi verso i 67 dissidenti sono furibondi, verso loro e verso gli studenti, nel frattempo passa in sordina il tentativo di revisione della legge 194.
Credo si tratti di un pugno allo stomaco alla laicità ed alla libertà dell'italia
una conquista sociale rimessa in discussione da un clima di totale regressione sociale a favore di un fondamentalismo religioso diviene di un tale stridente anacronismo che mi viene da chiedermi se siamo nel 2008 o nel 1908
Uno stato deve poter forniore alternative ed assistenza alle giovani ragazze che restano incinte, anzichè imporre gravidanze indesiderate o peggio dannose sotto il punto di vista medico.
Come si è sempre fatto queste pesone abortiranno comunque, in maniera totalmente fuorilegge, con ovvie conseguenze cliniche, ma lo faranno... io non capisco quanto possa tornare indietro l'italia, quanto possa ancora sprofondare nel baratro dell'incoscenza prima di rendersi conto di quanto ha perso per un immobilismo inutile ed imbecille così grande.

il guaio è che so cosa pensare e farlo mi fa male, in nessun altro stato potrebbe succedere nulla di simile, solo in italia.

giovedì 8 novembre 2007

veleni & veleni

Cronache
Puzza al Nucleo, cresce il sospetto: “E se l’aria fosse malata?”
Mentre gli organismi preposti al controllo delle sostanze che fuoriescono dalle fabbriche ammettono la difficoltà a individuare le origini di quei miasmi, i lavoratori e i cittadini hanno sempre più paura. Martedì 6 novembre un incontro in Comune per affrontare il problema. “Alcuni operai si sentono male inalando quegli odori – ha detto il rappresentante sindacale – Ma non lo segnalano perchè hanno paura”.

di Stefano Di Leonardo

L'incontro di questa mattina in Municipio
Termoli. Il problema lo avvertono principalmente gli operai che tutti i giorni vanno al nucleo industriale di Termoli per lavorare. La puzza, in quella zona, raggiunge spesso livelli insostenibili. Ma anche interi quartieri della città (soprattutto Difesa Grande) e comuni come Portocannone e Campomarino non sono immuni dal fenomeno. Che, a parte il fastidio per il naso e qualche volta anche per la gola che brucia, comincia a diventare un insopportabile sospetto. E se quell’odore nauseabondo fosse la spia di qualcosa che non va nell’aria del BassoMolise, la cartina di tornasole di un livello di inquinamento superiore al tetto stabilito per legge? Un sospetto strettamente collegato con i casi – frequenti – di malattie neoplastiche e di leucemie infantili. Così i cittadini sono assaliti dal dubbio, e dalla paura. Ma le risposte alle domande non ci sono, perchè mentre le segnalazioni sulla puzza proveniente dal nucleo industriale si fanno sempre più insistenti, le Istituzioni cercano generalmente di essere rassicuranti, nonostante l’assenza di dati scientifici e dell’atteso – e sempre rinviato – Registro dei Tumori. Cominciare a discuterne seriamente e affrontare di petto il problema è un modo per cominciare a dare risposte. Questo lo spirito dell’incontro che questa mattina – 6 novembre - si è svolto nella sala giunta del Comune di Termoli.
L’incontro, presieduto dall’assessore all’Ambiente Emanuela Lattanzi, ha visto la partecipazioni di varie categorie interessate, ma non tutte. «Stigmatizziamo l’assenza dei rappresentanti dell’Asrem, mentre noto con piacere la presenza di esponenti del sindacato» ha dichiarato in apertura la Lattanzi. Erano invece presenti l’ingegner Perla in rappresentanza del Nucleo Industriale e alcuni tecnici dell’Arpam. La ‘tavola rotonda’ è stata fortemente sollecitata dalle continue lamentele dei cittadini, lavoratori e residenti della zona, che di continuo puntano il dito contro i persistenti e nauseabondi odori provenire dal Nucleo.

Sia i rappresentanti Arpam che quelli del Consorzio però hanno ammesso la grande difficoltà di riuscire a individuare la reale provenienza di determinati odori a causa delle numerose variabili esistenti. «Gli odori possono provenire dalle sostanze utilizzate, dagli scarichi, dalle emissioni e non dimentichiamoci della grande quantità di possibili sorgenti di odori» ha affermato la dottoressa Esposito, in qualità di tecnico dell’Arpam. «Noi eseguiamo controlli da 10 anni» gli ha fatto eco il dottor Del Torto, anche lui tecnico dell’Arpa Molise. Lo stesso Del Torto ha portato poi l’esempio dello Zuccherificio del Molise, azienda che per anni é stata ritenuta responsabile di emissioni di odori sgradevoli. «Dopo alcune nostre verifiche sono intervenuti con delle sostanze esistenti sul mercato che hanno notevolmente ridotto l’emissione di questi odori».
L’ingegner Perla ha invece fatto leva sulla possibilità di «portare avanti un approccio più sistematico nella rilevazione dei dati » rilevando poi come sia «già partito uno studio in questo senso in collaborazione con l’Enea e che coinvolgerà anche l’amministrazione comunale».
«Lo studio dovrà servire per sistematicizzare la verifica della provenienza e del successivo abbattimento degli odori» ha aggiunto l’assessore Lattanzi.

I rappresentanti sindacali della Fim-Cisl hanno invece puntato il dito su episodi concreti di persone che hanno avuto problemi di salute a causa della puzza. «Conosco lavoratori che si sono sentite mali a causa di quei miasmi che prendono alla gola» ha dichiarato il sindacalista Manes, aggiungendo che «Molti di loro sono convinti che la puzza provenga dalle industrie chimiche». E’ un fatto che a essere messe sotto accusa sono proprio i tre impianti chimici presenti nella zona industriale di Termoli e, negli ultimi tempi, anche la centrale Turbogas. Secondo il racconto del sindacalista i lavoratori se ne lamentano, ma spesso hanno paura di esporsi in prima persona. «Molti lavoratori pur avvertendo problemi di salute, non li segnalano all’Asrem» ha rivelato Manes. I problemi sono tanti e l’incontro di oggi ha tentato di chiarirli e di individuare le possibili strategie per dare delle risposte alle preoccupazioni dei cittadini, sempre più allarmati per la propria salute. Ora si spera che alle tante parole, seguano fatti concreti. Oggi stesso intanto, i lavoratori del Nucleo hanno dovuto fare i conti con una puzza insistente. Un’altra giornata di lavoro con quel tarlo in testa: e se la puzza fosse solo la punta di un iceberg?

(Pubblicato il 06/11/2007)fonte primonumero

Tre industrie chimiche che riversano costantemente nell'aria del nucleo polveri sottili di ogni dimensione e sostanze chimiche allo stato gassoso sono certamente un campanello d'allarme non di poco conto, m chiedo perchè la questione non sia mai stata presa in considerazione finora da chi è preposto ad effettuare i relativi controlli, ad esempio l'ARPA
arpa molise
eppure si tratta di un fatto di enorme gravità,la ragione credo sia risaputa, un velo di omertà che circonda da sempre i poteri forti e chi mngia dai loro piatti

giovedì 18 ottobre 2007

sono commosso

18/10/07 - MUSEO ARCHEOLOGICO NELL'EX MERCATO: PROGETTO DA 550MILA EURO
Termoli. Il vecchio mercato di via Fratelli Brigida diventerà un Museo Archeologico. I lavori costeranno circa 550mila euro, fondi reperiti dal Cipe (comitato Interministeriale di Programmazione economica) e i parte, per 150mila euro, con finanziamento comunale. La Giunta di Termoli ha approvato il progetto esecutivo di ristrutturazione del “Fabbricato ex mercato di Via F.lli Brigida” redatto dai tecnici del Settore Lavori Pubblici. Il progetto esecutivo prevede il cambiamento di destinazione d’uso dell’immobile da Mercato a Museo Archeologico. «Nello specifico – dice il Comune - gli interventi consistono in: lavori rifacimento intonaco e tinteggiatura dell’esterno, sostituzione di tutti gli infissi, demolizione e rifacimento pavimentazione interna in parquet, intonaco e tinteggiatura delle pareti interne, nuovi impianti igienici, ascensore, nuove ringhiere, impianto aria climatizzata, impianti anti-intrusione, rilevazione fumo, sorveglianza e controllo, audio per evacuazione, rete telefonica e dati e alimentazione privilegiata». Ora sarà avviata la gara di concorso per individuare il soggetto contraente prima della scadenza dei termini previsti dalla disposizione di finanziamento (31 dicembre 2007) e con l’obbligo della stipula del contratto d’appalto subordinatamente al trasferimento della risorsa finanziaria di cui al Decreto del Presidente della Regione Molise n. 43 del 22 luglio 2005.

fonte www.primonumero.it

Che dire, sno ancora scioccato, frastornato dalla meravigliosa notizia, Termoli, una cittadina che ha alle spalle quasi 3000 anni di storia che finalmente sposa la cultura, questa sconoscuta...
Solo un dubbio mi pervade, ma se la villa romana continua a rimanere sotto terra in zona difesa grande, le terme minacciate dalla cementificazione al parco comunale, la necropoli...idem con patate che giace ancora sotto un parcheggio inutile, cosa esporranno? le cassette del pesce?
Perchè sì di roba ne è stata trovata, ma tutta nei dintorni, a termoli non esistono nè scavi, nè studi, nè pubblicazioni... rimane un mistero

martedì 22 maggio 2007

evoluzioneo creazione?

Temo che uno tra i temi socialmente più importanti per la società sia quello che io ritengo decisamente il più banale.
Sull'evento della creazione si basa un corollario di culti ovviamente originatisi da quello ebraico, citato nel genesi e poi raccolto nella bibbia, il fatto è che nessuno con almeno un pò di sale in zucca prenderebbe per scientifico ciò che è riportato in un libro scritto male, pieno di errori, anche grammaticali, sintattici e soprattutto contraddizioni.
Eccetto la chiesa che si eleva (su qeste basi)ad unico ed ultimo eco della ragione, a dir loro, contro un mondo che non la vuole usare più, la ripudia ed abusa della scienza come il peggior male possibile, oltre al materialismo che la pervade.
Ora, da ateo militante ammetto di provare un certo risentimento verso una chiusura mentale di tale livello ma preferisco trattenermi, il cristianesimo non è stato assolutamente il motore della ragione e della filosofia del mondo, solo un freno che ne ha blccato lo sviluppo civile e morale(per dirla alla Oddifreddi).
Per queste ragioni convengo con chi sostiene l'anticlericalismo perchè è l'unica difesa nei confronti della laicità di uno stato, non un attacco ad una chiesa che per quanto mi riguarda ha fatto il suo tempo.
C'è chi sostiene che si cerchi ad ogni costo di promuovere il nuovo culto laico, l'ateismo... il materialismo, ebbene queste simpatiche "immense menti ristrette" non hanno capito assolutamente nulla, l'essere atei si basa semplicemente su una questione fondamentale, il buon senso.
Poichè quest'ultimo è l'unico che ci costringe a cercare risposte ponendoci domande, al contrario di quello che la stessa chiesa professa, avere una risposta per ogni domanda mai posta!
E veniamo alla parte tecnica:
in ambito creazionistico si critica l'evoluzione in quanto semplice teoria, bè l'evoluzione non è una semplice teoria, ma un fatto e siamo di fronte a due cose ben diverse...
l'evoluzione è un dato di fatto, ormai l'uso smodato della parola teoria è stato più che chiarito, dato he è un tema ricorrente da parte creazionista, in ambito scientifico, teoria e fatto sono due cose ben distinte, i fatti sono dati del mondo ed in quanto tali non si dissolvono quando gli scienziati dibattono le teorie, strutture concettuali atte a spiegarli.
e questa è una precisazione fondamentale da fare, come ho già detto, l'evoluzione è un fatto, come l'evoluzione avviene, invece, è una teoria.
In primis c'è quella di Sir Charles Robert Darwin espressa in The origin of the species by means of natural selection,un testo di tutto rispetto, ma pur sempre pubblicato nel 1859... non so se mi spiego.
Ad oggi la teoria evoluzionistica non è stata semplicemente rivisitata, ma si è arricchita di talmente tanti ambiti di studio che vanno oltre la semplice zoologia,o la paleontologia(che Darwin non prese nemmeno troppo in considerazione basandosi solo su forme a lui contemporanee), oggi ci si avvale di biologia evoutiva, istologia, embriologia ed anatomia comparate, ecologia, eccetera.
badate bene che tutti i fattori ambientali, geografici, comportamentali, climatici sono il frutto di selezione dei geni che poi verranno trasmessi ad una generazione successiva, e questi in seguito subiranno un'ulteriore selezione, stiamo parlando di tempi geologici, non di 3 o 4 generazioni, quindi ragioniamo nell'ordine di 2-3 milioni di anni alla volta!

I FOSSILI
Non sempre i fossili si conservano... che novita, eh?
e invece i fossili stessi sono un'eccezione alla regola! in ambiente marino più precisamente bentonico, la sedimentazione di fossili e la loro conservazione è davvero buona, non impeccabile, ma ci consente di avere rocce sedimentarie calcaree costituite da fossili come coralli, ammoniti, brachiopodi... e chi ne ha più ne metta, al contrario però l'ambiente continentale è ostile alla conservazione di ossa formate da carbonato di calcio! il calore del sole le distrugge, l'acqua le gonfia e le deforma, l'umidità ed il calore favoriscoo il deterioamento mediante processi chimici, le pressioni geologiche, anche apparentemente lievi, in realtà enormi per materiali fragilissimi come i fossili le distruggono.
Ed infine l'ossigeno, il peggior nemico della conservazione di tutte le molecole organiche, non è un caso che si mettano i cibi stotovuoto!
Insomma quel che ci arriva è l'1%, forse anche meno di quello che ci potrebbe arrivare e talvolta conosciamo una specie da un solo reperto o addirittura da pochi frammenti riconducibili a questo.

Ma secondo i creazionisti dovremmo, se l'evoluzione fosse una realtà, essere ripoperti dalla quantità abnorme di fossili... insomma non se ne esce da questa quantità abnorme di stupidaggini atta a screditare ciò che si è capito con la ricerca.
Non sapremo MAI nulla di una infinità di specie proprio perchè le loro condizioni di morte non ci hanno fornito alcun fossile...
più si va indietro nel tempo più questo fattore aumenta vertiginosamente, la geologia è poco clemente verso i reperti, frammentandoli e talvolta distruggendoli...

però, osservando l'attuale varietà delle forme di vita è ovvio concludere che la situazione fosse altrettanto varia in passato.


L'EVO-DEVO (evolutionary developing biology, biologia dello sviluppo evolutivo)

innanzitutto questa disciplina biologica afferma che
-i geni che controllano lo sviluppo embrionale hanno un ruolo chiave nell'evoluzione
-le mutazioni di tali geni(come ho già scritto)possono rapidamente generare novità fenotipiche
-tra queste novità fenotipiche alcune hanno la possibilità di adattamento evolutivo(le altre sono falciate dalla selezione naturale)

il problema è che si perde di vista l'evoluzione come fattore comune con cause esterne al fenotipo concentrandosi solo sul genotipo(fenotipo-espressione dei geni, genotipo-codice genetico dell'individuo)
ovvero le forze che producono variazioni nel codice genetico dell'individuo, dato che un codice genetico è ridondante(turnover genomico)n composizione ed organizzazione, questo a causa di movimenti di frammenti di dna in altre aree del filamento, così avendo trasposizione, conversione genica, crossingover ed infine, in qualche modo il convertire in mutazione, ovvero di rispondere a stimoli ambientali, il genoma.
(è in atto uno studio che cerca di dimostrare se e come l'ambiente esterno è in grado di pilotare in qualche modo le mutazioni)
Da questa branca della biologia è emerso un dato fondamentale, ovvero che tutti gli organismi conservano a livello evolutivo i geni che determinano le strutture e le proprietà funzionali ritenute evolutivamente indipendenti, mi spiego meglio con degli esempi quali la segmentazione di artropodi che si ritrova in qualche modo anche nei cordati (codice Hox), o la formazione di arti ed appendici come in vertebrati ed artropodi.
Osserviamo quindi che vi è un alto grado di conservazione di porzioni di genoma e quindi che le risposte evolutive sono da cercare nei meccanismi che regolano l’espressione dei geni e non solo la composizione genica .
Quel che deve far riflettere quindi è la somiglianza di intere famiglie geniche e l’espressione di esse in determinati momenti dell’accrescimento in stadio embrionale o adulto, cioè la gran parte della vita animale impiega la stessa serie basica di geni per produrre organismi molto differenti
Tra loro! E scusate se è poco…
Bene, detto questo analizziamo il resto del genoma, ovvero quello che fino a poco fa era chiamato dna spazzatura…Nel genoma umano, visto che la cosa ci interessa, circa l’1,5% è DNA genico, il restante 98% il Dna ha scopi sconosciuti ed oggi viene definito regolativo, che ha la natura di DNA ripetitivo.
Quel che preme comprendere ora, è come si attuano i riarrangiamenti nel corso dell’evoluzione, forse mediante un meccanismo di equilibri punteggiali come ha suggerito Stephen J. Gould?

O forse in una maniera del tutto graduale, personalmente credo che l’evoluzione contempli entrambe le ipotesi, dato il mutare continuo dell’habitat in cui certe forme i trovano a vivere.
E’ probabile che questo DNA ripetitivo abbia lo scopo di pezzo di ricambio nel caso in cui si debba modificare un gene per un determinato fenotipo adatto ad un ambiente preciso, le sequenze di DNA ripetitivo potranno sicuramente spiegarci come si collegano gli elementi intranucleari ed extranucleari nella cellula.
Ora parliamo di ecologia e di paleoecologia, innanzitutto ogni organismo occupa una nicchia ecologica precisa, ovvero ha un preciso modo di vita nel nutrirsi e riprodursi, difficilmente due specie occupano una precisa nicchia ecologica, a meno che il nutrimento non sia così abbondante da sostenere entrambe le popolazioni, ma si sa che condizioni altamente favorevoli comportano anche un maggiore accrescimento di popolazione, su entrambi i fronti, sfociando rapidamente in una situazione di carenza di nutrimento per tutti… A quel punto ci sarà una competizione interspecifica che tenderà a selezionare la specie più adatta condannando ad un bivio quella perdente: estinzione o evoluzione quale movimento verso una nuova nicchia ecologica libera.
Lo stesso discorso è rapportabile se la carenza di nutrimento non è in grado di sostentare un’ unica popolazione specifica, portando dunque in competizione interspecifica che avrà un significato di selezione dei geni degli organismi più forti e più adatti, i quali verranno espressi a seconda dell’apporto generazionale di un individuo(fitness) ai suoi discendenti.
Ora analizziamo le nicchie ecologiche, sappiamo che queste sono fortemente dinamiche e non statiche, perché? Per una ragione semplicissima, la terra stessa è un sistema dinamico, cambia la geologia e la geografia di un territorio, ne muta il clima e quindi seleziona o sposta specie e quindi se non ci fosse stata evoluzione, in caso di alta specializzazione di specie, si sarebbe arrivati solo ed esclusivamente all’estinzione, se questi cambiamenti sono repentini, poi, l’esinzione è di massa!
Ne contiamo ben 5, ma suddividiamo le ere geologiche a causa di una profonda mutazione climatica e faunistica nelle stratificazioni.

Il meccanismo di speciazione è estremamente complesso, per questo ci sono evoluzioni di classe a(darwinismo classico)e classe b, più veloce ed apparentemente incomprensibile, mai senito parlare di collo di bottiglia?
una piccola popolazione di una determinata specie, se isolata è costretta a generare mutanti, finchè non si arriverà ad una nuova specie, ciò è stato visto, dimostrato ed è tutt'ora tangibile.

PANSPERMIA
La questione riguardante la panspermia è abbastanza seria, può essere un'ipotesi, noi sappiamo o supponiamo dai fossili che la vita sia comparsa intorno al miliardo e mezzo di anni, lo sappiamo grazie ai red beds, cosa sono? sono letti di ossido di ferro, ovviamente comparsi grazie alla liberazione dell'ossigeno da parte di cellule che praticavano la fotosintesi e che separavano carbonio da ossigeno.
Ci tengo a precisare che dagli esperimenti non è scaturito che il dna è stato creato dal "brodo primordiale" bensì si è visto, riprducendo le condizioni più simili possibile, che quello che era osservabile era una serie di amminoacidi, le basi per creare poi le proteine, da una catena proteica, poi si può benissimo essere sviluppata una membrana cellulare, solo in seguito è nato il dna o la sua forma primordiale, forse con solo 2 basi azotate, oppure con 8 , 6, o direttamente 4... non si può scoprire dai fossili, purtroppo.
sta di fatto che sono tutti elementi già presenti in natura che devono essere combinati, e di tempo ne hanno avuto.
Che poi questo sia avvenuto sulla terra o su un'altro pianeta e la vita unicellulare sia arrvata così fino alla terra è un'altro discorso... ovvero proprio la panspermia.

DIO?

Se si parte dal presupposto dell’esistenza di un dio, dovuto al perpetuarsi dell’ideologia religiosa di una cultura, non si arriverà mai ad una spiegazione obiettiva, perché si cercherà sempre di dimostrare qualcosa in base all’esistenza “innegabile” di quel dio stesso, così è stato in passato e così continua ad avvenire tutt’oggi, avere fede significa, credere e basta, senza porsi domande, “è così e ci devo credere!”. la fede tende, mediante il suo deus ex machina a risolverci tutti i nostri problemi, questo a causa di una scarsa conoscenza di base, tipica del passato. In maniera totalmente differente agisce e deve agire la scienza, che, non deve fornire certezze, ma domande.
Porsi un quesito in termini scientifici, invece, significa seguire una serie di ragionamenti logici e rivedere tutte quelle convinzioni relegate ad un passato di conoscenze di base molto scarne per confutarle e tentare di capire ciò che ci circonda.

INTELLIGENT DESIGN, disegno intelligente... sì ma scarsamente!

Recentemente è arrivato dall’america un nuovo tentativo volto a screditare l’evoluzionismo: l’intelligent design. C’è chi vede nell’evoluzione un attacco alla cultura umana, ed alla sua dignità, al suo mondo di valori, e soprattutto alle religioni, è per queste ragioni che alcuni scienziati o presunti tali, hanno cominciato a sostenere teorie atte a dimostrare “l’errore di Darwin”. Ritengo il problema abbastanza serio, durante lo scorso agosto ho passato un’intera nottata sintonizzato sulla CNN seguendo un dibattito che mi ha davvero scosso, non certo per le teorie per nulla dimostrabili presentate come dati di fatto da sedicenti studiosi e da uomini di chiesa, ma per il frastuono che è nato attorno a ciò. L’intelligent design (ovviamente appoggiato dal presidente Bush) sostiene la creazione ad opera di un programmatore ignoto basandosi sia su una lettura più ortodossa dei testi sacri, sia sulla non matematicità delle logiche dell’evoluzione, a differenza della fisica e della chimica. L’evoluzione, non è una semplice teoria, bensì un dato di fatto, non è una convenzione, ma qualcosa di ampiamente dimostrabile, basta osservare la natura. L’istologia, la biologia evolutiva, la paleontologia, la biologia cellulare, l’embriologia ci dimostrano ciò, quello che ipotizziamo e come ciò avvenga. Qui subentra il buon vecchio Charles che a metà ‘800 pubblica the “origin of the species” sommando mutazioni casuali del patrimonio genetico alla selezione naturale, niente di più logico… mi spiego meglio: il dna o acido desossiribonucleico è composto da 4 basi azotate che si accoppiano 2 a 2 in maniere ben definite, (Watson & Crick), queste sequenze poste su due emieliche complementari formano un nucleotide, più nucleotidi formano una informazione, un gene, (Mendel). Ogni organismo ha un suo codice genetico, una sorta di progetto di costruzione dell’organismo stesso, talvolta, causa duplicazione errata o patologie, avvengono nei geni delle mutazioni, degli errori di copiatura, accentuati dal fattore riproduttivo sessuato che mescola metà dei geni dell’organismo padre con quelli della madre, qualora non avvenga una riproduzione asessuata o partenogenesi. Cosa accade? Talvolta l’organismo potrà avere dei seri problemi a causa di questa sua diversità fisica dovuta alla mutazione, altre volte, un corpo più lungo, grande o anche più piccolo o una vista differente e così via, saranno favorevoli alla sua esistenza, fornendo un vantaggio enorme per la sua sopravvivenza rispetto a delle condizioni che, altrimenti, risulterebbero proibitive per i suoi simili. Questo si tradurrà in una maggiore “fitness”ovvero potenzialità riproduttiva e alla diffusione del gene mutato che da regressivo avrà la possibilità di diventare dominante ed in seguito tipico del genoma di quell’organismo.Ripetete questo fattore per milioni e milioni di anni, immaginate i mutamenti climatici che sono avvenuti in tutta la storia del nostro pianeta ed alla relativa selezione naturale, pensate a quanti tentativi non si sono rivelati vincenti e a quanti altri, invece, è andata “di lusso” per via di un adattamento evolutivo, ed avrete un quadro abbastanza completo dell’evoluzione con la spiegazione di una buona parte delle forme di vita che ci circondano. Perché buona parte, perché in altri casi il meccanismo è leggermente se non totalmente più complesso, si parla di evoluzioni di classe B o C, in cui le condizioni ambientali sono nettamente differenti e spingono ad evoluzioni più repentine ed estreme, alcune di esse ancora in fase di studio. Tornando al creazionismo i due fautori dell’intelligent design sono: Michael Behe, biochimico della Lehigh University, che sostiene la irriducibile complessità delle strutture cellulari, ovvero la perdita di funzionalità qualora si rimuovesse un elemento, anche il più insignificante. Il tutto si tradurrebbe in una complessità troppo elaborata per essere opera della semplice evoluzione, ma le argomentazioni di Behe sono entrate immediatamente in crisi, chi ci dice che tutte le strutture cellulari oggi vitali agli inizi non fossero solo accessorie?o addirittura che avessero tutt’altra funzione, prima di divenire quello che sono oggi? Abbiamo prove su prove di questi meccanismi, basti pensare all’origine dei mitocondri. Il secondo neocreazionista è William A. Dembski, Matematico e filosofo, ma soprattutto teologo, egli sostiene che un oggetto complesso deve essere il risultato dell’intelligenza, se non prodotto dal caso, quindi l’estrema complessità specifica non può essere prodotta dal caso. Le tesi di Dembski sono subito state accolte a mani aperte dai ceazionisti, ma si sono rivelate totalmente fuori luogo perché gli organismi non combaciano con nessun disegno prestabilito, ma se una determinata struttura fisica come un arto o un occhio possono aumentare la possibilità di avere discendenti e perpetuare la vita, allora l’evoluzione porterà a queste strutture complesse… se si prende in esame la coevoluzione, ovvero l’evoluzione di una o più specie in funzione di altre ci si rende conto di quanto sia errata la visione di dembski.
Tutto ciò ha portato Behe e Dembski a ritrattare e a fare un netto passo indietro, proprio perché non hanno spiegato nulla, anzi… nonostante tutto ciò negli stati uniti l’I.D. dilaga e se ne prevede l’arrivo anche qui in Italia che non molto tempo fa ha cercato di abolire l’insegnamento delle teorie Darwiniste nelle scuole.
I sostenitori del creazionismo spesso sono restii a manifestare le loro differenze di opinione, ingigantendo quelle che avvengono tra i biologi evoluzionisti, quindi è difficile vedere l’I.D. come un movimento coerente, più che altro come una semplice e grossa polemica. Quello che allarma i biologi è l’arrivo di questa spazzatura scientifica, non l’attacco al loro materialismo ateistico, sta di fatto che più dell’80% della popolazione americana crede nella creazione dell’uomo da parte di Dio e quando mesi fa una serie di sostenitori del disegno intelligente si sono presentati al consiglio scolastico dello stato del Kansas c’è stato da chiedersi se c’entrasse qualcosa la coerenza scientifica o solamente la semplice fede che è stata la fautrice di tutto questo movimento.
Come si vede per l’intelligent design questo atteggiamento contrario all’evoluzione sembra procedere senza disporre di un disegno intelligente.

E con questo al momento chiudo perchè mi sono dilungato abbastanza...
alla prossima, Nicola

lunedì 14 maggio 2007

Al Cittadino non far Sapere

di Marco Travaglio

riporto un articolo di uno dei pochi giornalisti italiani che stimo, l'italia sarebbe diversa se ce ne fossero di più come lui.
Nn commenterò questo articolo, perchè credo parli da sè e soprattutto perchè non ho nulla da dire, oltre a confermare di essere sbigottito, leggete e piangete.


Cari lettori, quando il Parlamento approva una legge all’unanimità, di solito bisogna preoccuparsi. Indulto docet. Questa volta è anche peggio. L’altroieri, in poche ore, con i voti della destra, del centro e della sinistra (447 sì e 7 astenuti, tra cui Giulietti, Carra, De Zulueta, Zaccaria e Caldarola), la Camera ha dato il via libera alla legge Mastella che di fatto cancella la cronaca giudiziaria. Nessuno si lasci ingannare dall’uso furbetto delle parole: non è una legge “in difesa della privacy” (che esiste da 15 anni) nè contro “la gogna delle intercettazioni”. Questa è una legge che, se passerà pure al Senato, impedirà ai giornalisti di raccontare - e ai cittadini di conoscere - le indagini della magistratura e in certi casi persino i processi di primo e secondo grado. Non è una legge contro i giornalisti. È una legge contro i cittadini ansiosi di essere informati sugli scandali del potere, ma anche sul vicino di casa sospettato di pedofilia. Vediamo perché.
Oggi gli atti d’indagine sono coperti dal segreto investigativo finché diventano “conoscibili dall’indagato”.
Da allora non sono più segreti e se ne può parlare. Per chi li pubblica integralmente, c’è un blando divieto di pubblicazione, la cui violazione è sanzionata con una multa da 51 a 258 euro, talmente lieve da essere sopportabile quando le carte investono il diritto-dovere di cronaca. Dunque i verbali d’interrogatorio, le ordinanze di custodia, i verbali di perquisizione e sequestro, che per definizione vengono consegnati all’indagato e al difensore, non sono segreti e si possono raccontare e, di fatto, citare testualmente (alla peggio si paga la mini-multa). È per questo che, ai tempi di Mani Pulite, gli italiani han potuto sapere in tempo reale i nomi dei politici e degli imprenditori indagati, e di cosa erano accusati. È per questo che, di recente, abbiamo potuto conoscere subito molti particolari di Bancopoli, Furbettopoli, Calciopoli, Vallettopoli, dei crac Cirio e Parmalat, degli spionaggi di Telecom e Sismi.
Fosse stata già in vigore la legge Mastella, Fazio sarebbe ancora al suo posto, Moggi seguiterebbe a truccare i campionati, Fiorani a derubare i correntisti Bpl, Gnutti e Consorte ad accumulare fortune in barba alle regole, Pollari e Pompa a spiare a destra e manca. Per la semplice ragione che, al momento, costoro non sono stati arrestati né processati: dunque non sapremmo ancora nulla delle accuse a loro carico. Lo stesso vale per i sospetti serial killer e pedofili, che potrebbero agire indisturbati senza che i vicini di casa sappiano di cosa sono sospettati.
La nuova legge,infatti,da un lato aggrava a dismisura le sanzioni per chi infrange il divieto di pubblicazione: arresto fino a 30 giorni o, in alternativa, ammenda da 10 mila a 100 mila euro (cifre che nessun cronista è disposto a pagare pur di dare una notizia). Dall’altro allarga à gogò il novero degli atti non più pubblicabili. Anzitutto “è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pm o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”. La notizia è vera e non é segreta, ma è vietato pubblicarla: i giornalisti la sapranno, ma non potranno più raccontarla. A meno che non vogliano rovinarsi, sborsando decine di migliaia di euro.
È pure vietato pubblicare, anche solo nel contenuto, “la documentazione e gli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati sul traffico telefonico e telematico, anche se non più coperti da segreto”. Le intercettazioni che hanno il pregio di fotografare in diretta un comportamento illecito, o comunque immorale, o deontologicamente grave sono sempre top secret.
Bontà loro, gli unanimi legislatori consentiranno ancora ai giornalisti di raccontare che Tizio è stato arrestato (anche per evitare strani fenomeni di desaparecidos, come nel vecchio Sudamerica o nella Russia e nell’Iraq di oggi). Si potranno ancora riferire, ma solo nel contenuto e non nel testo, le misure cautelari, eccetto “le parti che riproducono il contenuto di intercettazioni”. Troppo chiare per farle sapere alla gente.
E i dibattimenti? Almeno quelli sono pubblici, ma fino a un certo punto: “non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d’appello”. Le accuse raccolte (esempio, nei processi Tanzi, Wanna Marchi, Cuffaro, Cogne, Berlusconi etc.) si potranno conoscere dopo una decina d’anni da quando sono state raccolte: alla fine dell’appello. Non è meraviglioso?
L’ultima parte della legge è una minaccia ai magistrati che indagano e intercettano ”troppo”, come se l’obbligatorietà dell’ azione penale fosse compatibile con criteri quantitativi o di convenienza economica: le spese delle Procure per intercettazioni (che peraltro vengono poi pagate dagli imputati condannati, ma questo nessuno lo ricorda mai) saranno vagliate dalla Corte dei Conti per eventuali responsabilità contabili. Così, per non rischiare di risponderne di tasca propria, nessun pm si spingerà troppo in là, soprattutto per gli indagati eccellenti.
A parte «Il Giornale», nessun quotidiano ha finora compreso la gravità del provvedimento. L’Ordine dei giornalisti continua a concentrarsi su un falso problema: quello del “carcere per i giornalisti”, che è un’ipotesi puramente teorica, in un paese in cui bisogna totalizzare più di 3 anni di reclusione per rischiare di finire dentro. Qui la questione non è il carcere: sono le multe. Molto meglio una o più condanne (perlopiù virtuali) a qualche mese di galera, che una multa che nessun giornalista sarà mai disposto a pagare. Se esistessero editori seri, sarebbero in prima fila contro la legge Mastella. A costo di lanciare un referendum abrogativo. Invece se ne infischiano: meno notizie “scomode” portano i cronisti, meno grane e cause giudiziarie avrà l’azienda. Mastella, comprensibilmente, esulta: «Un grande ed esaltante momento della nostra attività parlamentare». Pecorella pure: «Una buona riforma, varata col contributo fondamentale dell’opposizione». Vivi applausi da tutto l’emiciclo, che è riuscito finalmente là dove persino Berlusconi aveva fallito: imbavagliare i cronisti. Ma a stupire non è la cosiddetta Casa delle Libertà, che facendo onore alla sua ragione sociale ha tentato fino all’ultimo di aumentare le pene detentive e le multe (fino al 500 mila euro!) per i giornalisti. È l’Unione, che nell’elefantiaco programma elettorale aveva promesso di allargare la libertà di stampa. Invece l’ha allegramente limitata con la gentile collaborazione del centrodestra. Ma chi sostiene che nell’ultimo anno non è cambiato nulla, ha torto marcio. Quando le leggi-vergogna le faceva Berlusconi, l’opposizione strillava e votava contro. Ora che le fa l’Unione, l’ opposizione non strilla, anzi le vota. In vista del passaggio al Senato, cari lettori, facciamoci sentire almeno noi, giornalisti e cittadini.

L'UNITA' 19 aprile 2007 Uliwood Party

lunedì 7 maggio 2007

Questioni ...di fede

Venerdì sera mi è capitato di guardare una puntata di confronti su rai due, gli ospiti erano
Vittorio Feltri direttore di Libero e Ferruccio DeBortoli, direttore de Il sole 24 ore, con un intervento di Vittorio Sgarbi.
Il tema della discussione?
Le parole di Andrea Rivera durante la conduzione del concerto del 1° maggio, e lì tutti a sparare a zero su una persona che grazie alla libertà di opinione si è espressa contro il Vaticano, insomma rivera non aveva diritto di replica perché non invitato in trasmissione ma erano tutti contro di lui.
Ora mi chiedo: perché? Cos’ha detto di così stupido? Analizziamo un momentole sue frasi.
Ha detto che non sopporta che la chiesa non abbia concesso i funerali religiosi a Welby ma li ha concessi a Pinochet, Franco ed anche ad un componente della banda della magliana… e quindi? Cosa c’è di così assurdo? Di così falso?
La risposa è niente! Perché sono parole perfettamente condivisibili, ed ha detto cose vere, reali, non stupidaggini frutto della sua mente, negli anni di pontificato di Benedetto 16° la chiesa s è trovata a fare moltissimi passi indietro rispetto a quelli del suo predecessore, addirittura ingaggiando vere e proprie battaglie politiche, Cos’è Welby? Un peccatore? Un assassino? È solo un uomo che nell’impossibilità di morire ha chiesto a qualcuno di farlo al posto suo, un uomo che ormai aveva perso quasi tutta la sua umanità e soprattutto la voglia di vivere…non l’avesse mai fatto, la chiesa per intero si è accanita contro di lui, cos’avrebbe dovuto fare? Aspettare un miracolo? Ovviamente è una pretesa assurda, in quel caso avrebbe potuto aspettare una cura con le cellule staminali, peccato che la chiesa non accetti queste cure, perché non accetta nemmeno la sperimentazione su cellule staminali.
A proposito di terroristi, i preti durante i giorni del referendum sulla procreazione assistita hanno chiaramente intimato ai fedeli di NON andare a votare, altrimenti sarebbero finiti all’inferno!
Premessa la libertà di opinione, ognuno fa quello che ritiene giusto, però ora non venitemi a dire che una fetta della popolazione non è stata condizionata da queste parole, perché io non ci credo assolutamente!
Inoltre Rivera ha detto: La chiesa non crede nell’evoluzione, è per questo che non si è mai evoluta.
Anche in questo caso è vero, la chiesa non accetta la teoria evoluzionistica, nonostante Giovanni Paolo II abbia affermato che l’evoluzione è talmente evidente che impossibile ignorarla, il suo successore oggi DEMONIZZA la scienza e pretende di considerare la fonte biblica come scientifica e capace di spiegare l’origine dell’uomo. Il vaticano quindi, ideologicamente è ancora com’era 2000 anni fa, non si è evoluto, non è maturato nei secoli… magari la chiesa è come era 1000 anni fa, ma il risultato non cambia sostanzialmente, è vecchia chiusa e non vuole, anzi non comprende un rinnovamento.
È per queste parole che Andrea Rivera è un “terrorista”? Per questi fatti che tutti possiamo comprendere?
No, Rivera è un terrorista per una semplice ragione, se l’è presa col vaticano e con Ratzinger, tutto qui… ha toccato gli intoccabili, quindi deve essere demonizzato.
Eppure ha espresso delle opinioni, strano paese l’Italia, dove le opinioni vengono espresse dai comici, mentre gli opinionisti si guardano bene dall’usare la loro materia grigia.
Chi di voi ricorda l’imitazione del papa da parte di Maurizio Crozza nel suo show?
Ad un certo punto è stato costretto a smetterla perché infastidiva il santo padre.
Poiché la satira è lecita solo se non tocca i potenti.
Veniamo agli interlocutori: Sgarbi, un uomo che dal basso della sua imbecillità pretende di formulare opinioni, ma escono solo elucubrazioni prive di ogni significato.
Ricordo alcuni precedenti, ad esempio la campagna diffamatoria nei confronti del pm Carlo Caselli che avrebbe torchiato e spinto al suicidio l’avvocato Carlo Lombardini, implicato in un caso di traffici durante alcuni sequestri in Sardegna (sequestro di Silvia Melis)
Lombardini dopo un pacatissimo, anche troppo, processo si uccise sparandosi in testa, consapevole del suo reato.
Vallo a spiegare a Sgarbi che diffama Caselli su il giornale scrivendo che è colpa sua e del suo accanimento, che è stata una sentenza politica oltre che scandalosa ed oscena…
Non parliamo del fatto che politica e stampa senza nemmeno aver letto la sentenza della cassazione si sono schierati dalla sua parte conto i processi politici. Peccato sia stato solo un caso di diffamazione peraltro rimasto impunito.
Ricordiamo che il prezzolato Sgarbi va a dire minchiate a ripetizione tra buona domenica e la pupa e il secchione senza nemmeno capire di cosa stia parlando.
Ma Feltri… Vittorio Feltri è un artista, riesce ad essere ancora più gustoso con 2 gaffe a ripetizione mentre in trasmissione parla di ateismo: “[…] molti altri, grazie a dio, sono atei,[…] cioè ringraziando il signore non ci credono”.
Ma perché si deve ringraziare dio se non ci si crede? Infondo cosa ci si aspetta da un giornalista di gran razza come usa definirsi, che negli anni ha scritto e pubblicato prima su il Giornale poi su il Borghese, il resto dl carlino , la Nazione fino a Libero delle perle che farebbero impallidire chiunque:
“Alluvione, colpa dei verdi”, “P2, il golpe e l’è inventato la Anselmi”, “Su mani pulite intervenga Amnesty international”, “La lebbra sbarca in sicilia”,“L’arno è pronto a inondare Firenze, per la cattiva gestione del pds”, “sedici casi di lebbra a Messina” dopo una clamorosa smentita sulla questione Lebbra, non solo non si scusa per la vaccata, ma rilancia e scrive “niente allarme ma servono controli”.
Feltri portò avanti una campagna diffamatoria incredibile durata oltre 2 anni nei confronti di Antonio Di Pietro, finchè non fù costretto ad ammettere l’8 novembre del 97 dopo una querela per diffamazione di quest’ultimo, sul quotidiano made in Silvio che aveva scritto una valanga di fesserie e che l’ex pm era immacolato… giocandosi così il posto.
Qualsiasi giornalista dopo una simile figuraccia la smetterebbe, si comprerebbe una casa in campagna e si darebbe alla coltivazione della cicoria, ma NON in Italia, dove queste perle fanno curriculum.
Bene, se queste sono le pretese, immaginiamo dove sono andati a parare, ma ovviamente sulle coppie di fatto, i DICO, sui quali piove una valanga di condanne, bigottismo e chiusura mentale che farebbe impallidire chiunque, quasi quanto il discorso del FILOSOFO Rocco Bottiglione durante la candidatura a commissario al parlamento europeo.
La prassi vuole un’audizione per la verifica dell’idoneità… e qui si consuma il delitto, il geniale Rocco viene rispedito a casa con disonore, a causa di un discorso pregno di gaffe sui gay, sulle donne, su conflitto di interessi e leggi vergogna del governo di super Silvio.
L’intera Europa non seppe se ridere o piangere per questa rivoltante figura tanto che il quotidiano danese information intitolò: “The Rocco horror pictures show”.
Ma nel bel paese dei provoloni e dei pecoroni si discusse solo di sentimento europeo anti-italiano!
Ebbene tutti contro i DICO, le unioni civili, perché sarebbero la distruzione della famiglia, perché sarebbero solo matrimoni tra omosessuali, quindi contro la chiesa e contro natura.
Come se questa gente sapesse cos’è natura e cosa non lo è, innanzitutto l’omosessualità in natura è diffusissima, moltissime specie animali la praticano, quindi inviterei questa gente a riflettere, peccato non ne siano capaci.
In pratica vogliono camuffare come questione civile una questione religiosa ed il vaticano si batte strenuamente per questo… arroccato nella sua mentalità chiusa come una vongola.
Tutti si chiedono il motivo per il quale dei pazzi minaccino il capo della CEI monsignor Bagnasco, il successore di Ruini, nessuno però si chiede cosa abbia scatenato questo malcontento.
Me lo ricordo bene, è stato appena dopo l’elezione del nuovo capo della CEI, Bagnasco ha dichiarato: se si apre la porta ai matrimoni omosessuali, in futuro saranno legalizzati anche la pedofilia e l’incesto.
Ovviamente chiunque con un po’ di sale in zucca si sarebbe indignato, ma non in Italia, doe dopo le prime stizzite polemiche è morta lì.
Eppure a me sembra veramente più grave questa dichiarazione che le battutine di Rivera, che ieri sera a “Parla con me” ha preferito parlare d’altro, anzi cantare, mantenendo però inalterata la sa linea di pensiero, tra l'altro la chiesa non ammatte e non punisce i suoi preti che si macchiano ripetutamente di reati sessuali, anche su minori!
Io invito come sempre alla riflessione, poiché questi sono temi importanti, e non dovrebbero essere strumentalizzati da una classe politica o dalla chiesa, perché se è la chiesa a dettare la via del laicismo, significa che non s’è capito proprio un bel niente!
Alla prossima.

mercoledì 18 aprile 2007

A volte ritornano...

riporto un articolo apparso su primonumero.it in data 18/04/2007

Politica
Di Giandomenico 2: il ritorno
“Ma Termoli può aspettare"
Dopo un anno di ritiro forzato, l’ex sindaco si riaffaccia alla politica attiva: è stato eletto nel consiglio nazionale dell’Udc su proposta di Giovanardi. Nel 2006, dopo il coinvolgimento nell’inchiesta “black hole”, aveva annunciato l’abbandono. “Sono stato chiamato” spiega “e ho risposto positivamente”. Ma, aggiunge, per ora farà politica lontano dalla città

di Daniela Fiorilli

Remo Di Giandomenico con Giulio Andreotti in una foto del 2005
Il periodo di “purgatorio politico” di Remo Di Giandomenico si è dunque ufficialmente concluso. Un anno fuori dalle scene, costellato da un susseguirsi di dichiarazioni di disimpegno definitivo («con la politica non c’entro più nulla»), si è chiuso a Roma domenica scorsa, 15 aprile, quando al congresso nazionale dell’Udc sono stati letti i nomi di coloro che andranno a sedere nel consiglio nazionale del partito di Casini. Fra questi anche otto molisani fra cui Patriciello, Velardi, Tamburro. E l’ex sindaco di Termoli.

Il diretto interessato, naturalmente, attribuisce questo riaffacciarsi alla politica attiva a una sorta di convocazione venuta dall’alto: «Ho sempre ritenuto che bisogna rispondere positivamente quando si è chiamati, per cui per me è la continuazione di un impegno e ho dato la mia piena disponibilità a lavorare per la costruzione di un grande partito che possa essere utile a risolvere i problemi della nostra Nazione». La chiamata, per la precisione, è venuta da Carlo Giovanardi, udiccino emiliano che ha conteso – uscendone sconfitto – la segreteria del partito a Lorenzo Cesa e che è considerato fra i neocentristi l’uomo più disposto a un sempiterno accordo con Berlusconi. Il fatto che Di Giandomenico sia stato selezionato proprio da Giovanardi la dice lunga sulle sue intenzioni di privilegiare i rapporti con i partiti del centrodestra, quelli che lo hanno sempre sostenuto durante il suo ultimo mandato alla guida del Municipio termolese: «Con Carlo Giovanardi» spiega infatti l’ex sindaco «vi è non solo condivisione politica, ma anche amicizia e stima reciproca. Mi ha sollecitato un impegno e gli ho detto di sì».

Di Giandomenico era uscito di scena più o meno un anno fa. Prima il coinvolgimento nell’inchiesta “black hole”, quindi le dimissioni da sindaco, poi la richiesta di arresto formulata nei suoi confronti dal gip di Larino Roberto Veneziano, infine la rinuncia forzata al seggio di deputato alla Camera visto che il suo partito ha deciso di non ricandidarlo. Sembrava la fine di una parabola politica durata trent’anni e lo stesso Di Giandomenico, in quei mesi, pareva a sua volta convinto che una stagione di attivismo si fosse definitivamente chiusa. A chi lo cercava per conoscere i suoi progetti o soltanto per avere qualche suo parere sulle “vicende termolesi” rispondeva immancabilmente così:
«Non mi occupo più di politica: sono tornato a dedicarmi ai miei libri. E così sarà d’ora in poi».

In realtà, quasi nessuno ha davvero creduto a un ritiro definitivo. E il silenzio di questi dodici mesi è stato attribuito, dai più, alla necessità di affrontare innanzitutto la vicenda giudiziaria in cui è coinvolto. Ora che l’inchiesta “black hole” si avvicina alla fine – Di Giandomenico è ancora indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e ad altri reati, e presto potrebbe essere chiesto il rinvio a giudizio per lui come per altri indagati – è venuto il momento di tornare sul palcoscenico pubblico. Per il momento senza ambizioni particolari, almeno a sentire lui: «Nella mia esperienza politica non mi sono mai posto il problema di avere un ‘posto’, ma ho sempre lavorato con passione e convinzione seguendo un ideale e cercando di essere sempre e comunque utile alla comunità con progetti concreti».

La domanda che tutti si fanno, adesso, è se fra i suoi “progetti concreti” vi sia anche quello di rimettere le mani nelle vicende politiche termolesi. Evento che, naturalmente, sarebbe in grado di condizionare la vita del suo partito e del centrodestra in generale. Lui, per ora, fa capire che le intenzioni sono altre. Per quanto riguarda l’Udc, dice: «Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Vale per tutti e anche per me. Vi sono tante energie e tante persone impegnate che possono rendere forte il partito di Termoli». E la stessa cosa vale per la politica cittadina in senso più generale: «La vita ha varie stagioni che si rincorrono ciclicamente. In questo momento la mia stagione richiede impegni diversi, dopo aver dedicato una intera esistenza a questa città». In questo momento.

fonte:http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=3148

A questo punto vorrei commentare, ma sono atterrito dalla dichiarazione, del grande politico...(in realtà me lo aspettavo, come mi aspetto che una massa enorme di imbecilli correranno alle urne per votarlo)
non ho mai nascosto il mio orientamento politico e questo chi mi conosce lo sa, però qui si va ben oltre, perchè la solita parodia dell'italietta, rustica e dominata sai soliti noti, comincia a starmi stretta.
In altri stati, civili e democratici, per molto meno si va in galera e si getta via la chiave qui invece, grazie all'intellighenzia prettamente italiota la quale porta al perdonare a tutti i politici qualsiasi nefandezza...(Le accuse per l’ex sindaco di Termoli sono di associazione a delinquere finalizzata alla concussione, alla corruzione e abuso d’ufficio)e a leggere queste belle notizie.
nell'articolo che avete appena letto spicca la dichiarazione:«Ho sempre ritenuto che bisogna rispondere positivamente quando si è chiamati, per cui per me è la continuazione di un impegno e ho dato la mia piena disponibilità a lavorare per la costruzione di un grande partito che possa essere utile a risolvere i problemi della nostra Nazione».

ma... sono l'unico a pensare che sia proprio lui uno dei peggiori problemi della nazione?
Evidentemente sì, perchè c'è chi dopo lo scandalo black hole, ed i suoi attuali risvolti, lo accoglie a braccia aperte.
Ma la magistratura dov'è? Che fa? perchè quest'uomo ha il potere di tornare in politica?
e sul livello nazionale, poi...
Ma se fosse l'unico caso non mi stupirei più d tanto...Con lui e la moglie fu arrestato anche l'ex manager della Asl di Termoli, Mario Verrecchia, l'uomo che ne ha reso possibile il fallimento.
Sapete oggi che fine ha fatto Verrecchia?

presto detto:

"La giunta Regionale ha deliberato di elargire 84 mila euro l’anno all’ex commissario della Asl di Termoli, arrestato un anno fa per corruzione e peculato. Sarà il braccio destro del Governatore (Iorio) nell’attuazione del piano di tagli a ospedali e servizi sanitari. Una scelta sorprendente: Verrecchia è stato uno degli artefici del disastro sanitario regionale"

primonumero 6/4/2007

ogni commento a questo punto è superfluo anche l'indignazione perchè è il caso di riflettere prima di votare certa genete.
Evita a priori di piangere poi sul latte versato o di prenderselo in quel posto... peccato che i soliti clientelismi rendono possibili tali situazioni.

giovedì 12 aprile 2007

pasquetta assolata... ascella profumata!

Eh, sì... è stata una pasquetta, quella di quest'anno, all'insegna degli odori...
"Perchè?" vi chiederete, giustamente; perchè la natura, i campi, Stefano(che ci ha fatto capire perchè lavora alla turbogas)e Roberto che avrebbe voluto lavorare con lui, il pollaio e le ascelle impreparate al gran caldo di noi tutti, hanno rallegrato l'aria troppo pulita dell'invaso del liscione...
Si era detto nove e mezza puntuali nel parcheggio ma come al solito per quell'ora solo il sottoscritto era presente, seguito a ruota dopo 10 minuti da tutti gli altri, eccetto i soliti ritardatari che ci hanno degnati della loro presenza molto dopo almeno mezz'ora(questo solo perchè avevamo detto
loro che l'appuntamento era per le 8).
Dopo la serie "rituale" di passaggi sfruttando le macchine nuove come sponda

ci siamo avviati alla volta della nostra meta, una casetta in campagna sulle colline, con vista sul lago.

assediati dalle galline (e preoccupati per i fagiani) si comincia l'allestimento della brace, si opta per un sistema innovativo, anzichè le normali griglie per barbecue, canali di scolo dell'acqua...
et voilà specialità della casa, carne al tombino!


menù della giornata: pasta col pesto, carne di agnello(credo), spiedini e salsicce con patate al cartoccio, per poi terminare con un uovo di cioccolato al latte grande quanto Gigi.
tutto sommato se sono ancora vivo era commestibile, anche se la carne si è attaccata tutta.
e dopo un pranzo quasi luculliano...

...le immancabili partite a pallone lungo le rupi, ottime per digerire(ne sò qualcosa).
C'è chi però ha iniziato a digerire prima di tutti con effetti venefici e tra il riccio ed il merluzzo è stata battaglia aperta.



Lucio "giochi senza frontiere" escogita il gioco dell'estate, se si pensa che l'invaso del liscione quest'estate sarà vuoto e non avremmo acqua per lavarci viene proprio da dire: ma che bell'idea!

Amici a casa, siete pronti per un nuovo attacco d'arte? bene, prendete nota: due squadre, due secchi, 2 bottiglie, 2(che cavolo erano?)bottiglie tagliate a mò di paletta, due lanciagranate e mine antiuomo, per queste chiedete aiuto ai genitori.
FFFatto?
bene ora posizionate le due squadre in fila indiana, potete aiutarvi con un frustino, se non rispondono anche con un fucile m-16.
lo scopo del gioco è uccidere il maggior numero di avversari... no, aspetta... ho sbagliato gioco lo scopo è riempire a turno le bottiglie alla fine del percorso, chi finisce per primo sopravvive.
ffatto?
Stè, comunque abbiamo vinto noi!
ad ogni modo le paure di finire in qualche sperduto agriturismo in cui il proprietario (dall'igiene non troppo curata)ci racconta tutta la storia delle sue vacche, pecore, capre, cani, conigli, gatti, maiali, cavalli, triceratopi... morenti per depressione, è stata fugata.
Solo un oscuro soggetto si aggirava inquieto di tanto in tanto tra noi...