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martedì 16 dicembre 2014

Termoli, città dell'archeologia intellettuale.

Vi è mai capitato di trovarvi in quella condizione di rabbia furente ed incontrollata tale da farvi venire voglia di
urlare e spaccare tutto ciò che si trova a portata di mano?
Bene, perchè sono in uno di quei momenti e per spiegarvi il pechè devo raccontarvi la storia di Termoli, o meglio dei suoi ritrovamenti archeologici, ben due necropoli frentane con sepolture che risalgono a periodi compresi tra il 6 secolo ed il 1 secolo a.c.
La prima fu scoperta per la prima volta negli anni '30, ma  probabilmente gli scavi non partirono mai anche se ci fu un primo stanziamento di fondi di 900 lire, poi durante un'apertura di una cava di sabbia in zona porticone, nel 1978, la necropoli venne riscoperta e gli scavi durarono fino al 79, in totale furono portate alla luce 105 tombe ad inumazione.
La seconda necropoli situata in contrada airino venne scoperta nel 1983 durante gli scavi per la realizzazione di una piazza che avrebbe ospitato un incontro con il Papa Giovanni Paolo II.
Lo scavo fu effettuato a fini di recupero, ovvero uno scavo limitato ad un breve tempo poichè l'area fu minacciata dalla distruzione per questioni edilizie, in tutto è durato un mese.
Durante una delle campagne di scavo nel sito di Isernia la pineta a cui partecipai, ebbi modo di scambiare qualche parola con Carmine, un operaio specializzato in scavi archeologici che ebbe modo di lavorare nel sito di piazza del papa nel 1983, mi confermò la durata di un solo mese e l'ubicazione del sito.
Storia vecchia, mi sono già arrabbiato per questo ed ho avuto già modo di schiumare bile.
Però è più forte di me, il pensare che anzichè valorizzare un sito, magari rendendolo visitabile al pubblico, donando così qualcosa di importante ad una comunità dal punto di vista del retaggio storico, si sia optato per la sua distruzione completa è semplicemente segno di assoluta ignoranza.
Anni fa in occasiona di una mostra di modellismo che organizzammo con l'AMT, chiesi ad un consigliere comunale, nonchè parente alla lontana, che si offrì di aiutarci con l'organizzazione, se conoscesse la storia del sito.
Naturalmente ne era completamente all'oscuro, come del resto il 99% della popolazione termolese, ma il giorno dopo chiese qualche informazione tra impiegati comunali e politici più navigati, ci incontrammo il giorno successivo per terminare i lavori di allestimento dei locali espositivi e con una faccia tra il funereo e lo sbigottimento più disarmato mi riferì queste testuali parole:
"meno male che nell'83 abbiamo spianato tutto con le ruspe!"
E' dall'estate del 2006 che mi tormento cercando di capire perchè mai dovesse essere stato un bene averraso al suolo un sito di importanza archeologica inestimabile per mezza giornata di retorica religiosa che si sarebbe potuta spostare in un terreno adiacente.
La religione a quanto pare vince su tutto, anche sulla cultura, che di fatto ne esce sconfitta e soccombe per sempre.
A questo punto vi chiedo di stamparvi bene a mente quelle nefande parole:
"meno male che nell'83 abbiamo spianato tutto con le ruspe!"
perchè a pensarci bene l'opera di distruzione ha avuto anche un seguito postumo, com'è naturale porsi delle domande in casi come qesti, anche a me è venuto uno scrupolo, possibile mai che non ci fosse un qualche tipo di vincolo per i beni culturali?
Ed in effetti navigando sul sito della soprintendenza per i beni archeologici del molise, alla voce vincoli troviamo una sola voce riguardante Termoli:

Termoli contrada airino 09/11/1995 Resti archeologici (annullato dal TAR Lazio)

Insomma il comune si è messo di traverso ed ha iniziato una battaglia legale per strappare il diritto a distruggere anche quel pò che si sarebbe potuto ancora salvare.
Desolante, semplicemente desolante, ma non è finita certamente qui, era rimasto il sito ubicato in contrada porticone, gli scavi si interruppero nel 79 con la promessa di ulteriori campagne volte a scoprire altre sepolture, ma non vi è notizia di nulla di simile dagli anni '80 in poi.
Oggi dopo essere entrato in possesso fortuitamente di una delle pubblicazioni relative allo scavo
Necropoli arcaiche di Termoli e Larino, campagne di scavo 1978-79

riesco, seppur a fatica a scoprire l'esatta posizione del sito, dopo anni di tentativi in cui ogni volta ho cercato infruttuosamente informazioni e osservazioni dirette in svariati punti della zona, trovo una mappa della
superficie di scavo ed una cartina un pò grossolana la quale riporta l'ubicazione rispetto alla città.

Non avrei mai potuto localizzare il sito, perchè ormai anche questo è andato irrimediabilmente perduto, come le mie speranze.Un intero quartiere, sorto nell'arco degli ultimi 10 anni ha spazzato via il sito, senza alcun riguardo, nel disinteresse più totale.A questo panorama desolante si aggiunge il totale disinteresse in cui l'ultim sito di interesse archeologico che ci è rimasto, una villa romana tra contrada difesa grande e San Giacomo degli schiavoni lasciata all'incuria, transennata e dimenticata dopo essere stata distrutta dagli aratri per centinaia di anni.


Insomma, un sistematico tentativo di distruzione rivolto a tutto ciò che avrebbe potuto creare una
 zona di interesse archeologico nella nostra fin troppo culturalmente vuota città.
Ed i reperti? qualcosa è stato trovato, perlomeno un museo sarebbe auspicabile. Nel 2007
iniziarono i lavori per la ristrutturazionedurante l'amministrazione Greco, non fui d'accordo sui locali, ma come si dice meglio che niente, no?
http://sezione9.blogspot.it/2007/10/sono-commosso.html
Eppure cambiano i governi ma la termolesità non si smuove di un millimetro, perchè l'ultimazione del museo, ormai pronto per accogliere una mostra permanente fu oggetto di campagna elettorale nel 2010, trasformando il museo da archeologico a museo d'arte moderna con tanto di opere già acquistate.
Non importa, sapete? Tanto il museo non è stato mai aperto e i locali credo di aver letto, sono stati destinati ad associazioni culturali quali l'archeoclub.
Per non parlare del fatto che Termoli potrebbe avere delle terme romane nascoste sotto i piloni di cemento tra il parco e rio vivo, della torretta sul sinarca, baluardo venduto a privati e restaurato male con tanto di polemiche
http://www.sullacrestadellonda.it/torri_costiere/termoli_sinarca.htm
del discutibile restauro della cattedrale del 1100 con pavimenti nuovi e una mano di pittura, (brividi al solo pensiero).
Poi c'è la semidistrutta ed abbandonata al degrado torre del meridiano, sepolta tra le case in un giardino privato nella via che scende dal terzo corso verso la spiaggia di rio vivo, Per vederla bisogna sapere dov'è, ma non riuscirete mai a visitarla, meglio così, non sia mai dovesse crollare(!).
Per non parlare della scala a chiocciola in cemento armato che adorna le mura duecentesche del borgo antico, recentemente resa seppur con molta difficoltà più pacchiana della bruttura che fu per oltre un trent'ennio...
lo stesso Sgarbi la definì una delle peggiori brutture d'italia e l'attuale ex sindaco ha dichiarato di aver cercato di abbatterla scontrandosi con le autorità preposte, bè perlomeno chi ama guardare sotto le gonne ringrazierà, persino l'illuminazione viene dal basso...

Giusto per la cronaca, per costruirla demolirono questa


A conclusione del discorso facciamo un pò di sano complottismo (sano si fa per dire), così a quell'idiota mascherato che sta in piedi sulla cima del castello di Trezzo sull'adda, muovendosi a rallenty mentre dice boiate, viene un pò duro.
Trovo incredibile la puntuale distruzione di tutto quello che possa rappresentare qualcosa di anche solo vagamente culturale in quel di Termoli, una volta sarebbe un semplice caso, due volte anche, ma questa serie di troppo sfortunati eventi dimostrano o un'odio verso la cultura o degli interessi personali.
giusto per buttarla lì, chi amministrava il comune nel 79, quando cessarono gli scavi a porticone? e nell'83 quando fu rasa al suolo la necropoli in piazza del Papa? Prima e durante il '95 quando il comune chiese la cancellazione del vincolo della soprintendenza sempre per la stessa piazza? Negli anni dal 2002 al 2005 quando sorse il nuovo quartiere a porticone?
Io ci scherzo su ma...http://www.comune.termoli.cb.it/LaCitta/Storia/sindaci.html
forse un giorno tra migliaia di anni qualcuno mi darà ragione scavando tra i resti dell'antica città di Termoli, riportando alla luce i resti della rotonda del porto o della rotatoria che dà verso il centro con la rosa dei venti sbagliata e spianerà tutto con le ruspe laser dicendo: "ma sì, chissenefrega"!

venerdì 7 novembre 2008

tombe bizantine a Termoli


Fino a non molto tempo fa le prove di una Termoli bizantna erano ancora poche ed estremamente vaghe, se si contano solo due pergamene risalenti al 987 d.c. dette: Registrum Petri Diaconi e Oblatio Bonuzii De sancta trinitate de Termole
conservate nell'abbazia di montecassino.
Entrambi i documenti fanno riferimento all'imperatore Basilio, che fu a capo dell'impero bizantino fino al 1025, è proprio sotto il suo regno che l'impero romano d'oriente riconquistò gran parte dei territori in puglia ed a quanto pare anche più a nord lungo la costa adriatica.
oltre a questi due ci sono altri documenti, antecedenti e successivi che attestano la presenza bizantina in basso molise.
Uno di questi risale all'893, inoltre secondo i cronisti arabi Termoli intorno al 930 era sicuramente sotto il dominio bizantino.
ed è in questa cornice storica che finalmente giunge qualcosa di concreto, delle sepolture.
Diciotto tombe di epoca bizantina ritrovate tra contrada marinelle e Campomarino.



fonte primonumero.it
04/11/08 - RITROVAMENTO UNICO IN MOLISE: SCOPERTE 18 TOMBE BIZANTINE
Campomarino. Diciotto tombe di epoca bizantina sono venute alla luce a Campomarino: è il primo - e per ora unico - ritrovamento simile in Molise. Un risultato importante conseguito dagli scavi (finanziati dall'Assessore regionale alla Cultura Sandro Arco e dal Comune di Campomarino) effettuati nei pressi di Marinelle Vecchie dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici del Molise, in collaborazione con l'Università degli Sudi del Molise.
Non è escluso che, dopo le 18 tombe, altri resti archeologici significativi possano essere scoperti nel prosieguo dei lavori. «Grazie all’uso di moderne e sofisticate tecnologie, si pensa di poter individuare a breve un rilevante insediamento nei pressi della necropoli» dichiarano gli esperti.

05/11/08 - TOMBE BIZANTINE, ARCO: "SCOPERTA ARCHEOLOGICA IMPORTANTISSIMO"
Campomarino. L’Assessore regionale ai Beni Culturali, Sandro Arco, soddisfatto per il ritrovamento delle 18 tombe bizantine avvenuto nell’area di Martinelle Vecchie a Campomarino. «Questa importante scoperta si attesta tra le più importanti avvenute negli ultimi anni nella nostra Regione in ambito di rinvenimenti. Questo scavo, finanziato dalla Regione Molise, è stato aperto circa un anno fa a seguito di uno studio di individuazione durato circa sei anni. Ad esso hanno lavorato 4 operai e 12 studenti della facoltà di Beni Culturali dell’Università degli Studi del Molise». Arco sostiene che quanto scoperto sin ora potrebbe essere soltanto una piccola parte della necropoli bizantina che si immagina sia estesa notevolmente in quel sito.
«Rinvenendo un ricco insediamento bizantino andremmo a confermare i forti legami che la nostra Regione ha avuto con popolazioni cosiddette “di mare”, come quelle appartenenti all’ Impero Romano d’Oriente. Questi rapporti, infatti, sin ora sono stati soltanto ipotizzati, ma mai concretamente dimostrati.
Alcuni ritrovamenti avvenuti fino ad oggi nelle regioni limitrofe lasciavano credere che l’influsso bizantino fosse presente soltanto in altre regioni, ma la scoperta di questa necropoli sormonta quanto rinvenuto sin ora anche nelle nostre vicinanze.
Dopo la presenza Longobarda provata sul territorio molisano, troviamo forti testimonianze di quella bizantina sulla nostra costa”».

sabato 23 agosto 2008

eutanasia


Vorrei discutere un attimo il caso di un uomo che ha deciso di morire per via delle sue condizioni fisiche.
Sto parlando di Giovanni Nuvoli, morto il 23 luglio 07 e malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica, che colpise i motoneuroni del midollo spinale, tuttora senza nessuna cura.
La SLA porta alla progressiva paralisi degli arti e di tutto l'apparato buccale, con impossibilità di parola o di deglutizione... è una malattia terificante, non uccide o meglio non dà menomazioni al cervello, ma lascia il malato cosciente di se e del suo stato, rinchiudendolo in un sarcofago crporeo che costringe il malato ad osservare impotente il mondo che lo circonda facendogli notare quanto sia diventato una parvenza di ciò che era.
Nuvoli in questo stato di sofferenza ha più volte dichiarato con un'estrema lucidià il suo desiderio di smettere di soffrire, di finirla con quell'inutile accanimento che lo teneva in vitaartificialmente, alla fine ha deciso di morie rifiutando il cibo dal 16 luglio... è stato costretto a lasciarsi morire di inedia.
A voi semba morire con dignità?
Purtroppo era l'unica strada per smetterla con le sofferenze intollerabili alle quali era costretto da anni.
questi i fatti, una soluzione ci sarebbe, a parte un vuoto legislativo imbarazzante, si chiama testamento biologico o dichiarazione anticipata di volontà, ma anche qualcosa di così semplice in italia tarda a diventare normativa... ci sarebbe da rifletterci sù.
già, perchè purtroppo nella religione cristiana c'è un elemento che giustifica tali atti: la sofferenza (degli altri)che viene elevata spiritualmente, rafforzerebbe lo spirito, beati i sofferenti... ma perchè?
siamo seriamente sicuri del fatto che soffrire sia un bene?
Secondo la religione il dolore purifica, ancora oggi ci sono asprissime resistenze da parte della casta ecclesiastica verso l'anestesia epidurale durante il parto, per un parto senza dolore... immaginate che bello sarebbe se il giorno cheuna donna considera tra i più belli dellasua vita non fosse martoriato dai dolori atroci del parto!
il fatto è che vengono osteggiate persino le cure palliative... questo dà da riflettere tantissimo, anche troppo, eppure nè il popolo, nè lo stato si muovono o meglio si smuovono dal torpore letargico dell'indifferenza... questo perchè finchè non capita a noi in prima persona poco ci frega, ma nel momento in cui ne siamo vittime èormai troppo tardi e siamo invischiati in un sistema di deficenze normative che ci spinge a soffrire l'inedia della società.
Uno stato civile DOVREBBE fornire ai suoi cittadini tutte le alternative di scelta e non imporne una dettata dall'etica o peggio dalla religione.
in italia non si può scegliere di evitare inutili cure mediche ovviando con la morte, badate bene che il tema è ben più ampio, ma chi sosterrebbe la vita accusa ciò di culto della morte, di omicidio... quando sarebbe solo puro e semplice buonsenso.
secondo coloro che inneggiano alla vita, malati come Nuvoli o Welby sarebbero potuti sopravvivere ancora a lungo, senza interventi così brutali sotto il punto di vista morale, che li hanno manipolati fino a fare la scelta
della morte... cioè che che la vita non gli appartiene e che non hanno il diritto di porvi fine.
Ma lo stesso nuvoli aveva dichiarato che non aveva alcuna intenzione di continuare a vivere a quel modo, quella non è vita, è una tortura fisica e ancor più brutalmente psicologica.
I malati che richiedono questa pratica non fanno campagne a favore dell'eutanasia, non vogliono essere strumentalizzati, vogliono solo smettere di soffrire psicologicamente vedendosi in quello stato.
Di conseguenza la legge dovrebbe fornire TUTTE le alternative possibili, infine anche la possibilità dell'eutanasia, e non solo quella, per carità.
Il guaio è che non hanno voce, tutti li sentono, nessuno li ascolta, al massimo se se ne parla in tv, la gente cambia canale perchè elisa di rivombrosa è più interessante, diciamocelo, noi italiani siamo da sempre poco attenti anzi assolutamente strafottenti nelle vitali questioni sociali, ci è più facile farci manipolare dalla religione o da chichessia, pur di non dover usare i nostri neuroni, troppo stancante...meglio la partita di calcio!
Serve che la politica smetta di essere serva della religione e che cominci a pensare seriamente a delle normative che sanciscono anche questi diritti, serve che gli italiani partecipino e siano informati, non plagiati, di modo che possano esprimere la loro opinione in piena coscienza.

Se la mia vita dovesse essere mortificata da una malattia incurabile che mi costringe in un corpo immobile e sofferente non potrei provare più nè gioia nè amore, ma solo rancore e risentimento.
Quando la chiesa tramite uno dei suoi vescovi disse durante una trasmissione televisiva alla moglie di Piergiorgio Welby che lei non le aveva dato abbastanza amore mi si è gelato il sangue, ho provato un brivido!
Come si può accusare e condannare una persona rimasta al capezzale del suo compagno per 10 anni vedendolo peggiorare giorno per giorno, che ha dato tutto per lui, di non essergli stata vicina?
L'ipocrisia velata di falso perbenismo di queste persone è agghiacciante.

Ci sono medici che preferiscono obiettare, per un medico rifiutare di svolgere il volere del malato sarebbe tutt'altro che buon senso, chiunque è libero di scegliere ciò che ritiene più giusto per sè e la sua vita, nessuno dovrebbe avere il diritto di azzardarsi a proferire parola riguardo a quella di un'altra persona, pecialmente se ciò deriva dal dettame di una dottrina religiosa, anzichè dalla semplice ragione.
eppure...
non si può sperare in un mircolo, non è una soluzione, ma solo un sotterfugio, un'illusione o come la vedono molti, un'inganno.

Permettetemi un'ultimo appunto:
troppo spesso combatto con persone che di eutanasia parlano tanto, a sproposito e la condannano senza aver mai capito di cosa stiano parlando, in molti sono addirittura convinti che sia un sistema di soppressione dei malati in maniera gratuita ed indiscriminata.
L'eutanasia in realtà non è altro che aiutare a porre fine al una vita di chi nel pieno delle proprie facoltà mentali non vuole più vivere perchè continuare a vivere sarebbe una tortura, ma fisicamente non è in grado di attuare il proprio desiderio.
Insomma porre fine alle sofferenze di un essere umano con dignità e rispetto per il suo volere.
Non ci si stupisce se un animale viene soppresso anche se pienamente curabile, si dice che è per farlo smettere di soffrire, ma allora perchè un uomo che chiede disperatamente di smettere di soffrire deve essere condannato alla sua sofferenza?

venerdì 18 gennaio 2008

Bioetica nostrana, siamo sicuri sia la strada giusta?


Dal dicembre 2006 l'Italia ha un nuovo Comitato Nazionale di Bioetica, emanazione della presidenza del consiglio dei Ministri, il suo scopo è interpretare il pluralismo delle visioni bioetiche nel nostro stato e come si vuole indirizzarne il dibattito.
Alla luce dell'annuncio ufficiale esecutivo, questo nuovo comitato è stato selezionato in base a quattro criteri fondamentali:
la riduzione dei membri (da 52 a 40)
un maggior numero di donne presenti (15)
l'abbassamento dell'età media
un ricambio nella composizione dell'organismo

fin qui nulla di contestabile, se non fosse che stride in maniera clamorosa la totale assenza di un requisito fondamentale che per quanto i 4 criteri possano essere condivisibili e positivi, li invalida tutti; manca la competenza nel merito.
La riduzione del numero non garantisce certo il pluralismo, al contrario diminuisce le opinioni, un fondamentalista intollerante può benissimo essere giovane, e può essere una donna o può apparire come ricambio rispetto a chi va a sostituire.
Se poi andiamo a scorrere i nomi dei membri ci rendiamo conto del fatto che si presenta una realtà affatto neutrale, ma schierata, viene da chiedersi se i criteri di scelta dei membri siano stati solo quelli citati finora.
Dall'osservazione dei singoli membri in base al lavoro che svolgono, curriculum, a ciò che hanno dichiarato o pubblicato (i diritti dei conviventi, lo statuto dell'embrione, il controllo delle nascite...)si evince che il numero dei rappresentanti del mondo cattolico ammonta a 24, ventiquattro individui.
Che su 40 di per se già superano il quorum ovvero il 50%+1, un numero perfetto per avere la maggioranza assoluta.
Nei passati comitati di bioetica la presenza di questa linea di pensiero è sempre stata preponderante,in un certo senso fa parte dell'Italia, della sua storia non scritta e sicuramente mai seriamente discussa, come appare evidente che il presidente sia un fervente ed intransigente cattolico.
Alla maggioranza assoluta quindi và aggiunto l'ex presidente della corte costituzionale ed attuale presidente dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Francesco Paolo Casavola, professore di diritto romano, che eserciterà la sua influenza di cattolico democratico in quanto presidente del comitato.

Nella maggioranza troviamo quindi rappresentanti della CEI, sacerdoti, cattolici più o meno conservatori, giuristi, medici oltre ad intellettuali di tutto rispetto, il problema è che in questo momento storico l’aggressività e l’intransigenza d’oltretevere fanno sì che si verifichi sempre lo stesso iter nel momento in cui viene chiesto di prendere decisioni cruciali.
La dinamica è: lasciar proliferare il dialogo, almeno apparentemente, fatto salvo che non appena si tocca un tema caro alla chiesa arriva il richiamo a voce alta dei porporati.
A quel punto la distinzione tra cattolici più o meno maturi si scioglie come neve in un forno acceso, bloccando di fatto il dialogo.

Tra questi membri appaiono quindi anche alcuni tra i più agguerriti di quel cattolicesimo conservatore ed antiscientifico che ha trasformato i dibattiti in campagne ideologiche violente ed intolleranti, oltre che sicuramente poco informate in ambito scientifico, ne è un esempio è il turpiloquio scurrile riguardante l’eugenetica nazista, oppure quello della scienza della morte, la tirannia della tecnica o la manipolazione della vita.
Insomma nella maggioranza schiacciante si annida lo zoccolo duro degli oltranzisti mai visto finora.

I laici sono i rimanenti 16 membri, tra cui alcuni elementi di spicco della scienza italiana, Alberto Piazza, Elena Cattaneo e Silvio Garattini, al loro fianco i rappresentanti di altre religioni.
Infine uno sparuto gruppo di rappresentanti della bioetica laica italiana storica.
Il loro ruolo è far un po’ di rumore tanto per far vedere che ci sono altri punti di vista, il laico tutto d’un pezzo ha potuto dire la sua nonostante le decisioni siano state prese “democraticamente” con tanto di stupore da parte dei 24… il pluralismo è salvo!
Insomma i laici sono e devono essere in minoranza, devono fare rumore, protestare e sbraitare, possibilmente litigando tra loro e senza dote di dialogo, non sono utili.

Nel CNB inoltre se indaghiamo scopriamo che i membri di formazione umanista e che quindi non hanno una formazione scientifica sono ben 24, una maggioranza schiacciante che si esprime su temi di attinenza scientifica e sperimentale
Per contro si contano 8 medici ed 8 scienziati che comunque restano in minoranza.

Nei paesi civili ed avanzati la comunità scientifica viene principalmente ascoltata, nell’eventualità controllata, perché si tratta di un prezioso interlocutore, l’obiettivo è fornire alla politica gli strumenti necessari per far evolvere la sfera dei diritti civili e condividere l’etica della comunità.
Non accade assolutamente che vengano visti come una minaccia che diffonde la cultura della morte, per carità i fanatici religiosi che additano la scienza come un male supremo esistono ovunque, solo che in genere si vedono per strada… non in sedi di governo o peggio in comitati che decidono come deve comportarsi la ricerca.
In Italia il CNB si esprime attraverso pareri censori e moralistici, oltre a venire consultato sporadicamente.
La comunità scientifica non viene presa in considerazione nei dibattiti pubblici, viene strumentalizzata e messa in caricatura, ne abbiamo avuto un triste esempio durante il referendum sulla legge 40/2004 del giugno 2005, un singolo scienziato(un addetto ai lavori con una cultura adatta a comprendere e divulgare in quest’ambito) quindi viene messo sullo stesso piano di qualsiasi altra persona.

La ricerca sulle cellule staminali embrionali in Italia

Un altro punto fondamentale è la libertà di ricerca:
negli ultraconservatori Stati Uniti nel 2004 si è deciso che la ricerca sulle cellule staminali embrionali non doveva essere finanziata da fondi pubblici, ovvero l’amministrazione si assume le responsabilità politiche di fronte agli elettori di una scelta vincolante per la ricerca statale, ma questo non vieta ai privati di finanziare studi in tale direzione, nel nostro stato invece la decisione è vincolante perché la legge stabilisce un divieto che se violato porta a sanzioni.
Più semplicemente è proibita.
Insomma il Comitato Nazionale di Bioetica decide sia le linee guida della ricerca, favorendone una piuttosto che un’altra, ma decide cosa è lecito o illecito fare, diritti o crimini.

Il nostro stato punta tutto sulle cellule staminali adulte e fetali, si ritiene che siano la linea di studio di maggior successo, l’intera stampa cattolica le loda e dice che “sarebbe eticamente inaccettabile orientarsi diversamente”, intervistando giornalmente i ricercatori che le studiano, sottacendo rischi e fallimenti per una questione ideologica.
Le staminali embrionali invece sono ritenute peccato, non curano nulla, gli studiosi che si concentrano su di loro creano facili illusioni nei pazienti.
Però questa è una decisione di Stato, non ha nulla a che fare con la reale situazione della ricerca a livello mondiale.
Il buon senso suggerisce di orientare gli studi in tutte le direzioni e non concentrarsi solo in un senso, escludendo per ragioni che di scientifico hanno ben poco possibilità irripetibili.
Entrambe le linee i ricerca hanno tanti vantaggi quanti svantaggi, inoltre uno studio può avere benefici sull’altro, la posta in gioco è notevole, non solo vi è la medicina rigenerativa capace di risolvere problemi oggi insormontabili, ma anche un’opportunità di comprensione di quei meccanismi naturali che portano alla formazione di tessuto oppure le cause di malattie che oggi ignoriamo.
Insomma qualcosa da non sottovalutare assolutamente, eppure un pregiudizio scientifico si trasforma in una legge restrittiva che sancisce cosa si può conoscere e cosa no.
Nel frattempo tutti i fondi pubblici finiscono a chi si occupa di staminali adulte e parte dei ricercatori che ne usufruiscono si sono battuti profondamente per il fallimento del referendum sulla legge 40.
Pura ideologia? Evitiamo le dietrologie inutili e torniamo ai fatti, è possibile comunque una scappatoia, studiare le staminali embrionali già predisposte in coltura prima del divieto di produzione di nuove linee cellulari, perfetto! Basterebbero semplicemente i fondi ma questi non vengono elargiti dallo stato, quindi non si può fare.
Non sarebbe proibito, ma di fatto è negato.
Da qualche tempo una proposta di legge del ministro Rutelli propone la destinazione di decine di milioni di euro verso lo studio delle staminali adulte, nel prologo della legge si evince che “sono le più promettenti”, questo sulla base di un caso clinico montato ad hoc (no esistono staminali del pancreas, o almeno non sono state ancora scoperte finora)sl quale legiferare e stanziare fondi pubblici su una non conoscenza della scienza, queste le parole di una requisitoria di Carla Cattaneo.
Ma nella proposta di legge vi è un ulteriore stanziamento di fondi pubblici, tre milioni di euro per informare i cittadini sulle straordinarie possibilità terapeutiche delle staminali adulte, insomma pura propaganda unilaterale.

Rimane comunque un paradosso il fatto che in Italia la ricerca debba avere a che fare con ristrettezze economiche, ostacoli legislativi, conflitti di interessi e scelte di divieti del tutto arbitrarie da parte di quell’ortodossia che risiede in parlamento e nella commissione di Bioetica.



Per chi volesse visitare il sito governativo questo è il link
http://www.palazzochigi.it/bioetica/index.html