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mercoledì 8 giugno 2011

Perchè IO non voglio il nucleare in italia


http://sezione9.blogspot.com/2011/06/perche-io-non-voglio-il-nucleare-in.html

Tra pochissimi giorni si andrà a votare per decidere sui quattro quesiti referendari dedicati rispettivamente alla gestione del servizio idrico , al nucleare e al legittimo impedimento.
qui un sito che spiega come saranno organizzate le scheda

http://www.ilcambiamento.it/beni_comuni/referendum_2011_come_si_vota.html

Io voterò 4 sì, ma vorrei spiegarvi brevemente perché scelgo di non avere il nucleare qui in Italia,
innanzitutto ci tengo a precisare che non sono mai stato contrario al nucleare in generale, è una fonte di energia che non ha impatti sull'effetto serra, non inquina, e produce relativamente poche scorie.
Ha indubbiamente molti vantaggi, inoltre non penso che in Italia si possa verificare una nuova Chernobyl o peggio, qualcosa di simile al terremoto in Giappone che ha distrutto la centrale di Fukushima, certo abbiamo avuto sismi importanti, come ad esempio quello de L'aquila di un paio di anni fa, ma conosciamo le zone di maggiore rischio sismico... anche se queste sono state rivedute solo di recente in seguito al terremoto di S.Giuliano di puglia.
No, non è per questo che motivo il mio dissenso, l'italia è sì molto sismica, ma trovo estremamente improbabile che ci sia la possibilità che accada in futuro un evento tale da portare ad un disastro nucleare, per quanto rimanga comunque possibile, dopotutto i problemi nelle centrali sono all'ordine del giorno e questo succede in tutto il mondo.
Il problema, a mio avviso, sono le scorie ed è un problema, questo, che non ha nessuna soluzione, perché siamo in uno stato che non riesce già a smaltire la propria immondizia, figuriamoci le scorie di 3° livello...
spiego in poche parole quali sono i rifiuti radioattivi:
ne esistono 3 categorie:
la prima è quella dei residui ospedalieri, materiali usati per gli esami radiologici,
la seconda è costituita dai materiali di costruzione delle centrali nucleari,
la terza categoria, il 90% delle emissioni radioattive, quindi pericolosissime, è formata dalle barre di uranio 235 o plutonio 239, quindi materiali di fissione.
Per i residui di terza categoria esiste a livello mondiale un solo sito definitivo, quello di Yucca Mountain nel deserto del Nevada , figuriamoci se la geologia italiana possa consentire qualcosa di simile, ma dove sono allora le barre di Uranio di scarto stoccate negli ultimi vent'anni di utilizzo dei 4 reattori elettronucleari?
Se andate nella centrale di Caorso troverete le barre di uranio ancora nel nocciolo, oltre a quelle di Trino Vercellese , molte sono a Saluggia in Piemonte, dietro un muro di cemento alto 5 metri e profondo 15, non inertizzate, e parzialmente allo stato liquido...
64 barre invece sono custodite a Trisaia, 20 km da Scanzano Ionico, sito di cui parlerò a breve , in un centro dell'Enea sotto il costante pericolo di sversamenti e perdite!
Insomma, non si è nemmeno riusciti a smaltire quanto si è prodotto fino all'87, dove si pensa di mettere le nuove scorie?
In Italia la questione nucleare è mal posta fin dall'inizio, non è mai stato applicato in nessun caso il principio di precauzione, cioè un po’ di semplice buonsenso, secondo il quale se non so cosa fare delle scorie non dovrei a priori neppur pensare di mettere in funzione un reattore, soprattutto per gli enormi costi di tempo e denaro per la dismissione di centrali nucleari.
Per quanto riguarda l'idoneità dei siti di stoccaggio adatti, l'idoneità geologica è un fattore fondamentale, ma esiste anche la necessità di una serie di soluzioni che non compromettano il patrimonio naturalistico-ambientale anche se si parla di mera potenzialità dalla minaccia di inquinamento radioattivo.
Parliamo di rifiuti di 2° livello, il materiale di costruzione delle 4 centrali già esistenti, a distanza di 24 anni non ancora è stato fatto il decommissioning sulle 4 centrali esistenti a Caorso, Trino Vercellese, Garigliano e Borgo Sabotino, come potete vedere anche da google earth sono ancora lì
Garigliano (sessa aurunca CS) lat. 41°15'29.34"N long. 13°50'8.73"E
Trino vercellese 45°10'59.05"N 8°16'39.29"E
Caorso 45° 4'18.20"N 9°52'18.16"E
Borgo sabotino (latina) 41°25'38.25"N 12°48'26.89"E
Non si è speso nulla per il decommissioning, ovvero la dismissione delle 4 centrali, non solo per questioni di denaro, anche ,ma soprattutto per la mancanza di siti di stoccaggio che in Italia non ci sono,
In passato si parlò di Scanzano Ionico, sito composto da 600 metri di argilla e 250metri di salgemma, per poi trovare più in profondità altra argilla
apparentemente perfetto, ma c'è un ma
un sito geologicamente ideale deve essere immune a rischi sismici o idrogeologici, per ovvie ragioni
(in sito politicamente ideale è: ovunque, basta pagare) ma l'Italia è ancora in orogenesi, sta ancora emergendo ed i terremoti sono comuni, normali e costanti... e con essi i problemi di tipologia idrogeologica.
La regione lucana ha una storia geologica complessa, è attivissima quindi sismica soggetta ad alluvioni anche di vasta portata, l'appennino c'è ma è sotterrato, risale ad un paio di milioni di anni fa, geologicamente ieri, si trova sotto quello strato di argille innalzate mentre erano sedimentate sul fondo del mediterraneo prosciugatosi più di una volta(da qui il salgemma) durante la famosissima crisi dei gessi del messiniano di sei milioni di anni fa.
La questione è: quanto è vecchio il Golfo di Taranto?
l'università di Potenza (incredibilmente non coinvolta nel dibattito sul se sia un sito sicuro) sostiene che l'intero territorio sia derivato da un collasso e quindi sprofondamento dell'intero settore meno di 100 mila anni fa, quindi ancora soggettissima a frane dovute a faglie ancora attive e quindi terremoti.
Recentemente l'intera area è stata riclassificata in terza categoria sismica, numerose faglie e fratture interessano proprio gli strati di salgemma, insomma delle prospettive preoccupanti
anche la possibilità di infiltrazioni di acqua non è da sottovalutare, acqua vuol dire dispersione di radionuclidi, cioè particelle radioattive, e quindi trasporto nelle falde acquifere
La normativa vieta la collocazione di scorie in aree in cui si riscontrano sedimenti che testimoniano alluvioni antiche o recenti... il sito di Scanzano Ionico, per la precisione l'area di Terzo Cavone è proprio nel letto di un fiume! ...paradossale!
inoltre con l'aumento del livello del mare dovuto al surriscaldamento globale l'intera area sarebbe sommersa dalle acque, questo in tempi minori di 100 anni
inoltre la costa ionica è in regressione da tempo, la forza del moto ondoso e quindi l'erosione, facilitata dal prelievo di ghiaia e sabbia dai fiumi oltre alle numerose dighe che trattengono il sedimento, non ci vorrà molto prima che Terzo Cavone venga lambita dai flutti...
però il problema principale è che le acque di falda potranno arrivare a toccare lo strato di salgemma (che non si sa se ha già delle inclusioni fluide)
quindi non è tanto critico il fatto che non sia adatto il territorio, quanto il metodo di determinazione che è carente di metodo e procedure corrette!
il sito di Scanzano Ionico non è attualmente considerabile ma avrebbe dovuto contenere rifiuti di terza categoria
In cambio del sito di Terzo Cavone (l'area di Scanzano designata per il sito di stoccaggio) ai lucani sarebbero andati 50 milioni di euro, il che di per sé è già una ammissione più che ovvia di colpevolezza, quindi della possibilità di danni ambientali che verrebbero portati da rifiuti "innocui"...
Il sito è stato giudicato idoneo dopo pochi mesi, mentre in tutto il mondo ci vogliono degli anni, se questo divenisse reale cioè se si costruisse l'area di stoccaggio, cosa impedirebbe all'intera Europa di consideri la sistemazione in loco dei suoi rifiuti di terza categoria(per i quali non hanno siti definitivi)?
cosa impedirebbe a Scanzano Ionico di diventare la pattumiera d’Europa?
l'italia non ha più nè cultura ne tecnologia per gestire il nucleare, è costretta ad acquistare dall'estero anche le competenze,per non parlare dei costi esorbitanti e degli appalti all'italiana.
Come ho già detto, a me non preoccupano le centrali in sé, preoccupa lo smaltimenti di scorie che è impossibile smaltire in Italia ed inviarle in siti specializzati in tutto il mondo costa…
In passato si sono inviate in africa oppure si sono inabissate nei fondali del tirreno e dell’adriatico
documentario le navi dei veneni


1° parte di una puntata a tema di blu notte

Queste le motivazioni per cui IO voterò SI per l'abrogazione sulle disposizioni contenute nell'articolo 5 comma 1 e 8 dl 31/03/2011 n.34, convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n.75. Il quesito rielaborato dalla Cassazione tiene conto dell'abrogazione parziale contenuta nel decreto omnibus. Votare Sì significa evitare che nel prossimo futuro vengano costruite centrali nucleari in Italia.
E voi? Cosa decidete di fare?

venerdì 18 gennaio 2008

Bioetica nostrana, siamo sicuri sia la strada giusta?


Dal dicembre 2006 l'Italia ha un nuovo Comitato Nazionale di Bioetica, emanazione della presidenza del consiglio dei Ministri, il suo scopo è interpretare il pluralismo delle visioni bioetiche nel nostro stato e come si vuole indirizzarne il dibattito.
Alla luce dell'annuncio ufficiale esecutivo, questo nuovo comitato è stato selezionato in base a quattro criteri fondamentali:
la riduzione dei membri (da 52 a 40)
un maggior numero di donne presenti (15)
l'abbassamento dell'età media
un ricambio nella composizione dell'organismo

fin qui nulla di contestabile, se non fosse che stride in maniera clamorosa la totale assenza di un requisito fondamentale che per quanto i 4 criteri possano essere condivisibili e positivi, li invalida tutti; manca la competenza nel merito.
La riduzione del numero non garantisce certo il pluralismo, al contrario diminuisce le opinioni, un fondamentalista intollerante può benissimo essere giovane, e può essere una donna o può apparire come ricambio rispetto a chi va a sostituire.
Se poi andiamo a scorrere i nomi dei membri ci rendiamo conto del fatto che si presenta una realtà affatto neutrale, ma schierata, viene da chiedersi se i criteri di scelta dei membri siano stati solo quelli citati finora.
Dall'osservazione dei singoli membri in base al lavoro che svolgono, curriculum, a ciò che hanno dichiarato o pubblicato (i diritti dei conviventi, lo statuto dell'embrione, il controllo delle nascite...)si evince che il numero dei rappresentanti del mondo cattolico ammonta a 24, ventiquattro individui.
Che su 40 di per se già superano il quorum ovvero il 50%+1, un numero perfetto per avere la maggioranza assoluta.
Nei passati comitati di bioetica la presenza di questa linea di pensiero è sempre stata preponderante,in un certo senso fa parte dell'Italia, della sua storia non scritta e sicuramente mai seriamente discussa, come appare evidente che il presidente sia un fervente ed intransigente cattolico.
Alla maggioranza assoluta quindi và aggiunto l'ex presidente della corte costituzionale ed attuale presidente dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Francesco Paolo Casavola, professore di diritto romano, che eserciterà la sua influenza di cattolico democratico in quanto presidente del comitato.

Nella maggioranza troviamo quindi rappresentanti della CEI, sacerdoti, cattolici più o meno conservatori, giuristi, medici oltre ad intellettuali di tutto rispetto, il problema è che in questo momento storico l’aggressività e l’intransigenza d’oltretevere fanno sì che si verifichi sempre lo stesso iter nel momento in cui viene chiesto di prendere decisioni cruciali.
La dinamica è: lasciar proliferare il dialogo, almeno apparentemente, fatto salvo che non appena si tocca un tema caro alla chiesa arriva il richiamo a voce alta dei porporati.
A quel punto la distinzione tra cattolici più o meno maturi si scioglie come neve in un forno acceso, bloccando di fatto il dialogo.

Tra questi membri appaiono quindi anche alcuni tra i più agguerriti di quel cattolicesimo conservatore ed antiscientifico che ha trasformato i dibattiti in campagne ideologiche violente ed intolleranti, oltre che sicuramente poco informate in ambito scientifico, ne è un esempio è il turpiloquio scurrile riguardante l’eugenetica nazista, oppure quello della scienza della morte, la tirannia della tecnica o la manipolazione della vita.
Insomma nella maggioranza schiacciante si annida lo zoccolo duro degli oltranzisti mai visto finora.

I laici sono i rimanenti 16 membri, tra cui alcuni elementi di spicco della scienza italiana, Alberto Piazza, Elena Cattaneo e Silvio Garattini, al loro fianco i rappresentanti di altre religioni.
Infine uno sparuto gruppo di rappresentanti della bioetica laica italiana storica.
Il loro ruolo è far un po’ di rumore tanto per far vedere che ci sono altri punti di vista, il laico tutto d’un pezzo ha potuto dire la sua nonostante le decisioni siano state prese “democraticamente” con tanto di stupore da parte dei 24… il pluralismo è salvo!
Insomma i laici sono e devono essere in minoranza, devono fare rumore, protestare e sbraitare, possibilmente litigando tra loro e senza dote di dialogo, non sono utili.

Nel CNB inoltre se indaghiamo scopriamo che i membri di formazione umanista e che quindi non hanno una formazione scientifica sono ben 24, una maggioranza schiacciante che si esprime su temi di attinenza scientifica e sperimentale
Per contro si contano 8 medici ed 8 scienziati che comunque restano in minoranza.

Nei paesi civili ed avanzati la comunità scientifica viene principalmente ascoltata, nell’eventualità controllata, perché si tratta di un prezioso interlocutore, l’obiettivo è fornire alla politica gli strumenti necessari per far evolvere la sfera dei diritti civili e condividere l’etica della comunità.
Non accade assolutamente che vengano visti come una minaccia che diffonde la cultura della morte, per carità i fanatici religiosi che additano la scienza come un male supremo esistono ovunque, solo che in genere si vedono per strada… non in sedi di governo o peggio in comitati che decidono come deve comportarsi la ricerca.
In Italia il CNB si esprime attraverso pareri censori e moralistici, oltre a venire consultato sporadicamente.
La comunità scientifica non viene presa in considerazione nei dibattiti pubblici, viene strumentalizzata e messa in caricatura, ne abbiamo avuto un triste esempio durante il referendum sulla legge 40/2004 del giugno 2005, un singolo scienziato(un addetto ai lavori con una cultura adatta a comprendere e divulgare in quest’ambito) quindi viene messo sullo stesso piano di qualsiasi altra persona.

La ricerca sulle cellule staminali embrionali in Italia

Un altro punto fondamentale è la libertà di ricerca:
negli ultraconservatori Stati Uniti nel 2004 si è deciso che la ricerca sulle cellule staminali embrionali non doveva essere finanziata da fondi pubblici, ovvero l’amministrazione si assume le responsabilità politiche di fronte agli elettori di una scelta vincolante per la ricerca statale, ma questo non vieta ai privati di finanziare studi in tale direzione, nel nostro stato invece la decisione è vincolante perché la legge stabilisce un divieto che se violato porta a sanzioni.
Più semplicemente è proibita.
Insomma il Comitato Nazionale di Bioetica decide sia le linee guida della ricerca, favorendone una piuttosto che un’altra, ma decide cosa è lecito o illecito fare, diritti o crimini.

Il nostro stato punta tutto sulle cellule staminali adulte e fetali, si ritiene che siano la linea di studio di maggior successo, l’intera stampa cattolica le loda e dice che “sarebbe eticamente inaccettabile orientarsi diversamente”, intervistando giornalmente i ricercatori che le studiano, sottacendo rischi e fallimenti per una questione ideologica.
Le staminali embrionali invece sono ritenute peccato, non curano nulla, gli studiosi che si concentrano su di loro creano facili illusioni nei pazienti.
Però questa è una decisione di Stato, non ha nulla a che fare con la reale situazione della ricerca a livello mondiale.
Il buon senso suggerisce di orientare gli studi in tutte le direzioni e non concentrarsi solo in un senso, escludendo per ragioni che di scientifico hanno ben poco possibilità irripetibili.
Entrambe le linee i ricerca hanno tanti vantaggi quanti svantaggi, inoltre uno studio può avere benefici sull’altro, la posta in gioco è notevole, non solo vi è la medicina rigenerativa capace di risolvere problemi oggi insormontabili, ma anche un’opportunità di comprensione di quei meccanismi naturali che portano alla formazione di tessuto oppure le cause di malattie che oggi ignoriamo.
Insomma qualcosa da non sottovalutare assolutamente, eppure un pregiudizio scientifico si trasforma in una legge restrittiva che sancisce cosa si può conoscere e cosa no.
Nel frattempo tutti i fondi pubblici finiscono a chi si occupa di staminali adulte e parte dei ricercatori che ne usufruiscono si sono battuti profondamente per il fallimento del referendum sulla legge 40.
Pura ideologia? Evitiamo le dietrologie inutili e torniamo ai fatti, è possibile comunque una scappatoia, studiare le staminali embrionali già predisposte in coltura prima del divieto di produzione di nuove linee cellulari, perfetto! Basterebbero semplicemente i fondi ma questi non vengono elargiti dallo stato, quindi non si può fare.
Non sarebbe proibito, ma di fatto è negato.
Da qualche tempo una proposta di legge del ministro Rutelli propone la destinazione di decine di milioni di euro verso lo studio delle staminali adulte, nel prologo della legge si evince che “sono le più promettenti”, questo sulla base di un caso clinico montato ad hoc (no esistono staminali del pancreas, o almeno non sono state ancora scoperte finora)sl quale legiferare e stanziare fondi pubblici su una non conoscenza della scienza, queste le parole di una requisitoria di Carla Cattaneo.
Ma nella proposta di legge vi è un ulteriore stanziamento di fondi pubblici, tre milioni di euro per informare i cittadini sulle straordinarie possibilità terapeutiche delle staminali adulte, insomma pura propaganda unilaterale.

Rimane comunque un paradosso il fatto che in Italia la ricerca debba avere a che fare con ristrettezze economiche, ostacoli legislativi, conflitti di interessi e scelte di divieti del tutto arbitrarie da parte di quell’ortodossia che risiede in parlamento e nella commissione di Bioetica.



Per chi volesse visitare il sito governativo questo è il link
http://www.palazzochigi.it/bioetica/index.html

giovedì 8 novembre 2007

veleni & veleni

Cronache
Puzza al Nucleo, cresce il sospetto: “E se l’aria fosse malata?”
Mentre gli organismi preposti al controllo delle sostanze che fuoriescono dalle fabbriche ammettono la difficoltà a individuare le origini di quei miasmi, i lavoratori e i cittadini hanno sempre più paura. Martedì 6 novembre un incontro in Comune per affrontare il problema. “Alcuni operai si sentono male inalando quegli odori – ha detto il rappresentante sindacale – Ma non lo segnalano perchè hanno paura”.

di Stefano Di Leonardo

L'incontro di questa mattina in Municipio
Termoli. Il problema lo avvertono principalmente gli operai che tutti i giorni vanno al nucleo industriale di Termoli per lavorare. La puzza, in quella zona, raggiunge spesso livelli insostenibili. Ma anche interi quartieri della città (soprattutto Difesa Grande) e comuni come Portocannone e Campomarino non sono immuni dal fenomeno. Che, a parte il fastidio per il naso e qualche volta anche per la gola che brucia, comincia a diventare un insopportabile sospetto. E se quell’odore nauseabondo fosse la spia di qualcosa che non va nell’aria del BassoMolise, la cartina di tornasole di un livello di inquinamento superiore al tetto stabilito per legge? Un sospetto strettamente collegato con i casi – frequenti – di malattie neoplastiche e di leucemie infantili. Così i cittadini sono assaliti dal dubbio, e dalla paura. Ma le risposte alle domande non ci sono, perchè mentre le segnalazioni sulla puzza proveniente dal nucleo industriale si fanno sempre più insistenti, le Istituzioni cercano generalmente di essere rassicuranti, nonostante l’assenza di dati scientifici e dell’atteso – e sempre rinviato – Registro dei Tumori. Cominciare a discuterne seriamente e affrontare di petto il problema è un modo per cominciare a dare risposte. Questo lo spirito dell’incontro che questa mattina – 6 novembre - si è svolto nella sala giunta del Comune di Termoli.
L’incontro, presieduto dall’assessore all’Ambiente Emanuela Lattanzi, ha visto la partecipazioni di varie categorie interessate, ma non tutte. «Stigmatizziamo l’assenza dei rappresentanti dell’Asrem, mentre noto con piacere la presenza di esponenti del sindacato» ha dichiarato in apertura la Lattanzi. Erano invece presenti l’ingegner Perla in rappresentanza del Nucleo Industriale e alcuni tecnici dell’Arpam. La ‘tavola rotonda’ è stata fortemente sollecitata dalle continue lamentele dei cittadini, lavoratori e residenti della zona, che di continuo puntano il dito contro i persistenti e nauseabondi odori provenire dal Nucleo.

Sia i rappresentanti Arpam che quelli del Consorzio però hanno ammesso la grande difficoltà di riuscire a individuare la reale provenienza di determinati odori a causa delle numerose variabili esistenti. «Gli odori possono provenire dalle sostanze utilizzate, dagli scarichi, dalle emissioni e non dimentichiamoci della grande quantità di possibili sorgenti di odori» ha affermato la dottoressa Esposito, in qualità di tecnico dell’Arpam. «Noi eseguiamo controlli da 10 anni» gli ha fatto eco il dottor Del Torto, anche lui tecnico dell’Arpa Molise. Lo stesso Del Torto ha portato poi l’esempio dello Zuccherificio del Molise, azienda che per anni é stata ritenuta responsabile di emissioni di odori sgradevoli. «Dopo alcune nostre verifiche sono intervenuti con delle sostanze esistenti sul mercato che hanno notevolmente ridotto l’emissione di questi odori».
L’ingegner Perla ha invece fatto leva sulla possibilità di «portare avanti un approccio più sistematico nella rilevazione dei dati » rilevando poi come sia «già partito uno studio in questo senso in collaborazione con l’Enea e che coinvolgerà anche l’amministrazione comunale».
«Lo studio dovrà servire per sistematicizzare la verifica della provenienza e del successivo abbattimento degli odori» ha aggiunto l’assessore Lattanzi.

I rappresentanti sindacali della Fim-Cisl hanno invece puntato il dito su episodi concreti di persone che hanno avuto problemi di salute a causa della puzza. «Conosco lavoratori che si sono sentite mali a causa di quei miasmi che prendono alla gola» ha dichiarato il sindacalista Manes, aggiungendo che «Molti di loro sono convinti che la puzza provenga dalle industrie chimiche». E’ un fatto che a essere messe sotto accusa sono proprio i tre impianti chimici presenti nella zona industriale di Termoli e, negli ultimi tempi, anche la centrale Turbogas. Secondo il racconto del sindacalista i lavoratori se ne lamentano, ma spesso hanno paura di esporsi in prima persona. «Molti lavoratori pur avvertendo problemi di salute, non li segnalano all’Asrem» ha rivelato Manes. I problemi sono tanti e l’incontro di oggi ha tentato di chiarirli e di individuare le possibili strategie per dare delle risposte alle preoccupazioni dei cittadini, sempre più allarmati per la propria salute. Ora si spera che alle tante parole, seguano fatti concreti. Oggi stesso intanto, i lavoratori del Nucleo hanno dovuto fare i conti con una puzza insistente. Un’altra giornata di lavoro con quel tarlo in testa: e se la puzza fosse solo la punta di un iceberg?

(Pubblicato il 06/11/2007)fonte primonumero

Tre industrie chimiche che riversano costantemente nell'aria del nucleo polveri sottili di ogni dimensione e sostanze chimiche allo stato gassoso sono certamente un campanello d'allarme non di poco conto, m chiedo perchè la questione non sia mai stata presa in considerazione finora da chi è preposto ad effettuare i relativi controlli, ad esempio l'ARPA
arpa molise
eppure si tratta di un fatto di enorme gravità,la ragione credo sia risaputa, un velo di omertà che circonda da sempre i poteri forti e chi mngia dai loro piatti

lunedì 7 maggio 2007

Questioni ...di fede

Venerdì sera mi è capitato di guardare una puntata di confronti su rai due, gli ospiti erano
Vittorio Feltri direttore di Libero e Ferruccio DeBortoli, direttore de Il sole 24 ore, con un intervento di Vittorio Sgarbi.
Il tema della discussione?
Le parole di Andrea Rivera durante la conduzione del concerto del 1° maggio, e lì tutti a sparare a zero su una persona che grazie alla libertà di opinione si è espressa contro il Vaticano, insomma rivera non aveva diritto di replica perché non invitato in trasmissione ma erano tutti contro di lui.
Ora mi chiedo: perché? Cos’ha detto di così stupido? Analizziamo un momentole sue frasi.
Ha detto che non sopporta che la chiesa non abbia concesso i funerali religiosi a Welby ma li ha concessi a Pinochet, Franco ed anche ad un componente della banda della magliana… e quindi? Cosa c’è di così assurdo? Di così falso?
La risposa è niente! Perché sono parole perfettamente condivisibili, ed ha detto cose vere, reali, non stupidaggini frutto della sua mente, negli anni di pontificato di Benedetto 16° la chiesa s è trovata a fare moltissimi passi indietro rispetto a quelli del suo predecessore, addirittura ingaggiando vere e proprie battaglie politiche, Cos’è Welby? Un peccatore? Un assassino? È solo un uomo che nell’impossibilità di morire ha chiesto a qualcuno di farlo al posto suo, un uomo che ormai aveva perso quasi tutta la sua umanità e soprattutto la voglia di vivere…non l’avesse mai fatto, la chiesa per intero si è accanita contro di lui, cos’avrebbe dovuto fare? Aspettare un miracolo? Ovviamente è una pretesa assurda, in quel caso avrebbe potuto aspettare una cura con le cellule staminali, peccato che la chiesa non accetti queste cure, perché non accetta nemmeno la sperimentazione su cellule staminali.
A proposito di terroristi, i preti durante i giorni del referendum sulla procreazione assistita hanno chiaramente intimato ai fedeli di NON andare a votare, altrimenti sarebbero finiti all’inferno!
Premessa la libertà di opinione, ognuno fa quello che ritiene giusto, però ora non venitemi a dire che una fetta della popolazione non è stata condizionata da queste parole, perché io non ci credo assolutamente!
Inoltre Rivera ha detto: La chiesa non crede nell’evoluzione, è per questo che non si è mai evoluta.
Anche in questo caso è vero, la chiesa non accetta la teoria evoluzionistica, nonostante Giovanni Paolo II abbia affermato che l’evoluzione è talmente evidente che impossibile ignorarla, il suo successore oggi DEMONIZZA la scienza e pretende di considerare la fonte biblica come scientifica e capace di spiegare l’origine dell’uomo. Il vaticano quindi, ideologicamente è ancora com’era 2000 anni fa, non si è evoluto, non è maturato nei secoli… magari la chiesa è come era 1000 anni fa, ma il risultato non cambia sostanzialmente, è vecchia chiusa e non vuole, anzi non comprende un rinnovamento.
È per queste parole che Andrea Rivera è un “terrorista”? Per questi fatti che tutti possiamo comprendere?
No, Rivera è un terrorista per una semplice ragione, se l’è presa col vaticano e con Ratzinger, tutto qui… ha toccato gli intoccabili, quindi deve essere demonizzato.
Eppure ha espresso delle opinioni, strano paese l’Italia, dove le opinioni vengono espresse dai comici, mentre gli opinionisti si guardano bene dall’usare la loro materia grigia.
Chi di voi ricorda l’imitazione del papa da parte di Maurizio Crozza nel suo show?
Ad un certo punto è stato costretto a smetterla perché infastidiva il santo padre.
Poiché la satira è lecita solo se non tocca i potenti.
Veniamo agli interlocutori: Sgarbi, un uomo che dal basso della sua imbecillità pretende di formulare opinioni, ma escono solo elucubrazioni prive di ogni significato.
Ricordo alcuni precedenti, ad esempio la campagna diffamatoria nei confronti del pm Carlo Caselli che avrebbe torchiato e spinto al suicidio l’avvocato Carlo Lombardini, implicato in un caso di traffici durante alcuni sequestri in Sardegna (sequestro di Silvia Melis)
Lombardini dopo un pacatissimo, anche troppo, processo si uccise sparandosi in testa, consapevole del suo reato.
Vallo a spiegare a Sgarbi che diffama Caselli su il giornale scrivendo che è colpa sua e del suo accanimento, che è stata una sentenza politica oltre che scandalosa ed oscena…
Non parliamo del fatto che politica e stampa senza nemmeno aver letto la sentenza della cassazione si sono schierati dalla sua parte conto i processi politici. Peccato sia stato solo un caso di diffamazione peraltro rimasto impunito.
Ricordiamo che il prezzolato Sgarbi va a dire minchiate a ripetizione tra buona domenica e la pupa e il secchione senza nemmeno capire di cosa stia parlando.
Ma Feltri… Vittorio Feltri è un artista, riesce ad essere ancora più gustoso con 2 gaffe a ripetizione mentre in trasmissione parla di ateismo: “[…] molti altri, grazie a dio, sono atei,[…] cioè ringraziando il signore non ci credono”.
Ma perché si deve ringraziare dio se non ci si crede? Infondo cosa ci si aspetta da un giornalista di gran razza come usa definirsi, che negli anni ha scritto e pubblicato prima su il Giornale poi su il Borghese, il resto dl carlino , la Nazione fino a Libero delle perle che farebbero impallidire chiunque:
“Alluvione, colpa dei verdi”, “P2, il golpe e l’è inventato la Anselmi”, “Su mani pulite intervenga Amnesty international”, “La lebbra sbarca in sicilia”,“L’arno è pronto a inondare Firenze, per la cattiva gestione del pds”, “sedici casi di lebbra a Messina” dopo una clamorosa smentita sulla questione Lebbra, non solo non si scusa per la vaccata, ma rilancia e scrive “niente allarme ma servono controli”.
Feltri portò avanti una campagna diffamatoria incredibile durata oltre 2 anni nei confronti di Antonio Di Pietro, finchè non fù costretto ad ammettere l’8 novembre del 97 dopo una querela per diffamazione di quest’ultimo, sul quotidiano made in Silvio che aveva scritto una valanga di fesserie e che l’ex pm era immacolato… giocandosi così il posto.
Qualsiasi giornalista dopo una simile figuraccia la smetterebbe, si comprerebbe una casa in campagna e si darebbe alla coltivazione della cicoria, ma NON in Italia, dove queste perle fanno curriculum.
Bene, se queste sono le pretese, immaginiamo dove sono andati a parare, ma ovviamente sulle coppie di fatto, i DICO, sui quali piove una valanga di condanne, bigottismo e chiusura mentale che farebbe impallidire chiunque, quasi quanto il discorso del FILOSOFO Rocco Bottiglione durante la candidatura a commissario al parlamento europeo.
La prassi vuole un’audizione per la verifica dell’idoneità… e qui si consuma il delitto, il geniale Rocco viene rispedito a casa con disonore, a causa di un discorso pregno di gaffe sui gay, sulle donne, su conflitto di interessi e leggi vergogna del governo di super Silvio.
L’intera Europa non seppe se ridere o piangere per questa rivoltante figura tanto che il quotidiano danese information intitolò: “The Rocco horror pictures show”.
Ma nel bel paese dei provoloni e dei pecoroni si discusse solo di sentimento europeo anti-italiano!
Ebbene tutti contro i DICO, le unioni civili, perché sarebbero la distruzione della famiglia, perché sarebbero solo matrimoni tra omosessuali, quindi contro la chiesa e contro natura.
Come se questa gente sapesse cos’è natura e cosa non lo è, innanzitutto l’omosessualità in natura è diffusissima, moltissime specie animali la praticano, quindi inviterei questa gente a riflettere, peccato non ne siano capaci.
In pratica vogliono camuffare come questione civile una questione religiosa ed il vaticano si batte strenuamente per questo… arroccato nella sua mentalità chiusa come una vongola.
Tutti si chiedono il motivo per il quale dei pazzi minaccino il capo della CEI monsignor Bagnasco, il successore di Ruini, nessuno però si chiede cosa abbia scatenato questo malcontento.
Me lo ricordo bene, è stato appena dopo l’elezione del nuovo capo della CEI, Bagnasco ha dichiarato: se si apre la porta ai matrimoni omosessuali, in futuro saranno legalizzati anche la pedofilia e l’incesto.
Ovviamente chiunque con un po’ di sale in zucca si sarebbe indignato, ma non in Italia, doe dopo le prime stizzite polemiche è morta lì.
Eppure a me sembra veramente più grave questa dichiarazione che le battutine di Rivera, che ieri sera a “Parla con me” ha preferito parlare d’altro, anzi cantare, mantenendo però inalterata la sa linea di pensiero, tra l'altro la chiesa non ammatte e non punisce i suoi preti che si macchiano ripetutamente di reati sessuali, anche su minori!
Io invito come sempre alla riflessione, poiché questi sono temi importanti, e non dovrebbero essere strumentalizzati da una classe politica o dalla chiesa, perché se è la chiesa a dettare la via del laicismo, significa che non s’è capito proprio un bel niente!
Alla prossima.

mercoledì 18 aprile 2007

A volte ritornano...

riporto un articolo apparso su primonumero.it in data 18/04/2007

Politica
Di Giandomenico 2: il ritorno
“Ma Termoli può aspettare"
Dopo un anno di ritiro forzato, l’ex sindaco si riaffaccia alla politica attiva: è stato eletto nel consiglio nazionale dell’Udc su proposta di Giovanardi. Nel 2006, dopo il coinvolgimento nell’inchiesta “black hole”, aveva annunciato l’abbandono. “Sono stato chiamato” spiega “e ho risposto positivamente”. Ma, aggiunge, per ora farà politica lontano dalla città

di Daniela Fiorilli

Remo Di Giandomenico con Giulio Andreotti in una foto del 2005
Il periodo di “purgatorio politico” di Remo Di Giandomenico si è dunque ufficialmente concluso. Un anno fuori dalle scene, costellato da un susseguirsi di dichiarazioni di disimpegno definitivo («con la politica non c’entro più nulla»), si è chiuso a Roma domenica scorsa, 15 aprile, quando al congresso nazionale dell’Udc sono stati letti i nomi di coloro che andranno a sedere nel consiglio nazionale del partito di Casini. Fra questi anche otto molisani fra cui Patriciello, Velardi, Tamburro. E l’ex sindaco di Termoli.

Il diretto interessato, naturalmente, attribuisce questo riaffacciarsi alla politica attiva a una sorta di convocazione venuta dall’alto: «Ho sempre ritenuto che bisogna rispondere positivamente quando si è chiamati, per cui per me è la continuazione di un impegno e ho dato la mia piena disponibilità a lavorare per la costruzione di un grande partito che possa essere utile a risolvere i problemi della nostra Nazione». La chiamata, per la precisione, è venuta da Carlo Giovanardi, udiccino emiliano che ha conteso – uscendone sconfitto – la segreteria del partito a Lorenzo Cesa e che è considerato fra i neocentristi l’uomo più disposto a un sempiterno accordo con Berlusconi. Il fatto che Di Giandomenico sia stato selezionato proprio da Giovanardi la dice lunga sulle sue intenzioni di privilegiare i rapporti con i partiti del centrodestra, quelli che lo hanno sempre sostenuto durante il suo ultimo mandato alla guida del Municipio termolese: «Con Carlo Giovanardi» spiega infatti l’ex sindaco «vi è non solo condivisione politica, ma anche amicizia e stima reciproca. Mi ha sollecitato un impegno e gli ho detto di sì».

Di Giandomenico era uscito di scena più o meno un anno fa. Prima il coinvolgimento nell’inchiesta “black hole”, quindi le dimissioni da sindaco, poi la richiesta di arresto formulata nei suoi confronti dal gip di Larino Roberto Veneziano, infine la rinuncia forzata al seggio di deputato alla Camera visto che il suo partito ha deciso di non ricandidarlo. Sembrava la fine di una parabola politica durata trent’anni e lo stesso Di Giandomenico, in quei mesi, pareva a sua volta convinto che una stagione di attivismo si fosse definitivamente chiusa. A chi lo cercava per conoscere i suoi progetti o soltanto per avere qualche suo parere sulle “vicende termolesi” rispondeva immancabilmente così:
«Non mi occupo più di politica: sono tornato a dedicarmi ai miei libri. E così sarà d’ora in poi».

In realtà, quasi nessuno ha davvero creduto a un ritiro definitivo. E il silenzio di questi dodici mesi è stato attribuito, dai più, alla necessità di affrontare innanzitutto la vicenda giudiziaria in cui è coinvolto. Ora che l’inchiesta “black hole” si avvicina alla fine – Di Giandomenico è ancora indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e ad altri reati, e presto potrebbe essere chiesto il rinvio a giudizio per lui come per altri indagati – è venuto il momento di tornare sul palcoscenico pubblico. Per il momento senza ambizioni particolari, almeno a sentire lui: «Nella mia esperienza politica non mi sono mai posto il problema di avere un ‘posto’, ma ho sempre lavorato con passione e convinzione seguendo un ideale e cercando di essere sempre e comunque utile alla comunità con progetti concreti».

La domanda che tutti si fanno, adesso, è se fra i suoi “progetti concreti” vi sia anche quello di rimettere le mani nelle vicende politiche termolesi. Evento che, naturalmente, sarebbe in grado di condizionare la vita del suo partito e del centrodestra in generale. Lui, per ora, fa capire che le intenzioni sono altre. Per quanto riguarda l’Udc, dice: «Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Vale per tutti e anche per me. Vi sono tante energie e tante persone impegnate che possono rendere forte il partito di Termoli». E la stessa cosa vale per la politica cittadina in senso più generale: «La vita ha varie stagioni che si rincorrono ciclicamente. In questo momento la mia stagione richiede impegni diversi, dopo aver dedicato una intera esistenza a questa città». In questo momento.

fonte:http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=3148

A questo punto vorrei commentare, ma sono atterrito dalla dichiarazione, del grande politico...(in realtà me lo aspettavo, come mi aspetto che una massa enorme di imbecilli correranno alle urne per votarlo)
non ho mai nascosto il mio orientamento politico e questo chi mi conosce lo sa, però qui si va ben oltre, perchè la solita parodia dell'italietta, rustica e dominata sai soliti noti, comincia a starmi stretta.
In altri stati, civili e democratici, per molto meno si va in galera e si getta via la chiave qui invece, grazie all'intellighenzia prettamente italiota la quale porta al perdonare a tutti i politici qualsiasi nefandezza...(Le accuse per l’ex sindaco di Termoli sono di associazione a delinquere finalizzata alla concussione, alla corruzione e abuso d’ufficio)e a leggere queste belle notizie.
nell'articolo che avete appena letto spicca la dichiarazione:«Ho sempre ritenuto che bisogna rispondere positivamente quando si è chiamati, per cui per me è la continuazione di un impegno e ho dato la mia piena disponibilità a lavorare per la costruzione di un grande partito che possa essere utile a risolvere i problemi della nostra Nazione».

ma... sono l'unico a pensare che sia proprio lui uno dei peggiori problemi della nazione?
Evidentemente sì, perchè c'è chi dopo lo scandalo black hole, ed i suoi attuali risvolti, lo accoglie a braccia aperte.
Ma la magistratura dov'è? Che fa? perchè quest'uomo ha il potere di tornare in politica?
e sul livello nazionale, poi...
Ma se fosse l'unico caso non mi stupirei più d tanto...Con lui e la moglie fu arrestato anche l'ex manager della Asl di Termoli, Mario Verrecchia, l'uomo che ne ha reso possibile il fallimento.
Sapete oggi che fine ha fatto Verrecchia?

presto detto:

"La giunta Regionale ha deliberato di elargire 84 mila euro l’anno all’ex commissario della Asl di Termoli, arrestato un anno fa per corruzione e peculato. Sarà il braccio destro del Governatore (Iorio) nell’attuazione del piano di tagli a ospedali e servizi sanitari. Una scelta sorprendente: Verrecchia è stato uno degli artefici del disastro sanitario regionale"

primonumero 6/4/2007

ogni commento a questo punto è superfluo anche l'indignazione perchè è il caso di riflettere prima di votare certa genete.
Evita a priori di piangere poi sul latte versato o di prenderselo in quel posto... peccato che i soliti clientelismi rendono possibili tali situazioni.