giovedì 12 aprile 2007

pasquetta assolata... ascella profumata!

Eh, sì... è stata una pasquetta, quella di quest'anno, all'insegna degli odori...
"Perchè?" vi chiederete, giustamente; perchè la natura, i campi, Stefano(che ci ha fatto capire perchè lavora alla turbogas)e Roberto che avrebbe voluto lavorare con lui, il pollaio e le ascelle impreparate al gran caldo di noi tutti, hanno rallegrato l'aria troppo pulita dell'invaso del liscione...
Si era detto nove e mezza puntuali nel parcheggio ma come al solito per quell'ora solo il sottoscritto era presente, seguito a ruota dopo 10 minuti da tutti gli altri, eccetto i soliti ritardatari che ci hanno degnati della loro presenza molto dopo almeno mezz'ora(questo solo perchè avevamo detto
loro che l'appuntamento era per le 8).
Dopo la serie "rituale" di passaggi sfruttando le macchine nuove come sponda

ci siamo avviati alla volta della nostra meta, una casetta in campagna sulle colline, con vista sul lago.

assediati dalle galline (e preoccupati per i fagiani) si comincia l'allestimento della brace, si opta per un sistema innovativo, anzichè le normali griglie per barbecue, canali di scolo dell'acqua...
et voilà specialità della casa, carne al tombino!


menù della giornata: pasta col pesto, carne di agnello(credo), spiedini e salsicce con patate al cartoccio, per poi terminare con un uovo di cioccolato al latte grande quanto Gigi.
tutto sommato se sono ancora vivo era commestibile, anche se la carne si è attaccata tutta.
e dopo un pranzo quasi luculliano...

...le immancabili partite a pallone lungo le rupi, ottime per digerire(ne sò qualcosa).
C'è chi però ha iniziato a digerire prima di tutti con effetti venefici e tra il riccio ed il merluzzo è stata battaglia aperta.



Lucio "giochi senza frontiere" escogita il gioco dell'estate, se si pensa che l'invaso del liscione quest'estate sarà vuoto e non avremmo acqua per lavarci viene proprio da dire: ma che bell'idea!

Amici a casa, siete pronti per un nuovo attacco d'arte? bene, prendete nota: due squadre, due secchi, 2 bottiglie, 2(che cavolo erano?)bottiglie tagliate a mò di paletta, due lanciagranate e mine antiuomo, per queste chiedete aiuto ai genitori.
FFFatto?
bene ora posizionate le due squadre in fila indiana, potete aiutarvi con un frustino, se non rispondono anche con un fucile m-16.
lo scopo del gioco è uccidere il maggior numero di avversari... no, aspetta... ho sbagliato gioco lo scopo è riempire a turno le bottiglie alla fine del percorso, chi finisce per primo sopravvive.
ffatto?
Stè, comunque abbiamo vinto noi!
ad ogni modo le paure di finire in qualche sperduto agriturismo in cui il proprietario (dall'igiene non troppo curata)ci racconta tutta la storia delle sue vacche, pecore, capre, cani, conigli, gatti, maiali, cavalli, triceratopi... morenti per depressione, è stata fugata.
Solo un oscuro soggetto si aggirava inquieto di tanto in tanto tra noi...

lunedì 12 marzo 2007

Termolesi, audiolesi, cerebrolesi…

Dopo tanto tempo torno serio, è molto che rimugino su questo intervento perché sono argomenti che mi stanno davvero a cuore e questo si preannuncia un post che sfoga tutta la mia rabbia e la mia frustrazione fin dal titolo (volutamente offensivo) che ho scelto.
Di cosa parlo? Dei problemi di Termoli, la mia città di nascita, sicuramente non il luogo della mia morte, perché il mio rancore ormai è davvero incontenibile.
Bando ad inutili giri di parole, tra l’altro completamente sterili, vengo subito al dunque:
Termoli ha una storia millenaria e questa sua caratteristica, se valorizzata potrebbe essere un vanto culturale non indifferente ma è ignorata dalla quasi totalità della popolazione che a quanto pare convive benissimo con la propria ignoranza caprina.
Nel mio caso, invece, sono viola dall’inquietudine, totalmente fuori di me, poiché tutto questo si ripercuote in scavi archeologici mai aperti, in aree di fortissimo interesse… lasciate al più totale disinteresse e quel poco che per forza di cose è già sotto gli occhi di tutti, non è visitabile per varie ragioni, insomma una situazione a dir poco paradossale, decisamente surreale e nessuno è disposto a cambiarla!
Ma andiamo nel dettaglio seguendo la cronologia, un po’ di storia è d’obbligo, dei principali luoghi che intendo citare,
Le testimonianze più antiche di insediamenti su territorio termolese risalgono all'età preistorica e pre-romana e sono documentate dai ritrovamenti di necropoli preistoriche in contrada Porticone e Difesa Grande, nonché, in quest'ultima, da ritrovamenti di resti di ville romane(scavi mai portati avanti, se ne conosce solo la presenza).
La Termoli primitiva è da situarsi in un sito non identificabile con l'attuale, come ho già detto, in prossimità della zona attualmente denominata "Difesa Grande"(strano che a nessuno questo nome abbia mai suggerito qualcosa), in questo luogo sono venuti alla luce, in periodi diversi e per il lavoro dell'uomo, muri, mosaici, tegole, tasselli, anfore, monetine e quanto possa testimoniare l'esistenza di un centro abitato antico.
A cavallo tra il 6° ed il 4° secolo l’intera costa molisana era popolata dai Frentani, popolo navigatore ed agricolo, alleato con i sanniti e facente parte della lega sannitica, c’è chi identifica Termoli con la città di Buca.
Strabone scrive: "Dopo l'Aterno vi é Ortona, porto dei Frentani e Buca, anch'essa dei Frentani, confinante con Teano Apulo", e ancora: "Dopo del lago (di Lesina) si naviga ai Frentani e a Buca: dall'una e dall'altra parte del lago, sia fino a Buca che fino al Gargano vi sono duecento stadi".
Strabone e Tolomeo avevano situato questo centro abitato tra il fiume Tiferno (Biferno) e Istonio (odierna Vasto), anche lo storico tedesco Momsen pone la città di Buca nel sito dove oggi sorge Termoli.
Vi è la presenza concreta di insediamenti antichi, ad esempio: il Prof. Luigi Ragni, nel suo studio sulla origine di Termoli scrive al riguardo di sorgenti termali(da cui probabilmente il nome): "A poca distanza dall'abitato di Termoli, a cinquecento metri o giù di lì con leggero pendio verso il mare si estende la incantevole spiaggia di Rio Vivo, detta così dal nome di un ruscelletto che ivi scorre senza interruzione. Sotto il letto arenoso di esso, e sotto un ponte, ivi costruito per la ferrovia, si trovano nascoste delle piccole terme (thermulae); e a pochi passi, lungo il lido un pavimento di mattonelle ben connesse. Quando il ruscelletto in piena e il mare in tempesta portano via l'arena, restano scoperte a fior di terra e si possono ammirare. Parecchi anni dietro le ho viste io, e, per quanto la memoria mi sarà fedele, cercherò di descriverle”.
Continuando con le dichiarazioni del Prof. Ragni: "Io stesso coi miei occhi in una tenuta dei fratelli Graziani sita in Difesa Grande, osservai un bellissimo pavimento a mosaico; e molto più giù, nella stessa direzione, in un campo dei fratelli Candela, una gran quantità di pezzi di tegoloni, di cui alcuni interi, e di doli scavati dall'aratro e accumulati sotto alberi o davanti a siepi o serviti per fare strade da un punto a un altro".
Inoltre, il Pollidori aveva asserito che nel borgo antico sorgeva un tempio dedicato ad Esculapio, dio della medicina, ma non solo, ne è stato individuato e scoperto l’altare con un serpente di bronzo recante l’iscrizione: "Aesculapio et saluti Sacrum ex voto Callixtus D.".
Peccato sia stato portato a Napoli e deposto nel museo della Famiglia Picchiatti…
Insomma non farebbe male cercare di risaltare tali testimonianze storiche, anche a fini turistici, promuovere scavi, attività culturali, tutto ciò che è possibile per dare ai termolesi ed ai visitatori questo patrimonio…
Direi che già questo è abbastanza, ma voglio farmi ancora del male nello scrivere e nel ricordare, sempre nel possedimento dei fratelli Graziani, a difesa grande, di tanto in tanto vengono rivoltate dall’aratro mattonelle facenti parte di una pavimentazione, muri, ed appunto mosaici.
Tra l’altro nella zona in cui sorge la Piazza Giovanni Paolo secondo, costruita durante una visita del defunto pontefice, nei primissimi anni ’80, a due passi dalla mia vecchia abitazione, sarebbe presente una necropoli, la cosa strana è che all’epoca il comune decise di concedere un solo mese per saggiare il sito, qualsiasi fosse stato l’esito… comunque si sarebbe dovuto inesorabilmente ricoprire il tutto, che difatti oggi giace al di sotto di uno strato di cemento ed asfalto, in quella che è la più inutile piazza dell’intero pianeta, utile solo al mercato rionale del primo sabato del mese ed alle bancarelle dei polacchi, le poche volte in cui vengono a vendere qualcosa in città.
Dimenticavo le giostre della festa patronale, ma non è un motivo così importante da giustificare la piazza, rispetto alle bancarelle dei polacchi intendo.
La certezza sull’ubicazione e sul periodo mi è stata data dalla conferma da parte di uno degli operai specializzati che insieme agli archeologi scavò in quel sito, l’ho conosciuto qualche anno fa durante una campagna di scavo presso il sito preistorico di Isernia la pineta, alla quale ho partecipato in due anni consecutivi e che porto ancora nel cuore.
La cosa triste è che in comune ancora oggi c’è chi sostiene “meno male che abbiamo ricoperto tutto!”, queste incomprensibili parole mi sono state riferite da un consigliere comunale che conosco verso il quale sto facendo pressioni per tentare di svegliare la giunta sull’importanza de questi siti… ma con risultati scarsi, anzi praticamente nulli… E’ più importante riempire il comune di rotatorie, alcune talmente vicine che se si percorre Termoli per 10 minuti in auto, si finisce con l’avere un senso di stordimento, nemmeno si fossero fatti 10 giri su se stessi, almeno con il semaforo ci si riposava…
Potrei finirla qui, ma ho ancora qualcosa da aggiungere alla lista delle tante scempiaggini che vedo ogni volta che torno a casa, parliamo un pò del castello“svevo”.
Termoli ha un piccolo castello, quasi un torrione di pianta quadrata che si fonde alle fortificazioni del borgo antico, l’edificazione del castello si attribuisce storicamente agli inizi del ‘200 grazie all’imperatore del regno di Sicilia Federico secondo di Svevia, colto, discusso ed enigmatico personaggio storico, da qui il soprannome attribuito alla costruzione.
Bene, il castello si presenta sfigurato da una struttura di cemento sulla sua sommità che è più di un pugno nell’occhio, decisamente più doloroso di un calcio in uno stinco, uno sul sedere, un pugno alla bocca dello stomaco e due dita negli occhi! Praticamente un rovinoso esempio di mancanza di rispetto istituzionale per la storia ed i beni architettonici.
Per precisare la struttura è una stazione meteorologica di proprietà del 32°stormo di Foggia-Amendola dell’aeronautica militare.
Tralasciando le condizioni alle quali una stazione di questo tipo deve sottostare, che rendono appetibile l’ubicazione dell’installazione, è comunque uno scempio il fatto di averla collocata proprio su uno dei pochi beni architettonici che la città possiede.
Se io volessi visitarlo, dovrei aspettare una mostra, dato che in altri momenti non è possibile, tra l’altro tutti i piani superiori sono off limits, data la proprietà dell’aeronautica, e non sappiamo quanto questi siano stati modificati rispetto alla pianta originale per la posa di tutte le attrezzature, va bene, rimane ancora dell’altro da vedere, no? …Bè insomma, le segrete sono di proprietà della chiesa, quindi perennemente off limits! Tra l’altro dalle segrete si snodano, o almeno così sembra, dei cunicoli che corrono l’ungo l’intera penisola fortificata, sfociando al porto ed in altre zone della Termoli vecchia (più di una volta mi è stato riferito da subacquei che le hanno visitate, perlomeno nel tratto sommerso).
E va bene, mi rimane almeno il piano terra… si ma questo è formato da due stanze ed un corridoio che le circonda, le due stanze sono permanentemente chiuse quindi in occasioni di mostre di pittura o fotografiche posso visitare solamente lo stretto corridoio…
Recentemente è comparso un cartellone che riporta la storia del castello, ricordo che quando l’ho notato ho pensato: “era ora cos’aspettavano in comune?... ma, ma quel logo?” ,Residenza sveva è un bed and breakfast sparso per l’intero borgo antico, di proprietà della famiglia Vincitorio, un cartellone privato…
Lungo buona parte della costa del sud adriatico è possibile osservare delle torrette di avvistamento, il castello, seppur di moli decisamente maggiori era una di queste, mi sono preso la briga di cercare quelle che si trovano in territorio termolese, ne ho trovate cinque: la prima, quella più a nord quasi in territorio di Petacciato, giace in condizioni pessime, è completamente diroccata, ne rimane ben poco.
Tralasciando l’orribile ponte in calcestruzzo che si trova di fronte ecco la seconda, è conosciuta come “la torretta” ristorante e lido balneare, un bene architettonico come quello reso un ristorante privato? Ebbene sì, succede anche questo, la terza è più che un rudere ai piedi del muraglione del borgo antico, più che una torretta è una guardiola all’accesso al mare da quel lato, perennemente chiuso da un’inferriata.
La quarta ospita l’archivio di stato, era una guardiola di fronte alla porta di pietra dell’antico borgo, è così piccola che dentro c’è solo una scrivania ed una scaffalatura polverosa piena di volumi, una persona con il poco spazio a disposizione fa fatica ad entrare, sarà per questo che in 25 anni non l’ho mai vista aperta? Boh credo sia quasi un privilegio concesso a pochi entrare, ci non andato più volte in orari di apertura ma nulla… L’ultima è una chicca, si trova lungo la discesa verso il lungomare sud di “rio vivo”è sulla destra scendendo dal centro, è nascosta tra leabitazioni, questo mi ha subito messo insospettito, difatti cercando di visitarla mi sono accorto che ... era in un giardino privato!
Spontaneamente mi sorge la domanda: sono l’unico a pensare che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato in tutto ciò?
Temo proprio di sì, come mi rende furibondo il fatto che i termolesi non si incazzino come delle iene nei confronti di chi lo ha permesso, dato che in ogni caso sono proprio loro (me compreso) a rimetterci.
Nell’ottobre 1943 gli alleati sbarcarono a Termoli, per prima cosa bombardarono il paese vecchio, un colpo distrusse un seminario di fronte alla cattedrale, da allora quella è una piazza con una linea scura sulla pavimentazione che ne ricalca la planimetria, oggi territorio di bar che si contendono lo spazio per i tavolini, il secondo colpo colpì in pieno il rosone in alabastro, che oggi è rimpiazzato alla bene meglio da uno in metallo che ha lo stesso effetto della costruzione in cima al castello, ricordate?
Stranamente da quel periodo, che volete farci, il parapiglia del secondo conflitto modiale, gli inglesi con il generale Montgomery per la città, i tedeschi in ritirata verso la linea Gustav, qualcuno si è preso un souvenir… se si osserva la cattedrale, infatti si nota che sul frontone ci sono 2 statuine, anzi, una sola, l’altra è stata vista al british museum…se prima ce l’avevo con gli inglesi, oggi non li posso vedere…
Se si cammina con un metal detector in direzione Guglionesi si possono trovare ancora numerosi residuati bellici, dai bossoli ad armi e chissà quant’altro.
Ebbene a Termoli non c’è nulla da offrire, nemmeno un museo, neanche il più idiota tipo il museo delle ciabatte usate, nemmeno un museo dedicato a Benito Jacovitti (che ho sempre odiato, mi chiedo come si possa firmare un fumetto con un salame con i piedi e la faccia)…nulla, l’unico che c’è ospita mostre temporanee di arte contemporanea.
E tutti i reperti che sono stati ritrovati? Monete, anfore, mosaici, reperti bronzei, armi frentane, armi della seconda guerra mondiale, utensili, oggetti medievali, ?… insomma, tutta quella mole di materiale che è sicuramente contenuta in polverosi sottoscala dei tanti uffici comunali o rivendute a termolesi che ne fanno bella mostra in casa? Non sarebbe il caso di creare un museo per ampliare il patrimonio culturale del comune?
Torno a ribadire, sono l’unico a trovare che in tutto ciò ci sia qualcosa che non va?
Nei pressi di casa mia, Termoli si snoda su colline e vallate che assomigliano alle dita di una mano poggiata su di un piano, c’è un piccolo bosco all’interno del quale nella parte più bassa sul fondovalle, si trova un torrentello, il rio vivo che continua attraverso il paco comunale, alcuni chilometri più in avanti fino a sfociare nell’area omonima, lo stesso nel quale il prof.Ragni ha visto le mattonelle che appaiono se si sposta un po’ il sedimento, questa è una delle poche aree verdi ancora non toccate dall’antropizzazione, anche se minacciata ogni giorno dalle ruspe e dai cantieri edili, non sarebbe il caso di farne una piccola are protetta da vincoli ambientali? NESSUNO SI SOGNA DI FARE UNA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE COME SANCISCE L’ARTICOLO 4 DELLA LEGGE 348/86?
Evidentemente no, come nessuno si è ricordato di farlo quando il vecchio sindaco ha venduto il terreno alla sorgenia per costruire la turbogas, già perché se vogliamo parlare di Remo di Giandomenico, possiamo dire che il suo “sistema” rende in paragone quello di Moggi un fantacalcio… Qell’uomo controllava tutte le assunzioni, sia negli enti statali della zona che nelle aziende private che controllava, la moglie, che non è da meno controllava l’intero ospedale…
Un bel giorno, quasi 2 anni fa, scomparve come per magia un costosissimo macchinario dall’ospedale, subito la polizia cominciò le indagini, si venne a scoprire che era finito(guarda il caso) proprio nello studio privato della mogli del sindaco, sia le iene che striscia la notizia si occuparono del caso, ricordo ancora il servizio di Sortino. le iene
Questa donna un giorno è riuscita anche ad inforchettare il marito Remo, evidentemente non avendo coltelli a portata di mano, ormai sono esiliati a campomarino dopo alcuni mesi di carcere, avrei sperato anni, ma stranamente sono fuori ed il marito medita un ritorno in politica! Anche qui noto un qualcosa che non va, ma sembra che sia il solo.
Secondo me i termolesi sono masochisti, le cose sono due: o sono assuefatti a queste prese in giro, o ne sono totalmente ignari.
Il problema è che Termoli è culturalmente sterile, non ha cultura, nel senso che ha la storia, ma non ne è consapevole e non la valorizza affatto, ne ignora tutti i risvolti.
Punta sul turismo, ma il turismo non è solo mare, se oltre ad esso ed agli scempi ambientali, alla cementificazione selvaggia, ai prezzi da capogiro che non si ritrovano neanche nel raggio di 50 km ed all’ignoranza dei termoesi non si offre nulla, non si può parlare di turismo, perché non ci viene nessuno!Perchè non ha nulla da offrire!
Termoli ha uno splendido lungomare, disseminato di lidi che potrebbero rimanere aperti la sera, tra l’altro consentendo l’accesso alla spiaggia successivamente al tramonto, ma non è possibile. nemmeno pensare di sfruttarne la passeggiata estiva, perché non vi sono gli interessi a farlo! Interessi di pochi che si coalizzano per stroncare ogni minimo tentativo di valorizzazione dell’area, nemmeno un bar, una gelateria, un lido aperto che fornisca ai giovani un po’ di divertimento, già perché anche sotto questo punto di vista la città non ha nulla da offrire.
Qualcuno tempo fa propose di costruire un villaggio vacanze ed ebbe in risposta la più disarmante delle frasi: “ma che devi fare?” naturalmente detto in dialetto ed inteso come non dire scemenze… Già, perché il lungomare nord è disseminato di case private, le licenze le danno solo ai costruttori edili che poi hanno un guadagno, naturalmente chi è sopra di loro riceve qualcosa, in quel caso la speculazione edilizia ha vinto, Termoli ha perso e ci ha rimesso.
Oltre il danno la beffa, a Termoli c’è la facoltà di economia del turismo che io vedo quasi come un nonsenso, paragonabile alla scena di un papa che elogia l’ateismo.
Turismo? E dov’è il turismo? Io vedo al massimo quel pullman di tedeschi che si vede trattare a pesci in faccia e giura solennemente di non tornare mai più in quel luogo maledetto.
Oppure tutto quel transito per le Diomedee (Tremiti)che non si ferma nemmeno per un caffé, ma viene comunque contato tra i dati ufficiali, barando e prendendo in giro chi a Termoli ci vive ed è convinto sia un’ambita meta turistica.
Giusto perché poco fa ho citato la questione energetica, soffermiamoci un attimo sulla turbogas:
doveva, dopo ritardi su ritardi, essere consegnata lo scorso febbraio, ma con un colpo di coda la sorgenia ha stupito tutti completandola entro settembre, bene, da allora le nubi anomale, giusto per la precisione, la turbogas riversa nell’atmosfera come sottoprodotto del vapore acqueo quindi nulla di strano se sono nuvole, ma ci si allarma se sono nere o marroni! I casi registrati da settembre sono parecchi, seguiti da casi di irritazione delle vie respiratorie e degli occhi degli abitanti limitrofi al nucleo industriale anche nei comuni di Campomarino e Portocannone.
Per non parlare degli scarichi in mare di acque nere, qui lo spunto per parlare dell’acqua, la turbogas ha bisogno di una quantità di litri d’acqua abominevole, non riporto cifre perché non mi fido dei dati, ma sono sicuro siano decisamente superiori, fin qui nulla di male… se non fosse che per colpa di questo ciucciatore a scrocco l’intero basso Molise è quasi a secco, se si unisce ciò al fatto che siamo in un anno di precipitazioni scarse si intuisce quanto l’invaso del “lisciane” non abbia acqua a sufficienza per l’intera utenza se si aggiunge per l’appunto la turbogas.
La Molise acque è corsa subito ai ripari per una soluzione che accontentasse tutti… il decalogo del risparmio dell’acqua: ok va bene risparmiare risorse, è importante, ma perché sta maledetta turbogas continuerà a fregarsi l’acqua e saranno i poveri cittadini, che non giovano nemmeno di quell’energia perché destinata a livello nazionale, a rimanere a secco?
Se fa caldo e sudo posso asciugarmi l’ascella col phon, tanto non ho problemi energetici… ma io gradirei lavarmi se puzzo come una capra, posso mandare per protesta dei fogli di carta intrisi del sudore delle mie ascelle dopo giorni senza lavarmi alla sorgenia? Anzi spero qualcuno si unisca a me in questa anomala protesta.
Se arrivano dei turisti cosa gli diciamo? Lavatevi in mare?
A proposito di mare, negli ultimi giorni è comparso il tormentone eolico sull’adriatico, in pratica al largo del tratto di mare tra Termoli e Petacciato dovrebbe essere costruito un parco eolico, di lì una valanga di dissensi per l’unica fonte di energia ecosostenibile e rinnovabile che può davvero aiutarci in caso di crisi energetica, ma a quanto pare sono visibili dalla costa e deturpano il paesaggio(???)dopotutto sono mete turistiche(turistiche?siamo sicuri?).
Eppure ogni volta che passo sull’adriatico vedo una marea di piattaforme petrolifere, con i loro fiammoni di metano sempre accesi(eh sì, quelle non deturpano e non inquinano, vedeste poi quando ci sono le petroliere che lavano le stive al largo e l’acqua puzza di petrolio…)mi viene da chiedere quale sia il male minore, dei semplici pali che ci danno energia lontano dalla costa o una turbogas che ci lascia a secco e ci asfissia e delle piattaforme che ci sporcano acqua aria e panorama?
Aspettarmi che si smuova l’opinione pubblica è un’utopia, quindi ho perso le speranze, non che ne abbia mai avute, la mia generazione è all’ 89% convinta che leggere dei libri sia qualcosa di cui sfottere, è convinta che sia giusto perdere tempo nei bar a dire idiozie piuttosto che cercare una Forma mentis adeguata, è assolutamente convinta che l’avere delle conoscenze sia da idioti!
Se me ne sono accorto io di tutto ciò, io che mi vergogno come un ladro della mia ignoranza, significa che la situazione è davvero al limite.
Sono sicuro che queste “direttive” derivino in primis dalla famiglia, quindi mi chiedo quanto sia mentalmente marcia la mia città natale, incapace di riflettere, di comprendere di porre rimedio a ciò che è stato.
Ma scrivere ciò nel blog meno frequentato della rete non credo possa essere di aiuto per nessuno, al massimo per il sottoscritto nel trovare un piccolo sfogo.
Mi piacerebbe visitare aree archeologiche, musei, centri culturali a Termoli, peccato non ci sia nulla di concreto, eppure basterebbe poco.
Se si volesse creare un museo storico e multidisciplinare, collaborerei anche volentieri all’allestimento di qualche stanza, dato che la mia specializzazione come naturalista sarà la museologia, tra l’altro dispongo di una modesta ma varia collezione di minerali e fossili, con le mie conoscenze modellistiche posso realizzare preparati didattici, diorami, raffigurazioni pittoriche… Sarebbe un sogno ed un contributo che darei volentieri, ma temo che rimarrà tale con mio grande rammarico.
Chissà quando qualcuno si sveglierà dal torpore letargico dell’apatia e deciderà di fare qualcosa? Spero di essere ancora vivo per quell’epoca lontana.
Con ciò mi congedo per il momento, augurandomi di aver donato a qualcuno almeno uno spunto di riflessione, confido di trovare altri che condividono il mio punto di vista.

martedì 30 gennaio 2007

banshee eva

dato che imageshack è assolutamente incapace di accettare e visualizzare un semplice file jpg, lo posto qui

giovedì 4 gennaio 2007

ed ecco le foto che ho promesso


casa di stefano, scene da un cenone...


non sembrano molto lucidi

altre foto



martedì 2 gennaio 2007

...ed arrivò il 2007



Che strano, sembra quasi che non siano passati 10 anni, pare ieri quando passavamo le giornate dietro casa mia a giocare a calcio a scherzare, dire stupidaggini, salire sull'ape car di Josè e Francesco ed invece è passato tutto questo tempo, quanto siamo cambiati in dieci anni... da non crederci

Ad ogni modo bando alle ciance ed alla nostalgia dei bei tempi andati, come ogni anno ci si rivede per le feste o per l'estate, quindi ecco un resoconto della serata, a breve anche qualche foto.

Veglione travagliato il nostro, perchè inizialmente avevamo avuto una proposta per aggregarci ad un'altro gruppo di amici, ma le condizioni non erano quelle che ci aspettavamo, soprattutto per il fatto che si entrava alle 11 e non avevamo voglia di cenare da soli a casa per poi riunirci lì.
A quel punto si è cominciato a cercare un'alternativa, la scelta è caduta su un locale che era una vecchia discoteca ora in disuso, senza corrente ed impolveratissima, ma non ci è stata concessa perchè usata come magazzino, e poi senza riscaldamento saremmo congelati.
stanchi ed amareggiati per l'nfruttuosa ricerca abbiamo optato per la casa di un amico, che eroicamente si è immolato alla causa del cenone.
C'è da dire che già un anno Stefano aveva concesso la sua taverna, ma le conseguenze di quel capodanno del 2000 sono state catastrofiche.
Bollettino di guerra:
Pandoro ripieno al cioccolato esploso contro un muro, gli schizzi di crema al cioccolato hanno invaso l'intera stanza.
Pezzi di cotechino ovunque (il cotechino non è stato bollito nella sua busta ma il grasso è stato tolto a mano, grazie alla furbizia di Anna, praticamente qualcosa di rivoltante) uno di questi, dietro il televisore è rimasto a marcire per settimane...
E poi vomito, gente completamente ubrica che girava per casa con la scatola del pandoro in testa a mò di elmo, più spumante per terra o sui vestiti che negli stomaci nei bicchieri o nelle bottiglie.
Insomma un incubo per la famiglia Riccio che si sarebbe scongiurato volentieri... difatti il cotechino è stato bandito dal cenone!
Tutto sommato la serata è cominciata abbastanza bene, abbiamo aspettato Daniela, ritardataria da competizione, per circa mezz'ora, un record in positivo per colei che una volta ci fece perdere ben 3 circolari prima di uscire, e l'unico autobus che passa per questo quartiere passa ogni 40 minuti!
Fortunatamente la puntozza Gò (scritta alquanto equivoca dato che tutti leggono: punto G!)ha il riscaldamento.
La cena è iniziata con un aperitivo... alle 8.30 di sera O_ò , preparato dal barman prfessionista Lucio, ovvero fette di galbanino con una strana salsa all'arancia e crostini al gorgonzola, da bere spritz annacquato perchè altrimenti non bastava.

Preparati gli antipasti per tutti e ventitrè è accaduto il disastro: Luca, con la sua grazia da martello pneumatico nell'alzarsi butta giù alcune bottiglie di birra... nel piatto di Basso, momentaneamente al bagno...
certo non era un bran che mangiare mortadella, prosciutto e formaggio al sapore di heineken, quindi ha optato per bettare via il tutto e fare un pò di carità.
Primo: pasta al forno con besciamella, salsiccia, fungli e piselli, nei piatti è andato pochissimo quando si sarebbe potuto riempirli un pò di più, dato che ben 3 teglie, la metà, sono avanzate... ma va bene lo stesso...
secondo: patate e salsiccia,
ed infine sorbetto alla mela.

tra una pausa e un Urlo di roberto(quel ragazzo è inquinamento acustico allo stato vivente), cori da stadio, fotografie, Carlo che sfoggia la suoneria di uomini e donne di maria de filippi, io mi sarei suicidato all'istante se mai avressi solo pensato ad una cosa più rivoltante, Daniela che ad un certo punto mentre parla si accascia al suolo... è finalmente giunta mezzanotte, e sono già quasi tutti m'briachi tanto che ho visto gente barcollare, ma ci spostiamo fuori per i fuochi e per brindare... bè brindare è una parola forte, casomai farci una doccia... a 2°C
e poi gli immancabili auguri .
Rientrati in casa per via di un principio di assideramento, almeno per me, come potevamo non festeggiare con la riproposizione della finale dell'ultimo mondiale Italia-Francia?

Il solito dilemma, cosa si fa cosa non si fa...abbiamo preso le auto, siamo andati in una piazza di Termoli ed abbiamo improvvisato un rave con tanto di musica, gin, rhum, crema di wisky, ed altro spumante... siamo andati avanti a ballare e a far casino fino alle 4 di notte!
Ad un certo punto sono comparse anche delle bandiere del Termoli calcio.

Poi stanchi ed infredoliti, almeno gli astemi come me, abbiamo optato per un bel cornetto ed allora di filata alla cornetteria, una carovana di auto che procedevano a zig zag, non fatelo potrebbe essere pericoloso, morale... sono andato a dormire alle 6, e dire che sono abituato a restare sveglio nottate intere... ma ero veramente stanco, oltretutto Daniela ha un leggero problema psicologico con i bagni pubblici non le riesce proprio di andarci, praticamente se la stava facendo sotto...

5 sole ore di sonno per me sono state quasi sufficienti per ristabilirmi, ma da fonte certa, mia sorella, ho saputo che reano tutti più rincoglioniti del sottoscritto e questo mi fa onore...

tutto sommato mi sono divertito

giovedì 7 dicembre 2006

Verona Model Expo 2-3 dicembre 2006

Bene bene bene, torniamo a parlare di manifestazioni e fiere...
Sabato scorso ho festeggiato il mio 25simo compleanno e per l'occasione Rosario, mio socio cofondatore della AMT è venuto a trovarmi a ferrara da Termoli, perchè il giorno seguente, domenica siamo partiti alla volta di Verona.
Arrivare a verona non è difficile, poi la sezione fiere si raggiunge subito, unica pecca 9 euro di biglietto d'entrata... per il resto i prezzi sono stati abbastanza competitivi, per una fiera...
L'area adibita al model expo era di 3 padiglioni, non ho indagato troppo sulle fiere negli altri, ma so che c'era una fiera di animali da compagnia, soprattutto cuccioli... il che spiega la folla di bambini.

i padiglioni a loro volta erano suddivisi a seconda della tematica trattata, putroppo troppo poco statico e molto dinamico, che ormai ho abbandonato d anni.

Tra le tante cose da citare c'è stata una battaglia di carri armati radiocomandati, varie piste elettriche, con addirittura dei campionati mondiali e concorrenti internazionali, una sezione di volo per aeromodelli indoor, un padiglione pieno di plastici da ferromodellismo, erano talmente tanti che ne ho fotografato uno per tutti.

ecco un pò di foto


primo padiglione, modellismo navale statico e dinamico, modellismo statico e miniature, soprattutto con stand di produttori e distributori

secondo padiglione aermodellismo dinamico


terzo padiglione ferromodellismo ed altro modellismo statico, qui soprattutto negozi di modellismo

c'è di buono che ho trovato quello che cercavo innanzitutto la versione 30mm di ithandir, l'elfo che ho appena recensito, novità andrea miniatures, evito di postare la foto ora perchè tanto lo posterò quando l'avrò ultimato.... la posa è molto dinamica ed accattivante e l'effetto vento è reso benissimo.

Dettagli vari per il modello hasegawa dell'harrier II, bello esteriormente ma scarnissimo negli interni, bene a prezzi stracciati ho trovato le fotoincisioni del cockpit ed ance un buon seggiolino Martin Baker MK.10, tutto in scala 1:72

per la mia gioia miniaturistica ho fatto incetta di pezzi sfusi come scudi e armi oltre ad un cavallo ed un legionario romano, tutto in 54mm, allo stand della soldiers dove tutto era a prezzi più che stracciati.

oltre a due miniature della new marengo models che devo dire ha una qualità pessima ma sono ottime per conversioni che sto realizzando, per un progetto fantasy e un cavaliere templare con Baussant in mano.


pezzo forte della fiera la nuova scenetta in 54mm con bud spencer e terence hill tratta dal film "lo chiamavano trinità"

stupenda... da fare assolutamente!


Rosrio invece non so quanto abbia speso e non oso immaginare l'accoglienza di sua moglie alla vista di quel bustone enorme pieno di scatole di montaggio.

tutto sommato una bella fiera, conveniente ed interessante che spero si ripeta anche 30-90 volte l'anno... XD

mercoledì 15 novembre 2006

ithandir, blade of eternity

torniamo a parlare di miniature...
questo modello lo acquistai circa un anno fa, ma subito, a causa delle mie scarsissime capacità, finii con il deturparlo totalmente, ometto le foto per non impressionare i lettori, finche causa l'ultima caduta rovinosa e disarticolante ho deciso di sverniciarlo del tutto e rimetterlo in sesto...

ovviamente non è completo, mancano infatti ancora alcune luci estreme sui capelli, tessuti, forse metalli dipende da comemi gira... e bisogna rifare tutte le gemme dato che nella rifinitura sono state coperte.

giovedì 9 novembre 2006

luccacomics parte 2

ed ecco altre foto di domenica scorsa...

l'inquietante folla di cosplayes






lunedì 6 novembre 2006

Luccacomix 2006

Rieccomi dopo tanto tempo, stavolta vi racconto della mia esperienza di ieri, 5 novembre al Lucca comics & games.
Partenza ore 7:40 da Ferrara con un eurostar diretto a Firenze, arrivo alle ore 10.30
arrivo a lucca per le 11:30 circa, è ufficialmente iniziata l'odissea, appena usciti dal treno abbiamo un assaggio di calca che sarà la costante per tutta la giornata.
Seguiamo la folla e subito entriamo entro le mura, devo dire che lucca è davvero bella come città, mi ha fatto una buona impressione, la folla assurda un pò meno dato che ora so cosa si provi ad essere una sogliola, sono stato sbattuto e trascinato praticamente ovunque... ma ci sono riuscito, nonostante non fossero segnalate da nessuna parte, abbiamo scovato le biglietterie...
Così inizia la ricerca dei miei obbiettivi:

-calendario di Luis Royo
-calendario di Victoria Francès
-ultimo libro illustrato di royo
-tazza nerv

mi infilo a stento nel primo padiglione, tanta roba ma niente tra i miei obiettivi, quindi non compro nulla, ne esco con una pestata di piedi, una gomitata nel fianco ed ho rischiato la decapitazione con un paio di ali di plastica!
intanto veniamo raggiunti anche da Elena, e ci dirigiamo alla volta del prossimo...
nel frattempo è arrivata l'ora di pranzo, ci sediamo su una panchina per mangiare e guardarci intorno, veniamo circondati dai cosplayer tra cui un tizio vestito da heidi... inquietante!
ripartiamo alla volta dei padiglioni,
dopo ore ed ore di cammino, ci muoviamo verso la sezione cosplay, non mi era mai capitato di vedere così tanta gente vestita da personaggi di anime, manga e videogiochi, nemmeno a carnevale.


ma la vera sfida inizia ora, tra ritardi di 50 minuti, treni assenti, attese snervanti e corse a perdifiato siamo giunti a bologna... finalmente sono arrivato a casa...a mezzanotte!
col portafoglio vuoto, ma con un bel bottino, esattamente ciò che cercavo

venerdì 15 settembre 2006

guerriero sannita IV sec a.c.

ecco, dopo un breve periodo di assenza di idee la folgorazione,in effetti si discosta un pò dai miei soliti lavori, non amo molto il genere storico, ma per questa volta ho fatto un'eccezione, mi è bastato
vedere questo guerriero sannita in un negozio di modellismo per avere una scarica elettrica e dire... questo devo dipingerlo!


come si può notare è ancora incompleto, mancano i piccoli dettagli, devo rifinire l'interno dello scudo, bordare di nero o azzurro il disegno dell'anfora, trminare la lancia, la cintura, l'elmo, e soprattutto ritoccare la veste sul busto dato che non mi convince e finire la base...nel complesso il lavoro è buono, anche se il kit in piombo era un pò impreciso e alquanto casalingo, difatti la 1st guards non è una gran ditta, ma mi dà l'impressione di essere alquanto casalinga, nello stampo ci sono molte bolle, sia in rilievo che veri e propri buchi che mi è toccato colmare e che mi hanno fatto scartare il secondo scudo, di forma rettangolare con angoli smussati e staffa di metallo centrale, temo sia roman, ma in effetti è alquanto strano per essere romano...
perchè quella foto in basso di una tavola incisa di bronzo, direte voi,presto detto, è una riproduzione della tavola osca, fregata dagli inglesi come tanti altri tesori italiani e non solo (che gli venga un cancro al retto a tutti quanti...maledetti ladri),ed ora è al british museum, bene, la userò per riprodurre una stele sannita come quelle che si trovavano un pò ovunque lungo le strade e che sono conservate al museo di chieti.
c'è un motivo fondamentale che mi ha stuzzicato l'idea di un soldato sannita, i sanniti sono una antica popolazione molisana, molto avanzata per l'epoca, crearono il primo stato confederato della storia,ma la crescente potenza dell'impero portò ad una inevitabile guerra, che si concluse con la fine della civiltà sannitica e la sua annessione all'impero.non senza una valorosa opposizione.
in ultimo, questo modello, una volta terminato, ed una volta che avrà fatto il suo bel giro di mostre sarà esposto nel castello di Termoli, grazie ad un'iniziativa dell'amt e del comune che vorrebbero rendere fissa una mostra modellistica che riguarda proprio la storia della cittadina e del molise, dalle dominazioni come quella di federico secondo di svevia(edificatore del castello)agli ussari che erano stanziati a pochi chilometri nei comuni limitrofi.
bene, direi che per il momento è tutto, le foto del pezzo terminato saranno inserite direttamente sul sito dell'amt nella sezione i nostri modelli.

martedì 1 agosto 2006

un pò di GNUws parte 2


Ramses II

non è ancora finito, queste sono le prime foto, ecco come ho realizzato la leopardatura


fase 1, fondo.
la base è un beige-marrone scuro che ho steso uniformemente su tutta l'area leopardata
fase 2, colore di base.
il colore di base è un beige giallo-ocra che è stato steso su buona parte delle superfici sfumandolo leggermente nelle aree d'ombra in cui poi è stato lasciato il tono di base.
fase 3, luci.
le luci tendono molto più al beige chiaro lasciando alcune aree come le zampe decisamente più chiare... perchè?
perchè la pelle di leopardo tende a schiarire sulla pancia e sulle zampe ed a scurirsi sul dorso.
fase 4, filtro scuro.
è stato necessario riprendere un pò le ombre ed allo stesso tempo fondere i toni evitando stacchi troppo netti, quindi ho applicato un lavaggio con il tono di fondo.
fase 5, rifiniture.
ho ripreso leggermente, in punti strategici tono di base e luci, in maniera molto diluita, ma non ho aspettato che il filtro scuro fosse totalmente asciutto, con questo sistema ho ottemuto delle sfumature accettabili.

bene, finalmente è tutto pronto per le macchie.

osservando altri modelli e foto mi sono reso conto che le macchie non sono semplicemente realizzate sul manto, ma sono sfumate su precedenti macchie marroni, quindi mi sono cimentato nel maculare con un marrone diluito, perchè sfumi, tante macchioline alla rinfusa, talvolta l'operazione è stata ripetuta 3 o 4 volte per macchia per farle vedere per bene, passiamo al nero, in questo caso non ho usato un nero puro, ma l'ho mescolato con un marrone, ottenendo un marrone scuro, con qesto ho realizzato le macchie, se oservate bene non sono punti pieni, nè tantomeno regolari, quindi con un pennelo 0000 ho cominciato a picchiettare formado un circolo all'interno delle macchioline marroni che avevo precedentemente realizzato, così per ogni macchia, in alcuni casi è stato necessario ripetere la procedura un paio di volte.
In ultimo, dove era necessario un bel nero puro per le macchie in ombra, naturalmente diluito, e un pò più di marrone per quelle alla luce.

completano l'opera dei filtri che variano a seconda del fondo sul quale si trova la macchia, ombra, base e luce.

se proprio volete potete realizzare a pennello i singoli peli più chiari usando un beige chiaro, sulle luci, il beige usato per i toni illuminati, per il tono base ... eviterei sulle ombre che sono state rese nette con un lavaggio marrone scuro-quasi nero.


purtroppo la foto è un pò scura e il viso ci perde in luminosità, ma non è realmente così scuro

lunedì 31 luglio 2006

un pò di GNUws


incominciamo daquesto diorama,sono partito da 2 gundam, l'idea proviene dal cartone animato Full metal panic, in cui esistono robot che vengono utilizzati in scenari di battaglie praticamente attuali, solo leggermente futuristici, una sorta di evoluzione dei carri armati che, affiancano durante le missioni.
Non è un caso che io abbia scelto una colorazione a tre toni tipicamente usata dala United States Army oltre che dotare i mezzi di fumogeni, filtri per il motore, lanciarazzi, antenne per comunicazioni e contromisure elettroniche, oltre a sensori flir ed illuminatori per armi a guida laser...
Una chicca la versione per HMW ovvero High mobility Weapon, dei fucili mitragliatori M-60 in scala maggiorata!

Lo scenario è quello di un'incursione nel folto di una foresta dove c'è un capanno semidistrutto che fa da copertura alla squadra di incursori, ho scelto volontariamente due differenti modelli di robot proprio per simulare i vari ruoli che potrebbero essere ricoperti da tali mezzi.

preparare una mostra

non che ci sia molto da lavorare sotto il punto di vista burocratico (anche perchè rosario ha già pensato a tutto...)
ma bisogna preparare in 18 giorni praticamente una decina di modelli, tra carri armati, gundam, miniature, aerei... sono a casa da una settimana ed invece di darmi da fare mi gratto la panza e penso alle cose futili.
anzi, futili un corno, sono tutti quei piccoli particolari che però faranno della mostra una manifestazione di un certo spessore, mi riferisco alle locandine, biglietti con tutti i numeri e le mail dei membri, il sito dell'associazione, il registro delle presenze...
Domattina avrò da fare, ma nel pomeriggio mi toccherà girare per le copisterie e farmi dare i loghi degli sponsor da mettere in quelle benedette locandine, altrimenti non posso stamparle, poi il patrocinio del comune, l'affissione, le richieste per banchi e transenne, la ricerca dei tessuti per coprire i tavoli d'esposizione... l'illuminazione per la sala (decisamente insufficente)le trasferte verso altre sedi di associazioni modellistiche per prendere modelli da esporre che ci vengono prestati per la mostra...
e metà agosto vola via così, non vedo l'ora che arrivi il 18!

lunedì 10 luglio 2006

CAMPIONI DEL MONDO!


per dirla come direbbe bisteccone Galeazzi!

MITTICCO!!!
Campioi del mondo, campioni del mondo, campioni del mondoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
oooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

questo è quanto rimane dei galletti

venerdì 16 giugno 2006

strega




uhm, dove iniziare, bè... si tratta di un modello creato interamente da me, la base del manichino è in milliput, lo preferisco perchè è carteggiabile e quindi facilmente lisciabile a secco, in seguito con punteruoli e lame riesco a scolpire i particolari che in umido, ovvero a stucco ancora fresco, non potrei avere,(ad esempio narici, bocca , contrno occhi, palpebre...)
per contro le dita e altri particolari come i capelli, con il milliput sono pessimi, quindi son stato costretto ad un binomio milliput-green stuff, che a vedersi non è poi così male...ma hanno problemi di aderenza, sembra di lavorare una gomma da masticare, quando è umida non attacca e si spiaccica ovunque, quando è un pò disidratata attacca più del super attack, un vero incubo!
non ne esiste un vero e proprio concept, ma un pò mi sono ispirato a due miei disegni di vecchia data, tutto il resto è frutto del caso....

ovvero:

giovedì 8 giugno 2006

elfa



ecco la mia ultima fatica...
l'elfa dei boschi, in realtà non è ancora finita, ma spero renda già l'idea

giovedì 6 aprile 2006

Akitsuki

ovvero luna d'autunno...
il modello è prodotto dalla Durendal ed è un 54 mm, interamente in resina, in alcuni casi di colori differenti (e consistenza).
Il modello è scomposto in 5 parti:
corpo, braccio destro, mano con spada, mano con ventaglio, parte del copricapo
prezzo 22€

un'altro modello lampo... ovvero un lavoro durato un giorno, direi che il risultato è abbastanza buono comunque, per la colorazione ho usato acrilici vallejo ed andrea per gli incarnati ed altro, maimeri e marabu per la veste, infine le parti metalliche sono in smalti Rainbow.

giovedì 23 marzo 2006

cavaliere templare 2

Ed ecco il modello terminato


mercoledì 22 marzo 2006

cavaliere templare

Per la serie le follie di uno squilibrato cronico...
sottotitolo: una mente malata completamente persa per il modellismo.

ieri ho avuto la brillante idea di comprare una miniatura e dipingerla in 12 ore filate...non stop!
dalle 2 del pomeriggio fino alle 2 di notte non mi sono fermato nemmeno per mangiare e per andare al bagno, questo è il risulato della prima sessione, mancano ancora i capelli,il fodero della spada(che per altro mi è caduto nello scarico del lavandino ed ho recuperato solo alle 2 e 30 del mattino), tanti piccoli particolari come gli speroni e sorattutto la basetta, ma penso ne sia valsa la pena...
commenti?

lunedì 20 marzo 2006

strani casi della vita...

capita a volte di osservare situazioni assurde o quantomeno strampalate,
ad esempio notate in quest'edicola dov'è stata posizionata una famosa rivista di stampo chiaramente naturalistico:
mi soggiunge un dubbio i proprietari dell'edicola aderiscono ad una qualche associazione di caccia?

lunedì 27 febbraio 2006

e la psicosi continua...

siamo in un momento di estremo allarme non solo in italia ma a livello mondiale, la vendita di carne di pollo e tacchino, ma in generale di buon parte dei volatili, è calata vertiginosamente e nessuno sa quanto ancora possa cadere in basso...
ed in questo scenario, sotto casa mia c'è ancora un cortile piendo di polli, anatre, oche, piccioni e chi pù ne ha più ne metta.
Ma dico è mai possibile?

Il petrolio, la croce e la delizia del mondo.

Riflettendo sulle energie non rinnovabili sembra impossibile non soffermarsi su quello che è considerato l’oro nero dell’industrializzazione e del progresso, il problema sta nel fatto che il petrolio come ho già scritto non è eterno e non ce ne sarà per sempre, secondo le stime dell’industria petrolifera ce ne sarà ancora per i prossimi 50 anni, ma è davvero così?
In un pozzo la quantità e la pressione del petrolio diminuiscono man mano che questo viene estratto e questo ritengo sia pacifico, ma forse pochi sanno che i costi di estrazione degli ultimi barili di petrolio sono nettamente più alti, proprio perché l’estrazione di esso è molto più difficile, la roccia lo assorbe come una spugna e ne risulta estraibile poco più della metà del totale, quel poco che se ne riesce a spremere quindi non è più a buon mercato ma richiede molti sforzi, che non sempre vengono effettuati.
Rimanendo su questa linea di pensiero viene da chiedersi, ma allora quando finirà il petrolio a buon mercato? La produzione non è costante, come ho già detto, il pozzo non è senza fondo ma è finito, limitato e prima o poi il suo flusso diverrà incostante.
Un ultimo appunto, la maggior parte dei giacimenti che attualmente vengono sfruttati hanno almeno una trentina d’anni, quelli di recente scoperta sono meno ricchi e decisamente più in profondità rispetto a questi ultimi, viene da pensare che sia difficile trovare giacimenti sostanziosi in futuro, tali da soddisfare la crescente richiesta.
Quindi se la richiesta non diminuisce il prezzo inevitabilmente sale fino a cifre astronomiche, proviamo ad immaginare un paese che si sta avviando verso una crescita economica e tecnologica come quella tipicamente occidentale, la Cina, proviamo ad immaginare se ogni abitante possegga almeno un’auto quanto sarebbe incrementata la richiesta, pensiamo a due auto per famiglia, come noi del resto, anche tre come in alcune famiglie, oggi la produzione giornaliera totale di barili è 70 milioni, l’incremento sarebbe quasi del doppio, voglio dire che ne sarebbero necessari almeno altri 60 milioni! E sappiamo bene quanto la Cina sia vicina.
La produzione, o meglio l’estrazione, la raffinazione e l’utilizzo di idrocarburi causa inquinamento, uno scempio ambientale non indifferente al quale noi non pensiamo, non ci interessa, abbiamo i paraocchi… eppure su questa palla che galleggia nel vuoto ci viviamo tutti.
Quanto costa risanare il danno che è procurato dall’utilizzo di idrocarburi? L’effetto serra è causato dall’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera dalla loro combustione, dobbiamo renderci conto che il surriscaldamento globale non è una favola, ma è la realtà, quanto ci costa realmente in termini ambientali un barile di petrolio? Dovremmo consegnare alle generazioni future un pianeta quantomeno simile a come noi lo abbiamo trovato, anziché depredarlo e depauperarlo irreversibilmente.
È per questa ragione che è necessario trovare al più presto una soluzione alternativa, è imperativo e non possiamo permetterci di aspettare oltre, altrimenti il problema sarà più grave di quanto noi possiamo immaginare, ma di questo ho già parlato.

Per ora chiudo qui, vuoi per l’orario, vuoi per il sonno, vuoi perché pensare alla situazione che ho appena descritto mi provoca un po’ di acidità… beh, aspetto risposte sperando che qualcuno possa trovare interessante e non assolutamente palloso ciò che ho scritto, vanificando altrimenti qualche ora di intensa spremitura di meningi.
Nicola

giovedì 16 febbraio 2006

Energie rinnovabili?quali sono

Spero troviate interessante questo attacco di serietà che mi pervade, d'altronde non si può parlare di vicini di casa con scarso senso dell’igiene in eterno, anche perché ormai non ci sono più…


Esiste davvero un’alternativa ai combustibili fossili o comunque alla produzione di energia da idrocarburi?
Direi che questa è la domanda del ventunesimo secolo, anzi di questo millennio, siamo ancora fortemente legati a queste fonti, ma le stiamo consumando ad un ritmo maggiore rispetto alla velocità con cui queste si creano, è dunque inevitabile, oltre che assolutamente lecito, pensare ad una eventuale crisi energetica.
Certo siamo già abituati a sentir parlare di crisi energetiche, petrolio, metano o derivati, ma in cuor nostro sappiamo, anzi speriamo in una ripresa più o meno rapida, forse convinti che la benzina ci sarà in eterno, bè non è così, ovviamente.
Sicuramente i giacimenti di petrolio sono ancora tantissimi e basteranno per molti anni ancora, ma prima o poi li avremo consumati tutti, non solo, bisogna tener presente n fattore fondamentale, l’aumento esponenziale dell’utilizzo di queste fonti energetiche dovuto alla maggiore richiesta di energia. Vogliamo anche parlare delle sostanze inquinanti che vengono prodotte dall’utilizzo dei suddetti prodotti?
Ebbene il quadro complessivo della questione comincia a delinearsi, abbiamo bisogno di una nuova fonte di energia su cui puntare, altrimenti ci troveremo a fronteggiare situazioni come il non poter più utilizzare la stragrande maggioranza di macchine per assenza di carburante.
Innanzitutto sarebbe oltremodo logico non solo concepire, ma realizzare su vasta scala mezzi di trasporto alternativi, elettrici o ad idrogeno, che scarterebbero solo semplice acqua, questo è attualmente impossibile perché il mercato è dominato da chi la benzina la produce e bisogna tener presente che tantissime case produttrici di automobili non vogliono ancora addentrarsi in un sentiero fin troppo rischioso, perché ancora non considerabile obbligato dalle circostanze, la sostituzione graduale non è neppure incominciata.
Successivamente ci sarebbe un altro insormontabile scoglio, ovvero l’uso domestico e soprattutto industriale dell’energia, come produrla?
Ci sarebbe il nucleare, ma è rischioso, personalmente non sono a favore di questa soluzione, anche se sarebbe una fonte di energia pulita e duratura, ma non posso, da naturalista sottovalutare la questione scorie ed il loro smaltimento, è una questione troppo delicata per essere affrontata qui ed ora.
Allora cosa ci rimane? Energia idroelettrica, ma soprattutto tante altre fonti rinnovabili, possibilmente ecocompatibili, come ad esempio, pannelli fotovoltaici e centrali eoliche, ma bisogna precisare una cosa, la soluzione non è centrali che servono grandi utenze, anche perché è fisicamente improponibile, ma sensibilizzare verso una produzione individuale, ad esempio installando su ogni edificio dei pannelli solari, per legge in alcuni stati nordeuropei è obbligatorio nelle nuove abitazioni, integrando le richieste in eccesso dalla rete locale alimentata eolicamente o mediante centrali idroelettriche.
Ciò non solo permetterebbe un notevole risparmio energetico, ma anche una maggiore libertà energetica, rinnovabile, senza costi di produzione, senza inquinare l’ambiente che ormai abbiamo già ampiamente compromesso, purtroppo.
Perché questo non è una realtà? Perché i costi di produzione dei pannelli solari sono elevatissimi, vuoi per il silicio altamente prezioso per l’elettronica ed anche raro, vuoi per la poca domanda e conseguente scarsa offerta, vuoi per via della poca considerazione che la gente ha di questi sistemi, bè, al momento è un’utopia.
Anche l’eolico è un’alternativa estremamente valida, certo la produzione in kilowatt di una singola turbina non è molto, oltretutto c’è l’incognita vento che non è sempre costante e talvolta può essere assente, sta di fatto che in Europa si producono ben 35 mila megawatt di energia elettrica grazie all’eolico, l’Italia purtroppo in tutta quella produzione non supera di molto il migliaio, il che è veramente una situazione di arretratezza culturale.
C’è la questione biomasse, ovvero oli vegetali usati come combustibile, infondo anche la legna è biomassa, come etanolo, biogas e biodiesel, tutte prodotte da piante. In Europa inoltre l’utilizzo di queste fonti è ampio e ben consolidato, unica pecca… le piantagioni e le loro dimensioni.
Ma allora cosa ci rimane? Ovviamente l’idrogeno, prodotto per elettrolisi dalla fonte che potrebbe non esaurire mai: l’acqua, ed un motore alimentato ad idrogeno produce ancora semplice acqua, nulla di più semplice, vero? Bè mica tanto, analizziamo l’idrogeno, si tratta dell’atomo più piccolo e più elementare, ma anche del più difficile da contenere, dato che tende a passare attraverso i reticoli cristallini dei componenti che compongono i serbatoi, attualmente però è stata realizzata una nuova lega capace di assorbire come una spugna e rilasciare l’idrogeno senza conseguenze disastrose in caso di incidente, perché disastrose? Bè, l’idrogeno è altamente pericoloso dato che un danno ad una bombola può generare esplosioni con grande facilità.
Altro problema fondamentale è la produzione di idrogeno: per far sì che avvenga elettrolisi ci vuole una gran quantità di energia, soprattutto visti gli utilizzi futuri, ma allora da dove può essere prodotta? Se si produce utilizzando combustibile fossile come il carbone siamo di nuovo al punto di partenza, con in più una produzione di CO2 enorme, il problema è risolvere il problema della richiesta grazie all’utilizzo delle già citate energie alternative.
ma allora, il problema di fondo qual'è? il problema non sono solo i costi di produzione di nuove tercnologe finalizzate all'utilizzo di nuove fonti, ma al fissismo di alcuni produttori attuali che hanno fin troppi interessi nel mantenere la situazione stazionaria.
Purtroppo ciò che regola questo mondo non è il benessere, o meglio non solo il benessere, ma soprattutto il dio denaro... che ristezza.

Ora basta perché credo di essermi dilungato abbastanza, rischiando di annoiare un po’ tutti, aspetto commenti sperando di essermi spiegato in maniera chiara, purtroppo il post è quel che è in quanto a dimensioni.

martedì 14 febbraio 2006

modellismo

Sono un pò incasinato con un esame programmato per giovedì, ma prometto che nel pomeriggio del suddetto giorno comincerò a mostrare qualcosa che ho creato, spostando il blog anche su questo punto, spero possa interessarvi, oltre alle mie numerose disavventure.
E' in programma anche una serie di post seri riguardanti argomenti di attualità che mi stanno a cuore, da bravo naturalista.
grazie a tutti,
Nicola.

sfratto in corso

Ebbene sì, stanno già traslocando, questo significa porta aperta, sono passato di fronte al portone ed ho avuto un principio di mancamento, ora ho paura! vi chiederete il motivo del mio timore, presto detto, perchè dovrei andare a comprare una cassa d'acqua e col fiatone farmi 3 rampe, considerato che la puzza ristagna di fronte al mio portone!
ma che ho fatto di male?

ma guardate questi gatti!

Lo scorso sabato, io e Paolo stavamo tranquillamente passeggiando per ferrara quando all'improvviso due cose informi si sono dirette verso di noi, due esseri chiamati gatzilla!





















la cosa spaventosa è stata osservare il lardo penzolante, sono i primi due gatti con la cellulite che ho visto in vita mia, è terrificante, provate ad immaginare la faccia di un vicentino che se li trova davanti...




(da notare che questo gatto è in piedi...)

lunedì 13 febbraio 2006

è stato bello finchè è durato

Ebbene sì, con tanta tristezza celata da una felicità indescrivibile nel cuore (lo so è un controsenso) sono lieto di annunciare lo sfratto!
Sì sono cattivo, una carogna, ma nessuno ha idea di quel che significhi avere dei vicini così, quindi lasciatemi essere felice almeno per questo.
Perchè sfratto? forse perchè in 2 anni non hanno mai versato una quota condominiale? o forse perchè i loro schiamazzi sono insopportabili? o forse perchè il figlio scende nel retro del cortile per spiare nel bagno delle donne della pizzeria al piano terra? chissà, sta di fatto che la situazione è questa e tutti ne traiamo giovamento, in un modo o nell'altro.
Spero solo che i prossimi inquilini siano affetti da una rara forma di insensibilità agli odori...